Facebook: multa di 500mila sterline, ma potrebbe essere solo l’inizio

Dalla Gran Bretagna arriva una multa di 500mila sterline a Facebook per il caso Cambridge Analytica. Ecco perché il provvedimento dell’authority potrebbe essere il primo di una lunga serie

Facebook: multa di 500mila sterline, ma potrebbe essere solo l'inizio

Multa di 500.000 sterline per Facebook.
L’Information Commissioner’s Office (Ico), autorità garante delle comunicazioni UK, ha punito la società di Zuckerberg per lo scandalo Cambridge Analytica, che ha significato l’utilizzo illegale dei dati di 87 milioni di utenti.

L’Ico ha colpito il social network con la massima ammenda prevista in questi casi, per due violazioni della legge sulla protezione dei dati del Regno Unito.
Secondo l’authority, Facebook non è riuscito a salvaguardare le informazioni delle persone, e non ha garantito la trasparenza sufficiente per far capire agli utenti come e perché sono diventati bersaglio di spot o campagne elettorali.

Multe maggiori in arrivo?

Anche se si tratta di una multa irrisoria se messa di fronte a un’azienda che ha fatturato 11,97 miliardi di dollari nel solo primo trimestre del 2018, potrebbe fare da apripista a una lunga serie di sanzioni da parte di altre autorità di regolamentazione.

La nuova legge UE sulla protezione dei dati GDPR, ad esempio, punisce le società con multe fino al 4% del fatturato annuale o 23,5 milioni di dollari (20 milioni di euro).

Facebook al momento sta affrontando diverse diatribe legali, e il lavoro dell’ormai celebre avvocato trentenne Max Schrems potrebbe portare a miliardi di dollari di multe. Schrems ha accusato Facebook e le piattaforme di sua proprietà, WhatsApp e Instagram, di forzare il consenso degli utenti a ottenere il diritto di utilizzare i propri dati, una pratica che violerebbe il GDPR.

La società di Menlo Park teme inoltre la Federal Trade Commission degli Stati Uniti, l’agenzia americana per la tutela del consumatore, che potrebbe imporre una sanzione record all’impero di Zuckerberg per via dello scandalo Cambridge Analytica.

La notizia sembra aver scosso solo leggermente le azioni del social network, che al momento scambiano con un ribasso dello 0,2% a quota 203 dollari circa.

Le motivazioni del provvedimento: viene meno la fiducia nella democrazia

Secondo il commissario Ico, Elizabeth Denham, la fiducia nell’integrità dei processi democratici rischia di essere sconvolta, perché l’elettore medio “non ha idea di cosa stia succedendo dietro le quinte”:

“Le nuove tecnologie che utilizzano l’analisi dei dati per targettizzare le campagne danno la possibilità di connettersi con i singoli elettori. Ma questo non può andare a scapito della trasparenza, della correttezza e del rispetto della legge”.

Denham ha poi aggiunto che multe e procedimenti giudiziari puniscono i trasgressori, ma il loro vero scopo è quello di portare cambiamenti e riportare fiducia nel sistema democratico.
L’Ico ha annunciato l’invio di lettere d’avvertimento e avvisi di revisione dei conti per 11 partiti politici. Cercherà inoltre di avviare un procedimento penale per SCL Group, la società capogruppo di Cambridge Analytica, che ha definitivamente chiuso i battenti a inizio maggio.

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