Più forte sui conti pubblici, più fragile nell’economia reale. I due volti dell’Italia secondo la BCE

Guido Gennaccari

27/11/2025

Avanzano i fondamentali macro, ma rischi su imprese e famiglie limitano la capacità di ridurre il debito/PIL.

Più forte sui conti pubblici, più fragile nell’economia reale. I due volti dell’Italia secondo la BCE

Il report della BCEFinancial Stability Review” analizza lo stato di salute della situazione macro europea. Dall’analisi emerge come l’Italia abbia fatto progressi importanti in tema di debito pubblico, rispetto ai partner europei, ma sia al palo per quanto concerne le PMI, evidenziando anche un alert sul credito al consumo europeo, dove in Italia è cresciuto moltissimo negli ultimi anni.

1) Lo spread italiano è sceso, sì per demerito della Germania, ma anche per merito nostro, considerando l’intensità della discesa rispetto alle altre economie. Ovviamente non si può abbassare la guardia avendo un rapporto debito/PIL molto alto. Siamo l’unica fra le maggiori economie europee che ha registrato una diminuzione del debito nel 2023-2024. La Francia è destinata a raggiungerci in termini di debito/pil, il Belgio segue nella traiettoria.

Siamo l'unica fra le maggiori economie europee che ha registrato una diminuzione del debito nel 2023-2024. Siamo l’unica fra le maggiori economie europee che ha registrato una diminuzione del debito nel 2023-2024. Fonte: BCE

2) Il tasso di risparmio delle famiglie italiane è uno dei più bassi ed il declino è iniziato nel 2006 e neppure con la crisi dei subprime rimbalzò, contrariamente a quanto successo con il Covid e il PNRR. Probabilmente la situazione è il riflesso di salari reali fermi a 30 anni fa, come i redditi negativi negli ultimi 20 anni.

3) Il problema PMI e NPL in Italia.

«Allo stesso tempo, i portafogli di prestiti alle PMI continuano a mostrare un certo deterioramento. I tassi di default sui finanziamenti alle piccole e medie imprese (PMI) sono aumentati costantemente negli ultimi tre anni (Grafico 3.9, pannello a), in linea con l’aumento delle insolvenze societarie (vedi Panoramica). Nel complesso, ora si collocano al di sopra dei livelli pre-pandemici. Tuttavia, queste tendenze generali nascondono differenze significative tra Paesi. Le PMI in Germania, Italia e Paesi Bassi hanno registrato un aumento dei tassi di default negli ultimi anni, in contrasto con i cali osservati in diversi altri Paesi. Analogamente, sebbene il rapporto aggregato di NPL (crediti deteriorati) per i prestiti alle PMI sia aumentato solo leggermente dalla fine del 2023, gli andamenti dei rapporti NPL hanno mostrato forti variazioni tra Paesi. In particolare, gli incrementi delle consistenze di NPL nei Paesi con bassi rapporti NPL alla fine del 2021 sono stati quasi completamente compensati dai cali nei Paesi con rapporti NPL inizialmente elevati (Grafico 3.9, pannello a), dovuti ad esempio a cessioni o svalutazioni. Guardando al futuro, le banche nei Paesi che hanno recentemente registrato un aumento degli NPL e che presentano anche prospettive macroeconomiche più deboli affrontano il rischio di un ulteriore deterioramento della qualità dei prestiti alle PMI.»

I portafogli di prestiti alle PMI continuano a mostrare un certo deterioramento I portafogli di prestiti alle PMI continuano a mostrare un certo deterioramento Fonte: BCE

4) Credito al consumo:

«Nel settore delle famiglie, il credito al consumo ha mostrato segni di un lieve deterioramento della qualità degli attivi negli ultimi trimestri. Ciò è evidenziato da un aumento graduale, seppur contenuto, dei rapporti aggregati di NPL (crediti deteriorati) sui prestiti al consumo dalla fine del 2023. Per localizzazione dei debitori, la composizione degli NPL sui prestiti al consumo si è spostata leggermente verso esposizioni dell’area euro dalla fine del 2023 (Grafico 3.9, pannello b). Sebbene la disoccupazione aggregata rimanga bassa, questi sviluppi, insieme al recente rallentamento della crescita dei salari reali, suggeriscono che una parte dei consumatori a reddito più basso potrebbe trovarsi in difficoltà finanziaria. Ciò è particolarmente vero se le condizioni economiche dovessero indebolirsi più di quanto attualmente previsto, con la possibilità di un ulteriore deterioramento della qualità degli attivi in questo portafoglio di prestiti.»

Il credito al consumo ha mostrato segni di un lieve deterioramento della qualità degli attivi negli ultimi trimestri. Il credito al consumo ha mostrato segni di un lieve deterioramento della qualità degli attivi negli ultimi trimestri. Fonte: BCE

5) “Home bias” assicurativo. La concentrazione di titoli di Stato domestici delle assicurazioni italiane, al pari di quelle spagnole, è molto alta: oltre il 40% dei bond governativi totali, il 10% del debito pubblico italiano.

La fotografia che restituisce il rapporto “Financial Stability Review” della BCE è di un’Italia più solida e stabile a livello macro, ma più in difficoltà nel settore privato produttivo (PMI) e nelle famiglie, che sono quelli che contribuiscono alla crescita e alle entrate statali.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Purtroppo è un bicchiere stagnante sempre sullo stesso livello da troppo tempo e che non consente di abbattere il rapporto debito/PIL.