INPS congendo di maternità lavoratrici autonome: istruzioni e novità

Congedo di maternità INPS per le lavoratrici autonome: ecco istruzioni e novità di quest’anno.

Congedo di Maternità e paternità Inps: quali sono le ultime novità per i lavoratori autonomi?

Le recenti modifiche introdotte dal Jobs Act all’art. 32 del Testo Unico sulla maternità/paternità, in materia di congedo parentale hanno previsto anche la possibilità di usufruire del congedo di paternità e maternità per un numero maggiore di lavoratori e lavoratrici.

Con la recente circolare n. 128 dell’11 luglio 2016, l’Inps ha recepito le novità in materia di maternità e paternità introdotte dal Jobs Act in favore di lavoratori e lavoratrici autonomi.

In particolare l’Inps fornisce le prime istruzioni operative su:

  • indennità di paternità per lavoratori autonomi in caso di madre lavoratrice dipendente o autonoma;
  • maternità per lavoratrici autonome in caso di adozione e affidamento;
  • congedo di paternità per lavoratori dipendenti in caso di madre lavoratrice autonoma.

Come precisato dall’Inps nella circolare n.128/2016 per le lavoratrici autonome e i lavoratori autonomi non è previsto l’obbligo di astensione dall’attività lavorativa ai fini dell’indennità di maternità e paternità Inps.

Paternità Inps per lavoratori autonomi, cosa cambia?

Dal 25 giugno 2015 il padre lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata Inps può usufruire dell’indennità di paternità così come modificata dal Jobs Act.

Ai sensi dell’art. 66 T.U. maternità/paternità la norma si applica ai lavoratori autonomi quali:

  • artigiani;
  • commercianti;
  • coltivatori diretto, coloni, mezzadri, imprenditori agricolo a titolo principale;
  • pescatori autonomo della piccola pesca marittima e delle acque interne.

Condizione necessaria è che la madre sia lavoratrice dipendente o autonoma e il padre rimane l’unico genitore ad occuparsi del figlio per:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio da parte della madre;
  • affidamento esclusivo del figlio al padre.

L’indennità di paternità riconosciuta al padre lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata Inps ed in regola con il versamento dei contributi corrisponde all’80% di un importo giornaliero individuato a seconda dell’attività autonoma svolta.

La domanda di indennità di paternità va presentata alla Struttura Inps compentente in modalità cartacea con il modello SR01:

  • mediante Pec;
  • con raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • presentando la domanda allo sportello.

L’Inps ricorda che il lavoratore dipendente ha già diritto a fruire del congedo di paternità nei casi di morte della madre, grave infermità, abbandono, affidamento esclusivo indipendentemente se la madre sia lavoratrice autonoma o non lavoratrice.

Maternità Inps: nuovi periodi per le lavoratrici autonome

In caso di adozione o affidamento di un minore da parte di una lavoratrice autonoma avvenuta dal 25 giugno 2015 è riconosciuta l’indennità di maternità per un periodo di 5 mesi:

  • per adozioni o affidamenti preadottivi in Italia: l’indennità di maternità spetta per i primi 5 mesi successivi all’effettivo ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice;
  • per adozioni o affidamenti preadottivi internazionali: l’indennità di maternità può essere richiesta anche prima dell’ingresso del minore in Italia;
  • per affidamenti non preadottivi: l’indennità può essere fruita per periodi compresi nei 5 mesi dall’affidamento, per un periodo massimo di 3 mesi.

Tale previsione consente di fatto di equiparare le lavoratrici autonome a quelle dipendenti.

Difatti l’Inps chiarisce che l’indennità di maternità viene erogata alle lavoratrici autonome anche se il minore adottato o dato in affidamento raggiunge la maggiore età durante il periodo di congedo.

La domanda di indennità di maternità va inviata all’Inps esclusivamente in modalità telematica:

  • sul sito web dell’Inps;
  • tramite Contact center multicanale;
  • ricorrendo ai soggetti abilitati come i Patronati.

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