Conviene acquistare azioni Apple prima del lancio del nuovo iPhone pieghevole?

Flavia Provenzani

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Il 9 settembre Apple presenta i nuovi iPhone, forse il primo pieghevole. Ma il titolo ha già guadagnato il 21% da inizio anno e quota sopra il target medio degli analisti. Cosa dicono i numeri?

Conviene acquistare azioni Apple prima del lancio del nuovo iPhone pieghevole?

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Il 9 settembre 2026 è atteso l’evento annuale di Apple. È l’unico dato certo che abbiamo in questo momento, perché l’azienda ha confermato la data ma non ha annunciato quali prodotti verranno presentati. Le indiscrezioni più accreditate indicano la presentazione di iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e, per la prima volta, di un iPhone pieghevole.

Attorno a questo appuntamento, il mercato, ormai da anni, riconosce un ciclo ricorrente in cui il nuovo prodotto rivoluzionario spinge le vendite, le vendite spingono gli utili e gli utili spingono il titolo. Chi compra prima dell’annuncio punta, sulla carta, a beneficiare di un eventuale rialzo successivo. Ma non è così semplice, soprattutto considerando che il mercato conosce queste indiscrezioni da mesi e che i prezzi le hanno già incorporate.

Dove si trovano le azioni Apple oggi

Alla chiusura del 3 settembre 2026 le azioni Apple valevano 328,21 dollari, con una capitalizzazione superiore ai 4.700 miliardi di dollari. Da inizio anno il titolo guadagna circa il 21% e negli ultimi dodici mesi oltre il 37%.

Il prezzo obiettivo medio a dodici mesi, secondo il consensus raccolto su 44 analisti, è di circa 324,50 dollari, addirittura qualche dollaro inferiore rispetto alla quotazione attuale. E ciò significa che, in media, chi segue il titolo per mestiere ritiene che Apple valga oggi più o meno quello che costa. Non c’è un potenziale di rialzo residuo secondo il consensus, a differenza di quanto accade per la maggior parte dei titoli tecnologici. La forbice resta ampia, con un massimo a 400 dollari e un minimo a 215, ma la mediana delle opinioni dice che il rally di quest’anno ha già fatto il suo lavoro.

Sul fronte delle valutazioni, Apple tratta a circa 36 volte gli utili attesi per l’esercizio 2026 e 33 volte quelli del 2027. Sono multipli elevati, applicati a una società che il consenso stima in crescita del 14,9% sui ricavi quest’anno e dell’8,4% il prossimo.

Keynote Apple 2026, le anticipazioni sul nuovo iPhone

Ripetiamo che Apple, al momento, non ha confermato ufficialmente quali nuovi iPhone presenterà all’evento, né il nome, il prezzo o la data di arrivo sul mercato del modello pieghevole. Quel che abbiamo oggi è un insieme di indiscrezioni convergenti. Mark Gurman di Bloomberg e l’analista Ming-Chi Kuo sono convinti che all’evento di settembre Apple presenterà il suo primo iPhone pieghevole, con alcuni riferimenti individuati nel software di sistema di Apple ad agosto che hanno ulteriormente alimentato l’ipotesi. Le stime sul prezzo si collocano tra 1.999 e 2.499 dollari, il che in Italia significherebbe verosimilmente superare ampiamente i 2.000 euro.

Attenzione, però, ai volumi. Secondo alcune stime di filiera, nel trimestre solare luglio-settembre Apple potrebbe produrre tra 500.000 e 1 milione di unità del pieghevole, contro i circa 20 milioni di iPhone 18 Pro. La produzione di massa sarebbe partita con uno o due mesi di ritardo rispetto ai piani iniziali, a causa delle verifiche ingegneristiche sulla cerniera, e diverse fonti avvertono che l’eventuale presentazione del pieghevole a settembre non significherà che il dispositivo sarà disponibile a settembre.

Attenzione ai volumi di produzione

Anche ipotizzando un milione di pieghevoli venduti nei primi tre mesi a 2.000 dollari, si tratterebbe di circa 2 miliardi di dollari di ricavi. Nel trimestre chiuso a giugno 2026 Apple ha fatturato 109,4 miliardi di dollari, con un utile netto di 29,8 miliardi. Due miliardi di ricavi aggiuntivi valgono meno del 2% del giro d’affari trimestrale.

Il pieghevole, nel suo primo anno, difficilmente riuscirà a spostare i conti, ma sarebbe un prodotto capace di cambiare la percezione, dimostrando che Apple sa ancora fare hardware, riaprendo il ciclo di sostituzione tra chi ha un telefono vecchio e giustificando un multiplo elevato.

Gli effetti sarebbero reali, ma indiretti e diluiti nel tempo. Chi compra il titolo pensando a un impatto immediato sui numeri rimarrebbe deluso.

L’impatto del nuovo CEO John Ternus

Dal 1° settembre 2026 Apple ha un nuovo amministratore delegato. John Ternus, fino ad allora Senior Vice President of Hardware Engineering, ha preso il posto di Tim Cook, che ha guidato Apple per quindici anni. Cook resta in azienda come Executive Chairman del consiglio di amministrazione.

La successione era stata annunciata il 20 aprile e approvata all’unanimità dal board, non è arrivata come una sorpresa, ma l’evento del 9 settembre sarà il primo keynote di Ternus da amministratore delegato, e questo potrebbe aggiungere un livello di lettura che va oltre i prodotti.

La scelta di un ingegnere hardware può essere letta come il segnale di una possibile direzione, in un momento in cui Apple viene criticata per il ritardo accumulato sull’intelligenza artificiale generativa rispetto a concorrenti come OpenAI e Google. Il mercato osserverà non solo cosa viene presentato, ma come viene presentato e da chi.

I rischi sulle azioni Apple

Il primo elemento che merita attenzione è la guidance. Alla trimestrale di fine luglio Apple ha superato le attese sui ricavi, con le vendite di iPhone in crescita di quasi il 22%, eppure il titolo ha reagito negativamente: le previsioni sul trimestre in corso sono infatti risultate inferiori al consenso. È il promemoria che a questi multipli battere le stime non basta più, perché il mercato guarda avanti e, quando il prezzo incorpora già uno scenario favorevole, anche una lieve delusione sulle prospettive si traduce in vendite.

A questo si aggiunge la questione dei dazi e della catena di fornitura, che resta una variabile aperta per un’azienda con una catena produttiva fortemente concentrata fuori dagli Stati Uniti. È anche uno dei dossier che Tim Cook aveva gestito personalmente negli anni della presidenza Trump e che ora, nel nuovo assetto, rientra tra le competenze che mantiene da Executive Chairman.

C’è infine il rischio di esecuzione sul pieghevole stesso. Un primo prodotto di categoria, costruito attorno a una cerniera meccanica complessa e la cui produzione sarebbe stata ritardata di alcune settimane proprio per le verifiche su quel componente, è esattamente il tipo di dispositivo su cui un difetto diffuso si trasforma in fretta da problema tecnico a problema reputazionale. Samsung, che su questo terreno è arrivata anni prima, ne sa qualcosa.

Conviene acquistare azioni Apple prima del lancio del nuovo iPhone?

Non esiste una risposta valida per tutti alla domanda del titolo: una risposta univoca sarebbe fuorviante. Esistono però alcuni fatti che vale la pena avere chiari prima di decidere se conviene acquistare azioni Apple prima del lancio del nuovo iPhone:

  • il titolo ha già guadagnato il 21% da inizio anno e quota sostanzialmente in linea con il prezzo obiettivo medio degli analisti;
  • il pieghevole non è confermato ufficialmente e, anche se la presentazione fosse confermata, i volumi previsti per i primi mesi sono marginali sul fatturato complessivo;
  • il contributo vero del prodotto sarebbe sul ciclo di sostituzione e sulla percezione del marchio, elementi che si misurano su anni e non su trimestri;
  • il cambio di amministratore delegato introduce una variabile di esecuzione che il mercato non ha ancora avuto modo di valutare.

Lo ripetiamo: sui titoli molto seguiti, comprare in vista di un evento annunciato da mesi significa quasi sempre comprare qualcosa che il prezzo ha già incorporato. Quando l’evento arriva, il movimento dipende dalla differenza tra quello che era atteso e quello che viene effettivamente annunciato, non dalla qualità del prodotto in sé.

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