Ue frena sul decreto Bankitalia: sospetti aiuti di Stato alle banche. Grillo esulta

Marta Panicucci

28 Febbraio 2014 - 15:34

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L’Unione europea scrive al Tesoro per chiedere maggiori informazioni sul decreto Bankitalia, sospettato di essere un aiuto di Stato alle banche. Grillo applaude i suoi per la bagarre in Parlamento

Ue frena sul decreto Bankitalia: sospetti aiuti di Stato alle banche. Grillo esulta

Il caso Bankitalia tiene banco non soltanto in Italia, ma anche Europa. All’indomani dei provvedimenti disciplinare a carico dei deputati 5 stelle per la bagarre in Parlamento contro l’approvazione del decreto Bankitalia, l’Ue riporta i riflettori sull’argomento.

A quanto pare infatti, la commissione europea avrebbe scritto al Tesoro italiano per avere maggiori informazioni sul tanto discusso decreto per la rivalutazione delle quote di Bankitalia. Il sospetto avanzato dall’Ue è che dietro al decreto su Bankitalia si nascondano in realtà aiuti di Stato alle banche italiane, operazione non permessa dalle regola comunitarie.

Intanto Grillo, appresa la notizia dei sospetti comunitari, commenta: "medaglia ai nostri sospesi. Il M5S fece ostruzionismo, e alla fine la Boldrini applicò per la prima volta nella storia l’ormai famosa ‘ghigliottina’ tagliando gli interventi in aula e approvando il decreto senza altre discussioni. Il M5S protestò rumorosamente, la deputata Lupo si beccò un ceffone in faccia ad opera dell’illustre statista questore Dambruoso, e oggi arriva la sentenza della Presidenza che punisce tutto ciò”.

Decreto Bankitalia
Il Movimento 5 Stelle, insieme ad altre forze dell’opposizione avevano bollato fin dall’inizio il decreto Bankitalia come un aiuto miliardario alle banche. E a quanto pare il dubbio che abbiano ragione è venuto anche all’Ue.

In sostanza, il decreto sotto accusa prevede la rivalutazione da 300 milioni di lire a 7,5 miliardi di euro delle quote di Bankitalia possedute da molte banche italiane. Il decreto stabilisce anche il divieto a detenere più del 3% di tali quote. Gli azionisti sopra questa soglia, ovvero Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali, Cassa di risparmio di Bologna, Inps e Carige, dovranno dismettere le quote eccedenti che, secondo il decreto, saranno acquistate da Bankitalia se non si trovassero altri acquirenti. Inoltre, un’altra norma presente nel decreto, concede a Bankitalia la facoltà di distribuire un dividendo, fino al 6% del valore di ogni singola quota.

I sospetti Ue
L’Unione europea secondo le notizie in possesso dell’Ansa, avrebbe aperto un fascicolo sulla questione in seguito ad una denuncia di Niccolò Rinaldi dell’Italia dei Valori. Oltre alla denuncia dell’eurodeputato anche due associazioni di consumatori Adusbef-Federconsumatori avrebbero segnalato il decreto sospetto alla commissione europea dopo aver presentato un esposto a molte procure generali e alla corte dei conti.

Tutto ciò sarebbe avvenuto anche perché il Ministro Saccomanni non avrebbe mai notificato a Bruxelles il decreto Bankitalia in via di approvazione. Il Commissario Ue per la concorrenza ha inviato al ministero dell’Economia una lettera per chiedere chiarimenti, al fine di stabilire se dietro la rivalutazione miliardaria del capitale sociale di Bankitalia si nasconda un aiuto di Stato mascherato e quindi contrario alle norme Ue.

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