Sconti in bolletta fino a oltre 38 euro al mese per chi usa macchinari salvavita. Ecco la guida pratica al bonus per disagio fisico 2026 senza limiti Isee.
Per gli invalidi con legge 104 è previsto uno sconto sulla bolletta dell’energia elettrica grazie al bonus sociale per disagio fisico. Quando si parla di legge 104 e benefici a essa correlati si è portati a pensare ai permessi lavorativi, all’Iva agevolata, all’esenzione per il bollo auto e ai tagliandi di parcheggio. Esiste, però, una misura economica importantissima che molto spesso dalle famiglie viene ignorata. Si tratta dello sconto diretto sulla bolletta dell’energia elettrica prevista dal bonus sociale per disagio fisico.
A differenza dei normali bonus sociali, questa agevolazione non è legata all’Isee o al reddito del nucleo familiare, ma dipende esclusivamente dalla patologia invalidante del soggetto e dal tipo di apparecchiature che utilizza.
Vediamo come funziona lo sconto in bolletta, a chi è riconosciuto e come si richiede nel 2026.
Sconti in bolletta per invalidi, di cosa si tratta
Il bonus sociale elettrico riconosciuto per disagio fisico ha lo scopo di alleggerire le famiglie con soggetti invalidi e titolari di legge 104 che registrano alti consumi di energia elettrica.
A differenza del bonus sociale economico, che è riconosciuto in base a determinate soglie Isee che non devono essere superate, il bonus sociale per disagio fisico è completamente slegato dall’Isee e viene riconosciuto solo in base alla condizione medica del soggetto.
I due bonus sono pienamente cumulabili e se una famiglia si trova nella condizione di disagio economico e di disagio fisico ha diritto a ricevere entrambi gli sconti sulla bolletta dell’energia elettrica.
A chi spetta lo sconto in bolletta senza Isee?
Il bonus sociale per disagio fisico è riconosciuto ai clienti domestici nel cui nucleo familiare vive un soggetto affetto da grave malattia che necessita di apparecchiature medicali salvavita alimentate a energia elettrica.
Le apparecchiature necessarie al mantenimento in vita sono individuate da apposito decreto del Ministero della Salute e sono quelle:
- destinate al supporto della funzione cardio-respiratoria (ventilatori polmonari, concentratori di ossigeno, aspiratori tracheali, monitor cardiorespiratori);
- destinate al supporto delle funzioni renali (apparecchi per la dialisi peritoneale o l’emodialisi domiciliare);
- destinate al supporto della funzione alimentare e all’assistenza del disabile (nutripompe, sollevatori mobili a sedile elettrico, materassi antidecubito a motore, carrozzine elettriche).
È utile ricordare che il bonus per disagio fisico non richiede tassativamente il verbale di handicap, bensì una specifica certificazione dell’ASL che attesti l’utilizzo dei macchinari salvavita. Molti utenti hanno la 104 ma non usano macchinari, o viceversa, anche se nella maggior parte dei casi chi utilizza macchinari salvavita è titolare anche di legge 104.
Sconto in bolletta, a quanto ammonta?
L’importo del bonus bollette per disagio fisico non ha un importo fisso. Lo sconto spettante è calcolato dall’Arera in base ai seguenti fattori:
- potenza contrattuale della fornitura dell’energia elettrica;
- tipo di apparecchiatura utilizzato;
- ore di utilizzo giornaliere.
Il beneficio economico è suddiviso in tre livelli di compensazione, minima, media e massima. Gli sconti spettanti vengono suddivisi per i dodici mesi e applicati direttamente in bolletta. Basti dire che il bonus va da un minimo di 11,7 euro al mese per la fascia minima (fino a 3 kW di potenza) per arrivare a 38,1 euro al mese nella fascia massima (da 4,5 kW di potenza in su).
Come si richiede il bonus?
Mentre il bonus sociale per disagio economico è riconosciuto automaticamente dall’Arera a chi ha un Isee nelle soglie di spettanza, il bonus per il disagio fisico deve essere richiesto esplicitamente. La domanda per il bonus deve essere presentata presso il Comune di residenza o tramite Caf allegando:
- il certificato medico che attesti la necessità di utilizzare l’apparecchiatura salvavita, il tipo di macchina, le ore di utilizzo e l’indirizzo dove l’apparecchio è utilizzato;
- i dati della fornitura dell’energia elettrica (codice Pod e potenza impiegata);
- il modulo di domanda compilato.
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