Un paradosso tutto italiano. Cresce l’occupazione, ma anche la cassa integrazione

Alberto De Pasquale

29/11/2025

Nei primi nove mesi del 2025 sono state 419 milioni le ore autorizzate: più dell’intero 2023. Per la Cig straordinaria balzo del 62% in appena un anno.

Un paradosso tutto italiano. Cresce l’occupazione, ma anche la cassa integrazione

I numeri dicono che per l’Italia cresce l’occupazione, nel 2025 arrivata a livelli considerati i più alti di sempre, con il tasso del 62,9% nel primo trimestre e del 62,5% nel secondo (grazie a un forte contributo dei lavoratori over 50 e restando comunque molto indietro rispetto a quello medio Ocse, superiore al 70%).

Ma dicono anche che sta aumentando la cassa integrazione, un “termometro” per interpretare cosa accade in alcuni settori dell’industria italiana, alle prese con una profonda crisi che va avanti da anni.

La gravità della situazione è legata anche all’aumento considerevole della Cig straordinaria, ossia della cassa integrazione prevista nei casi di crisi, ristrutturazione e riorganizzazione aziendale.

Aumenta il ricorso alla cassa integrazione

Per capire di quanto sta aumentando il ricorso alla cassa integrazione bisogna consultare gli osservatori statistici dell’Inps, secondo cui nel 2023 erano state 409 milioni le ore complessivamente autorizzate durante l’anno, passate poi a 495,5 milioni nel 2024. Naturalmente, essendo ancora il 2025 in corso, non è possibile fare un confronto tra anni interi, anche se il bilancio (parziale) sui primi nove mesi è già molto eloquente.

Solo nel periodo gennaio-settembre 2025 sono state infatti autorizzate 418,9 milioni di ore di cassa integrazione: nei primi nove mesi sono state quindi già superate le ore dell’intero 2023 e, in proiezione, anche del 2024. Nel confronto specifico dei primi nove mesi, nel 2024 è stato autorizzato il 20,3% di ore di cassa integrazione in più rispetto al 2023 e nel 2025 il 18,5% in più al confronto con il 2024 (lo scorso anno, da gennaio a settembre, le ore erano state 353,5 milioni).

Gran parte delle ore è richiesto dall’industria, in particolare dai comparti della meccanica e della metallurgia, confermando le difficoltà della manifattura italiana, che negli ultimi trent’anni ha subìto un vero e proprio declino occupazionale se si pensa che, secondo l’Istat, nel 1995 la percentuale dei lavoratori nella manifattura era il 21% sul totale degli occupati, mentre oggi è di circa il 15%. Una decisa migrazione di occupazione e ore lavorate da settori generalmente associati a contratti più stabili, paghe più alte e maggiori tutele, verso quello dei servizi, più all’insegna di contratti part-time, paghe basse e minori garanzie.

Aumenta anche la Cig straordinaria

Mentre la Cig ordinaria prevede l’integrazione salariale nei casi di contrazione o sospensione dell’attività produttiva per situazioni dovute a eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, la Cig straordinaria è applicata in occasione di passaggi più delicati, spesso rappresentati da profonde crisi economiche settoriali.

Da gennaio a settembre del 2023 erano state autorizzate 136 milioni di ore di Cig straordinaria, diminuite poi a 124,4 nei primi nove mesi del 2024. Da gennaio a settembre 2025, invece, le ore di cassa integrazione straordinaria sono state 201 milioni, cioè il 62,2% in più al confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre in un anno le ore complessive di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) sono cresciute, come dicevamo, del 18,5%, per la Cig straordinaria l’aumento è stato oltre tre volte superiore. Se da un lato si guarda alla crescita e ai record occupazionali, è anche vero che meccanica, metallurgia e automotive “consumano” sempre più ore di cassa integrazione.