Amazon ha pubblicato i risultati del terzo trimestre, un quadro molto più forte delle attese che rilancia le speranze degli investitori per l’anno a venire. Il fatturato è stato pari a circa 180,2 miliardi di dollari, in crescita dell’ordine del 13% su base annua, e l’utile per azione ha raggiunto i 1,95 dollari, ben al di sopra delle stime degli analisti.
Una delle cifre più commentate è quella della divisione cloud, Amazon Web Services: i ricavi di AWS sono cresciuti di circa il 20%, toccando la soglia di 33 miliardi di dollari circa. È la migliore accelerazione della crescita del segmento da oltre un anno. Un altro elemento di rilievo sta nella guidance per il quarto trimestre. Amazon ha indicato un range di fatturato compreso tra 206 e 213 miliardi di dollari, grazie alle attese positive per la stagione natalizia e al mix delle attività della società tra retail, cloud, pubblicità e infrastrutture AI.
Il superamento delle aspettative sia sul fronte ricavi che su quello degli utili non parla soltanto di sopravvivenza. Dimostra come il gruppo sia già schierato per una nuova fase di crescita. Tuttavia, come in ogni grande momento di trasformazione tecnologica, il “quanto” e il “quando” contano. Contano eccome. Conviene comprare azioni Amazon ora?
L’investitore deve essere pronto a scommettere non solo sulla promessa, ma sulla capacità di Amazon di tradurre in numeri concreti i suoi enormi investimenti. Se lo è, l’azione può rappresentare un’ottima opportunità. Se invece vuole un approccio più conservativo, la scelta più cauta è quella di attendere un momento di ingresso più favorevole o tenere sotto controllo i prossimi trimestri.
La trimestrale Amazon fa impazzire Wall Street
La reazione del mercato è stata immediata e decisa. Il titolo AMZN è salito in after-hour di circa il 13% dopo l’annuncio dei risultati. Gli investitori hanno accolto il trimestre come un potenziale “turning point”, un momento di inversione dopo mesi in cui Amazon era rimasta sensibilmente indietro rispetto ad alcuni grandi pari settore.
Il focus su AWS, sull’intelligenza artificiale e su una maggiore efficienza operativa hanno convinto il mercato a rivedere le aspettative. Ma il rally non significa che tutti i problemi siano risolti: la concorrenza resta forte e alcune incognite permangono.
Un elemento chiave del successo trimestrale è la capacità di Amazon di far convivere più motori di crescita. Nel mondo retail, suo storico core business, l’azienda sta continuando a investire in velocità di consegna, con servizi same-day e next-day estesi anche a zone suburbane o rurali, e nell’integrazione dell’offerta legata alla spesa alimentare. Contemporaneamente, la pubblicità digitale è cresciuta con forza (+24% circa, fino a circa 17,7 miliardi di dollari nel trimestre) e ha sostenuto l’ampliamento dei margini.
Ma l’elemento che più attrae l’attenzione è la piattaforma cloud unita alle infrastrutture AI. AWS ha indicato che ha aumentato capacità (oltre 3,8 gigawatt di energia aggiunta nell’ultimo anno) e punta a raddoppiare la capacità entro il 2027. Amazon ha inoltre ribadito che i suoi chip proprietari Trainium (per addestramento) e Inferentia (per inferenza) sono da ritenersi una leva competitiva distintiva.
Amazon si posiziona così non solo come semplice fornitore cloud, ma come infrastruttura per l’era dell’intelligenza artificiale generativa rivolta a imprese, startup e a nuovi modelli di business. Se l’intento sarà effettivamente monetizzato, il potenziale è elevato.
Quale futuro per le azioni Amazon?
Dal punto di vista prospettico, Amazon ha davanti a sé due elementi che possono definire il prossimo biennio: da un lato la capacità di scalare AWS/AI sfruttando la mole di investimenti già pianificati; dall’altro la necessità di trasformare questi investimenti in margini e flussi di cassa.
Il gruppo ha segnalato spese in conto capitale (capex) molto elevate - circa 125 miliardi di dollari per il 2025, un dato che supera le aspettative di mercato. Questo significa che gran parte della redditività a breve potrebbe essere compressa dall’aumento degli investimenti e che la vera leva sarà il ritorno su questi investimenti. La redditività futura dell’AI, l’efficienza derivante dall’automazione, la crescita del cloud e della pubblicità dovranno essere sufficienti a compensare il peso forte del capex.
Ci sono inoltre rischi da non sottovalutare. La crescita del cloud al 20% è forte, ma resta inferiore a quella di alcuni competitor come Microsoft Corporation Azure (+40%) o Google LLC Cloud (+34%) nello stesso periodo, il che indica che la “corsa” è tutt’altro che conclusa.
Anche l’ambiente macroeconomico, caratterizzato da consumi che potrebbero rallentare, costi logistici e regolamentazione antitrust, resta un’incognita rilevante che ogni investitore deve tenere a mente.
È il momento giusto per comprare?
La domanda cruciale per l’investitore è: conviene acquistare ora le azioni Amazon? Alla luce dei dati, vari analisti hanno rivisto al rialzo i target price. Per esempio, la società di analisi Wedbush ha fissato un target intorno a 280 dollari per azione (il titolo al momento viaggia sui 251 dollari in pre-market), con rating outperform, vedendo nel 2026 un potenziale breakout.
Altri analisti mantengono target variabili tra circa 265 e 300 dollari, con un upside stimato di quasi il 20% rispetto ai prezzi correnti nello scenario migliore.
Se l’investitore ha un orizzonte di medio-lungo termine (3-5 anni) e crede nell’evoluzione dell’AI e nella capacità di Amazon di scalare AWS, allora l’ingresso può essere giustificato. La combinazione tra brand forte, scala globale, infrastrutture proprietarie e posizionamento AI è potente. Ma per un investitore a breve termine o per chi cerca ritorni rapidi, occorre una maggiore cautela. Parte dell’ottimismo è già “prezzato” e la società deve ancora dimostrare di poter mantenere la crescita, incrementare margini e monetizzare gli investimenti. Qualora la crescita rallentasse, il titolo potrebbe reagire negativamente.
In termini valutativi, il rapporto prezzo/utili (P/E) atteso per Amazon è abbastanza elevato rispetto alla media del mercato, il che conferma che una parte del futuro è già “scontata”. Il successo dell’investimento dipenderà più dalla concretezza che dal puro potenziale.
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