Eni Award: nominati i vincitori per l’edizione 2018

La compagnia petrolifera italiana ha reso noti oggi i nomi dei vincitori dell’undicesima edizione del premio riservato a ricercatori e scienziati impegnati sul fronte della ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. La cerimonia il prossimo 22 ottobre presso il Palazzo del Quirinale

Eni Award: nominati i vincitori per l'edizione 2018

Eni ha reso noti i nomi dei ricercatori e scienziati vincitori dell’edizione 2018 degli Eni Award, il premio istituito undici anni fa e divenuto punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente.

Il premio promosso dalla compagnia petrolifera italiana ha lo scopo di promuovere un migliore utilizzo delle fonti energetiche e stimolare le nuove generazioni di ricercatori nel loro lavoro. La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 22 ottobre presso il Palazzo del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali e che premia le migliori innovazioni nel settore degli idrocarburi per la decarbonizzazione del sistema energetico, è stato assegnato a Omar M. Yaghi dell’Università di Berkley, California.

Yaghi è tra i più brillanti scienziati operanti nella ricerca sui solidi cristallino-porosi di nuova generazione e sulla loro applicazione nella separazione selettiva della CO2 da gas di combustione come anche nella cattura dell’umidità atmosferica, applicazione particolarmente interessante se condotta in aree desertiche.

Il premio Frontiere dell’energia, per ricerche sulle fonti di energia rinnovabile e sullo stoccaggio di energia, è stato assegnato a Zhong Lin Wang del Georgia Institute of Technology di Atlanta (USA).

Wang ha sviluppato una nuova famiglia di dispositivi, i «nanogeneratori triboelettrici», capaci di convertire energia meccanica in energia elettrica ad elevati rendimenti da vari tipi di movimento, con applicazioni su varie scale, dalla macroscopica come quella espressa dalle onde marine a quella microscopica, come quella generata dai movimenti del corpo. Questi studi aprono ora a vasti campi di applicazione sul fronte del recupero energetico.

Il premio premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche sulla tutela di aria, acqua e terra e sulla bonifica di siti industriali, è stato invece assegnato a Sang Yup Lee del Korea Advanced Insitute of Science and Technology di Daejeon in Corea del Sud.

Sang Yup Lee è esponente di assoluto rilievo mondiale nello sviluppo di processi biologici microbici per la produzione sostenibile ed a basso impatto ambientale di prodotti chimici, carburanti e materiali da Biomassa non-food, utilizzando batteri ingegnerizzati.

Per la sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita lo scorso anno in occasione del decennale del premio, il premio è stato assegnato a Emerance Jessica Claire D’Assise Goma-Tchimbakala dell’Università Marien NGouabi di Brazzaville in Congo e Elvis Tinashe Ganda, zimbabwiano, studente della Durban University of Technology (Sudafrica).

La proposta di Goma Tchimbakala riguarda il ruolo dei microrganismi e delle sostanze sintetizzate durante il loro metabolismo per la bonifica dell’ambiente. Inoltre i biosurfattanti prodotti dai batteri potranno essere prodotti su larga scala, il che potrebbe aprire una nuova era industriale in Congo, grazie al loro sfruttamento anche come prodotti farmaceutici e cosmetici.

Il lavoro di ricerca di Ganda è a sua volta particolarmente importante nella transizione verso forme di energia rinnovabile per il settore dei trasporti. I combustibili alternativi disponibili a partire da fonti rinnovabili di carbonio sotto forma di biomassa studiati dal ricercatore rappresentano anche un’opportunità per ridurre l’impatto ambientale associato al trasporto di persone e merci.

Per il premio Giovane Ricercatore dell’Anno, che ogni anno premia due ricercatori under 30 che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane, i riconoscimenti sono stati assegnati a Michele De Bastiani e Gianluca Longoni.

Studente dell’Università degli Studi di Padova - Istituto Italiano di Tecnologia, De Bastiani ha presentato una tesi sullo studio dei meccanismi che determinano la stabilità di due delle tecnologie fotovoltaiche emergenti: fotovoltaico organico e celle a base di perovskiti, e sulla messa a punto di possibili soluzioni.

Longoni, proveniente dall’Università di Milano Bicocca, è stato premiato invece per una tesi sullo sviluppo di elettrodi innovativi per batterie a base di ioni sodio, che costituiscono una tecnologia di «storage» elettrico alternativa e più sicura di quella basata sugli ioni litio.

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