Calcolo ritenuta d’acconto

Calcola la ritenuta d’acconto del 20% da lordo a netto e da netto a lordo, per prestazioni occasionali e professionisti con rivalsa INPS, cassa professionale e IVA.

Netto da incassare
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Compenso lordo
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Ritenuta d'acconto 20%
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Contributo previdenziale
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IVA
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Totale documento
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Ritenuta d'acconto del 20% (art. 25 D.P.R. 600/1973) applicata dal committente sostituto d'imposta. I forfettari non subiscono ritenuta e non applicano IVA. Per le prestazioni occasionali oltre 5.000 euro l'anno si versano anche i contributi alla Gestione separata INPS.

Aziende

Cos’è la ritenuta d’acconto

Quando un’impresa o un professionista paga un lavoratore autonomo trattiene il 20% del compenso e lo versa al Fisco come anticipo delle tasse: è la ritenuta d’acconto. Chi la subisce la scala dall’IRPEF nella dichiarazione dei redditi.


Prestazione occasionale

Senza partita IVA, su un compenso lordo di 1.000 euro si incassano 800 euro. Sulla ricevuta va una marca da bollo da 2 euro se il compenso supera 77,47 euro. Oltre 5.000 euro l’anno di prestazioni occasionali si pagano anche i contributi alla Gestione separata INPS.


Professionista con partita IVA

Nel regime ordinario la fattura comprende la rivalsa INPS del 4% o il contributo integrativo della cassa professionale e l’IVA al 22%. La ritenuta si calcola sul compenso più la rivalsa INPS, non sul contributo della cassa né sull’IVA. I contribuenti forfettari non subiscono la ritenuta e non applicano l’IVA.

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