Quali bonus e aiuti sono esentasse e quali vanno inseriti nel 730/2026?

Patrizia Del Pidio

16 Luglio 2026 - 16:23

Nella dichiarazione dei redditi non devono essere inserite tutte le voci di reddito che si percepiscono. Ci sono bonus e aiuti che non vanno dichiarati nel 730.

Quali bonus e aiuti sono esentasse e quali vanno inseriti nel 730/2026?

I molti bonus, aiuti, contributi e benefici erogati dallo Stato nel corso dell’anno vanno indicati nella dichiarazione dei redditi o sono esentasse? Quali sono quelli che devono essere inseriti nel 730/2026? Questi dubbi frequenti assillano i contribuenti che, avendo percepito redditi nel corso del 2025, si apprestano a compilare la dichiarazione dei redditi per mettere in regola la propria posizione fiscale.

La regola generale vuole che ogni entrata sulla quale sono dovute imposte debba essere dichiarata, ma districarsi tra le diverse tipologie di sussidi statali non è affatto semplice.

Non tutti gli importi incassati nel 2025 sono assoggettati a tassazione. La distinzione tra cosa deve essere tassato e cosa è esentasse, però, genera molte perplessità alimentando il timore di commettere errori nella compilazione del 730.

Con la progressiva diffusione del modello 730 precompilato sempre più persone, oggi, decidono di gestire la dichiarazione dei redditi in totale autonomia. Se da un lato il modello precompilato rappresenta una semplificazione, dall’altro aumenta il rischio di commettere sviste, specialmente quando si tratta di valutare la natura fiscale dei sussidi ricevuti. Quali sono, quindi, le somme erogate dallo Stato e dell’Inps che vanno inserite nella dichiarazione dei redditi?

730/2026, a cosa serve?

Con il modello 730 o con il modello Redditi PF, il contribuente dichiara al Fisco tutti i redditi che ha percepito nell’anno di imposta precedente (nel caso del 730/2026, quelli percepiti nell’anno di imposta 2025). Con la dichiarazione l’Irpef (o l’imposta sostitutiva nel caso dei contribuenti forfettari) viene ricalcolata sul reddito complessivo.

Solitamente l’Irpef è trattenuta sulla busta paga, sulla pensione o su eventuali indennità erogate dall’Inps. Ma può anche capitare che il sostituto di imposta non applichi la giusta aliquota non conoscendo il reddito complessivo. In ogni caso le eventuali tasse già pagate nel corso dell’anno sono scomputate dall’Irpef dovuta.

I bonus e gli aiuti di Stato

Molto spesso i bonus e gli aiuti che lo Stato eroga non sono imponibili fiscalmente. E questo proprio per la loro natura di “aiuti”, quando questi bonus sono esentasse non vanno indicati nella dichiarazione dei redditi perché su di essi l’Irpef non è dovuta.

È il caso, ad esempio, della pensione di invalidità e dell’indennità di accompagnamento che, proprio per la loro natura assistenziale, non concorrono alla formazione del reddito imponibile e si tratta di somme non sottoposte a tassazione. Proprio per questo non vanno indicate nella dichiarazione dei redditi.

Discorso diverso, invece, per l’assegno ordinario di invalidità: si tratta di una prestazione che, a tutti gli effetti, è equiparata a una pensione, concorre alla formazione del reddito ed è imponibile all’Irpef e, di conseguenza, va indicato nella dichiarazione dei redditi.

Trattamento integrativo, è esentasse?

Il trattamento integrativo che spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati con redditi fino a 15.000 euro annui (in alcuni casi fino a 28.000 euro) non è imponibile fiscalmente ed è, quindi, esentasse.

Ma essendo un bonus volto alla riduzione della pressione fiscale e che spetta solo a determinate condizioni il suo conguaglio avviene proprio nella dichiarazione dei redditi con modello 730. Proprio per questo l’importo percepito a titolo di trattamento integrativo, pur non essendo tassato, deve essere indicato nel rigo C14 del modello 730.

Naspi e Dis Coll sono soggette a Irpef

Naspi e Dis Coll sono indennità di disoccupazione riconosciute rispettivamente a lavoratori subordinati e collaboratori che hanno perduto involontariamente la propria occupazione.

Entrambe le prestazioni, oltre all’indennità mensile prevedono anche copertura contributiva figurativa e sono assoggettate all’Irpef. L’Inps in questo caso opera come sostituto di imposta effettuando le trattenute Irpef direttamente prima dell’erogazione (come avviene con la busta paga).

Le somme percepite a titolo di indennità di disoccupazione, quindi, vanno inserite nel modello 730 visto che a inizio anno l’Inps rilascia regolare Certificazione Unica per le stesse.

L’assegno unico fa reddito?

L’assegno unico è una prestazione economica a sostegno dei nuclei familiari con figli minori e maggiorenni fino a 21 anni di età. La somma erogata dipende dall’Isee del nucleo e le somme spettanti sono corrisposte direttamente dall’Inps al beneficiario.

Quanto si percepisce a titolo di assegno unico non rileva ai fini del computo del reddito imponibile e di fatto si tratta di somme che, come per gli assegni al nucleo familiare, sono esentasse. E proprio per questo motivo non vanno inserite nella dichiarazione dei redditi. La Certificazione Unica che ogni anno l’Inps rilascia per queste somme, infatti, specifica chiaramente che si tratta di redditi esenti ed è messa a disposizione solo a scopo informativo e non dichiarativo.

L’assegno di inclusione si deve dichiarare?

L’assegno di inclusione, proprio per la sua natura assistenziale, non è soggetto a tassazione e, quindi, non deve essere inserito nel 730/2026. Nonostante questo concorre alla formazione del reddito familiare ai fini Isee. L’importo che si percepisce annualmente non rileva nel calcolo per la determinazione dell’assegno stesso, ma deve essere comunque comunicato all’Inps nella DSU.

Identico discorso vale per il Supporto Formazione e Lavoro, l’importo percepito è interamente esentasse e non deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi annuale.