3 big tech in caduta libera. Un’occasione d’acquisto?

Tommaso Scarpellini

9 Novembre 2025 - 13:38

Tre giganti della tecnologia in caduta libera, tra margini sotto pressione e investimenti record in AI. Crisi passeggera o inizio di un nuovo ciclo?

3 big tech in caduta libera. Un’occasione d’acquisto?

C’è un problema. Negli ultimi anni, il mercato ha premiato le big tech non tanto per i risultati concreti, ma per le promesse.
Annunciare investimenti miliardari in infrastrutture AI era sufficiente per far volare i titoli in Borsa.
Più CAPEX, più entusiasmo. Più data center, più multipli.

Ma oggi qualcosa sembra essersi incrinato: alcune aziende potrebbero aver esagerato? Il dubbio serpeggia, e la reazione del mercato è stata brutale. Tre nomi in particolare, Meta, Oracle e Palantir, sono finite sotto pressione, con crolli a doppia cifra che riaprono un interrogativo: si tratta di una fisiologica correzione o di una vera inversione di trend?

META: l’entusiasmo dell’AI non basta più

Il 30 ottobre, Meta ha perso oltre il 10% in una sola seduta.
Il motivo? Una combinazione di numeri solidi, ma non abbastanza “esplosivi” da giustificare le aspettative di mercato.

Nel dettaglio, la società guidata da Mark Zuckerberg ha registrato un aumento del tempo trascorso sulle sue piattaforme:
+5% su Facebook, +10% su Threads e +30% sui video di Instagram.
Eppure, i ricavi pubblicitari non hanno mostrato la stessa accelerazione.
Il mercato ha reagito con freddezza: la crescita dell’engagement, in assenza di una crescita proporzionale dei ricavi, è stata percepita come un segnale di saturazione.

La narrativa dell’AI, che ha sostenuto il rally del titolo per gran parte del 2024 e 2025, non sta più bastando. Gli investimenti nei modelli di intelligenza artificiale generativa e nelle infrastrutture di machine learning stanno pesando sui margini, senza ancora riflettersi in un incremento tangibile dell’ROE.
In altre parole, il mercato sta iniziando a chiedere risultati veri, non solo promesse.

Tuttavia, per gli investitori con una visione di lungo periodo, la situazione non è completamente negativa.
Meta si trova in una fase simile a quella del 2022, quando Reality Labs bruciava cassa nel metaverso e il mercato aveva perso la pazienza.

Oracle: margini sotto pressione

Anche Oracle è finita nel mirino degli investitori, con un crollo significativo dovuto alle preoccupazioni sui margini.
La società di Larry Ellison si trova in una fase di profonda trasformazione: il passaggio da software tradizionale a infrastruttura cloud orientata all’AI richiede investimenti massicci in data center, chip Nvidia e risorse energetiche.
Tutto questo si traduce in CAPEX esplosivi e in un rapporto debt/equity tra i più elevati del comparto tecnologico.

Gli investitori stanno quindi spostando il focus dal “growth at all costs” alla sostenibilità dei margini.

Eppure, un potenziale catalizzatore si avvicina: l’Oracle World di Las Vegas, previsto per la prossima settimana.
Un evento che potrebbe diventare l’occasione perfetta per reimpostare la narrativa.
Tra i relatori ci saranno Safra Catz, Mike Sicilia e Larry Ellison stesso, pronti a presentare la nuova roadmap AI e i piani di espansione infrastrutturale.

I temi principali attesi includono:

  • Efficienza dei data center e strategie di approvvigionamento energetico
  • Scalabilità dell’infrastruttura cloud
  • Partnership industriali nel settore AI
  • Gestione dei costi legati ai chip Nvidia e alla manodopera specializzata

Palantir: speculazione o aggiustamento fisiologico?

Le azioni di Palantir Technologies (PLTR) sono scese di circa il 7% nonostante risultati trimestrali superiori alle attese.
L’azienda ha battuto le previsioni sia in termini di utile per azione che di ricavi, ma il mercato sembra voler scontare un possibile eccesso speculativo nel comparto AI.

Un elemento scatenante è stato l’interesse (ribassista) di Michael Burry, il celebre investitore de La Grande Scommessa, che secondo i documenti avrebbe aperto posizioni short su Nvidia e Palantir.
Un segnale che ha pesato sulla fiducia del mercato, già sensibile alle dinamiche speculative attorno ai titoli AI.

Eppure, Palantir rimane una delle aziende più promettenti nel segmento dell’AI applicata alla difesa e all’intelligence.
Il suo modello di business, fortemente basato su contratti governativi e soluzioni di analisi predittiva, genera flussi di cassa ricorrenti e una crescita dei margini operativi superiore alla media del settore.
Il problema, piuttosto, è di natura valutativa: dopo un rally superiore al 150% negli ultimi 12 mesi, le aspettative erano diventate eccessive?

La recente discesa può dunque essere letta in due modi:

  • Come una correzione salutare dopo un eccesso di entusiasmo
  • O come l’inizio di un repricing più profondo, nel caso in cui la crescita si riveli meno esplosiva di quanto scontato

In entrambi i casi, Palantir resta una società di frontiera, più simile a una “AI defense company” che a una tech tradizionale. Il che la rende affascinante ma anche intrinsecamente volatile.

Un mercato che chiede prove, non promesse

In sintesi, le big tech stanno affrontando una nuova fase del ciclo di sentiment:
dal “growth narrative” al “proof of execution”.
Il mercato ha creduto per anni nella crescita illimitata dell’AI, ma ora pretende evidenze concrete.
Gli investimenti miliardari devono iniziare a tradursi in utili, margini e ritorni sul capitale.

Non è la fine del sogno dell’AI, ma forse la fine dell’euforia incontrollata.
Il rischio, oggi, è che la fiducia cieca lasci spazio a una selezione più razionale: non tutte le aziende che spendono in AI vedranno ritorni significativi nel breve termine.

Scoppierà una bolla o stiamo solo assistendo a un riassestamento salutare?
Difficile dirlo. Ma di certo, la fase attuale è un banco di prova per capire quali aziende possano trasformare l’AI in valore reale, e quali invece rischiano di restare intrappolate tra promesse e bilanci sotto pressione.

Solo il tempo, e i prossimi trimestri, daranno una risposta.
Per ora, una cosa è certa: il mercato ha smesso di credere alle favole e vuole tornare ai numeri.