Smart City: la rivoluzione del Car sharing residenziale

Offrire una flotta di Car sharing non è sufficiente a tenere in piedi il business. Bisogna guardare all’intero lifecycle della filiera produttiva e quindi integrare l’automotive con servizi assicurativi e immobiliari

Smart City: la rivoluzione del Car sharing residenziale

Possedere un’automobile di proprietà non è più un bisogno primario dalle nuove generazioni e nel futuro lo sarà sempre meno. Si stima che dal 2025 il 35% della popolazione mondiale utilizzerà un’auto elettrica per spostarsi, e molto probabilmente lo farà con un veicolo con guida autonoma non di proprietà.

Da ormai qualche anno infatti nei grandi centri urbani del mondo si è diffuso il sistema del Car sharing, nato per condividere flotte di automobili in maniera diffusa fra i frequentatori di una città, abitanti e non.

La visione di altre piattaforme di condivisione come GaiaGo porta lo sharing della mobilità su un piano più vicino al cittadino che vive la città: veicoli a zero emissioni, edifici intelligenti e protezioni “on demand” a disposizione di piccole comunità socialmente responsabili.

Le aziende che producono automobili temono questo cambio di paradigma?

«Assolutamente no. Voglio svelare una cosa: ad oggi tutti quelli che offrono servizi di Car sharing presentano conti in rosso su quel business. Il fatto è che in un settore che versa da anni in una situazione di sovrapproduzione strutturale spesso si sceglie di investire dove si perde meno», ha spiegato Nicola Marsala, Head of After sales Kia Motors Italia, chiamato a condividere con la tavola rotonda il punto di vista di chi come mestiere costruisce automobili.

Come colmare questo gap?«Con l’integrazione dei servizi. Di per sé offrire una flotta di Car sharing non è sufficiente a tenere in piedi il business. Bisogna guardare all’intero lifecycle della filiera produttiva e quindi integrare con servizi assicurativi, immobiliari e quant’altro», ha illustrato Marsala, aggiungendo di ravvisare lo stesso tipo di problematiche nel settore dell’auto elettrica: «Presa a pezzi, la mobilità elettrica non è sostenibile né finanziariamente né dal punto di vista ambientale dal momento che spesso produrre un veicolo di questo genere è più inquinante che un veicolo a motore».

Cosa cambierà per l’industria automotive? Secondo Marsala quello che cambierà per noi produttori di auto sarà l’acquirente finale: «non più i cittadini ma le piattaforme di condivisione intelligente come GaiaGo».

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Settore auto

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.