Guerra commerciale: gli USA stanno finendo i prodotti cinesi da tassare

A inizio settimana un documento ufficiale elencava 195 pagine di prodotti cinesi tassati al 10%, per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari. Ma la merce di Pechino a cui imporre dazi sta finendo

Guerra commerciale: gli USA stanno finendo i prodotti cinesi da tassare

Gli Stati Uniti potrebbero presto finire le merci cinesi da tassare se la guerra commerciale dovesse andare avanti con questo ritmo.
Martedì l’amministrazione Trump ha pubblicato un elenco di 195 pagine di esportazioni cinesi del valore di 200 miliardi di dollari a cui è stata imposta una tariffa del 10%. La mossa ha fatto seguito ai dazi fissati da Pechino la scorsa settimana, per un valore complessivo di 34 miliardi di dollari (che a loro volta rispondevano a tasse pari alla stessa cifra stabilite precedentemente dagli USA).

Altre imposte da Washington arriveranno presto, per un valore di 16 miliardi di dollari che andranno a gravare sui prodotti del Dragone, portando la somma totale dei dazi vicina ai 250 miliardi di dollari. Ma Trump ha minacciato di superare di molto quella cifra, arrivando probabilmente a toccare i 550 miliardi di dollari.

Un numero che supera il valore totale dei beni cinesi importati dagli Stati Uniti l’anno scorso, pari a 506 miliardi di dollari. Diversi segnali indicano che i funzionari statunitensi stanno già lavorando alla compilazione di nuovi elenchi di prodotti da bersagliare.

L’elenco stilato martedì dall’amministrazione Trump include la trota viva, che non viene importata dalla Cina da decenni, oltre a merci di cui è più difficile capire precisamente la funzione come “i peli di tasso”.
Ma include anche esportazioni più riconoscibili, come salsa di soia e riso. Sono solo alcune tra le migliaia di cose che potrebbero presto diventare molto più costose.

Quali sono i prodotti tassati finora?

Al momento la lista dei prodotti bersagliati è a dir poco infinita, e l’impressione è che con l’inasprirsi della battaglia a colpi di dazi le merci potrebbero presto esaurire.

Tra i cibi c’è soprattutto la frutta, e più in particolare mele, banane, noci di cocco, ananas, arance, pere e pesche. Poi avena, mais, riso semilavorato o macinato, riso marrone e basmati, amido di mais e patate, arachidi, mandorle, pistacchi, noci, castagne e soia.

Nella linea di fuoco dei dazi anche pesce, tra cui aragoste, gamberi e salmone, e carne, in prevalenza di maiale.
Nel mirino di Trump poi verdure come cipolle, carote, cavolfiore e broccoli, e bevande tra cui spumante e vino.

Oltre ai cibi, beni familiari come frigoriferi, macchine da cucire e aspirapolvere; abbigliamenti, dalle cinture alle borse passando per impermeabili, bagagli e custodie per strumenti musicali, materiali tessili di diversa natura e componenti di veicoli come batterie, telai o rimorchi.

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