Vuoi pagare fino a 10.000 euro in contanti? Scatta la tassa da 500 euro

Pietro Pisello

09/12/2025

La proposta di innalzare il limite all’uso del contante fino a 10.000 euro, accompagnata da una tassa di 500 euro, arriva tramite un emendamento alla Legge di Bilancio 2026.

Vuoi pagare fino a 10.000 euro in contanti? Scatta la tassa da 500 euro

Un emendamento alla Legge di Bilancio 2026 sta alimentando un acceso dibattito nelle ultime ore.

Al centro della discussione c’è la proposta di aumentare l’attuale limite per i pagamenti in contanti, oggi fissato a 5.000 euro, fino a 10.000 euro. Una scelta che, di per sé, non sorprende più di tanto: l’attuale governo ha infatti dimostrato sin dall’inizio un approccio piuttosto permissivo nei confronti del denaro contante. Non è un caso che proprio questo esecutivo sia stato autore del precedente aumento della soglia, passata da 2.000 a 5.000 euro con la Legge di Bilancio 2023, quando il governo si era appena insediato.

La vera novità, però, risiede in un elemento del tutto peculiare: si potrà effettuare un pagamento in contanti anche oltre i 5.000 euro, e fino ad un nuovo limite di 10.000 euro, ma solo previo pagamento di una tassa specifica, tecnicamente un’imposta di bollo. Non si tratta di un balzello marginale: la cifra proposta è di 500 euro, una somma che rappresenta un’incidenza tutt’altro che trascurabile su una transazione di questo tipo.

Contante fino a 10.000 euro, ma con una tassa da 500: ecco la nuova proposta in manovra

La proposta di un nuovo limite all’uso del contante accompagnato da una tassa da 500 euro arriva tramite un emendamento alla Legge di Bilancio 2026, attualmente in discussione in Parlamento. A presentarlo è stato il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti e, ne siamo certi, si tratta di un tema destinato a generare molte polemiche e opinioni divergenti.
L’attuale maggioranza si è sempre mostrata favorevole a una maggiore libertà nell’utilizzo del contante. Come già detto in apertura, è stato proprio il governo Meloni, con la Legge di Bilancio 2023, a innalzare l’attuale soglia da 2.000 a 5.000 euro. Oggi si torna a parlare di un nuovo aumento, fino a 10.000 euro. Una proposta che, a differenza di precedenti interventi, non appare strettamente legata a motivazioni economiche o sociali specifiche, ma che sembra piuttosto orientata a reperire nuove risorse per le casse statali.
Il meccanismo ipotizzato è infatti particolare: per pagare in contanti somme superiori a 5.000 euro e fino ai 10.000 euro, sarebbe necessario versare un’imposta di bollo di ben 500 euro. Tradotto in percentuali, il balzello oscillerebbe tra circa il 10% e il 5% dell’importo della transazione. Non certo una cifra trascurabile, soprattutto per chi sceglie il contante per necessità o per comodità.
Se il provvedimento dovesse essere approvato, la nuova imposta entrerebbe in vigore già dal 1º gennaio 2026 e interesserebbe sia i cittadini italiani sia i soggetti stranieri che effettuano pagamenti di questo genere nel nostro Paese. Inoltre, tali transazioni sarebbero soggette all’obbligo di fatturazione, come ulteriore misura di controllo e tracciabilità.
Naturalmente, per importi superiori ai 10.000 euro resterebbe pienamente possibile continuare a utilizzare strumenti tracciabili come bonifici, carte o assegni non trasferibili, mantenendo così i pagamenti fuori dall’ambito dell’imposta.

L’emendamento al contante: più importante di quanto sembri

Se pensavate che questo emendamento fosse un dettaglio non poi così importante per il governo, vi sbagliate. Secondo diverse fonti giornalistiche, la proposta è stata recentemente “segnalata” come prioritaria, suggerendo che riveste una certa importanza, almeno agli occhi dei relatori che ne seguono l’iter.
Va sottolineato, però, che si tratta ancora di una proposta non approvata: sarà oggetto di ulteriori approfondimenti e dibattiti nei prossimi giorni. Naturalmente, vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi di questa vicenda, che promette di far discutere.
È, infatti, indubbio che l’innalzamento del tetto al contante con l’introduzione di una tassa associata, rappresentano un cambiamento significativo nella politica dei pagamenti italiani. Anche se la proposta è ancora in fase di valutazione, il semplice fatto che sia stata classificata come prioritaria indica che potrebbe avere impatti concreti sia per i cittadini sia per le imprese. Nei prossimi giorni sarà interessante osservare come il dibattito parlamentare influenzerà la versione finale dell’emendamento e quali saranno le decisioni definitive del governo.