Polemica sul reddito di cittadinanza. Di Maio: rispettare Contratto di governo

Sul reddito di cittadinanza ancora scontri, per Giorgetti (Lega) è di difficile attuazione. Di Maio e Conte replicano: «si farà»

Polemica sul reddito di cittadinanza. Di Maio: rispettare Contratto di governo

Il reddito di cittadinanza torna ad agitare le acque in seno alla maggioranza di Governo. Dopo la breve tregua dei giorni scorsi, sui provvedimenti della Manovra giallo-verde si raccendono le polemiche.

Questa volta a creare tensioni, le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che esprime dubbi sull’attuabilità del reddito di cittadinanza.

L’esponente leghista, nel libro di Bruno Vespa, parla di “complicazioni attuative non indifferenti” e della possibilità che resti “un provvedimento fine a se stesso”.

Reddito di cittadinanza. Giorgetti fa innervosire i 5 Stelle

Sembrava essere tornata la pace tra gli esponenti della Lega e dei 5 Stelle, ma una nuova polemica si è accesa nelle scorse ore. Nel mirino c’è sempre la Manovra e, questa volta, a inasprire i toni è il reddito di cittadinanza.

“Questa riforma del reddito di cittadinanza partirà l’anno prossimo. Siamo ben consapevoli tutti che va fatta con molta attenzione: è la ragione per cui non è stata inserita adesso, teniamo a farla bene e con tutti i dettagli”,

il commento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiamato dai giornalisti a replicare alle parole di Giorgetti.

Dello stesso avviso il suo vice Luigi Di Maio che, dalle pagine del Corriere della Sera, ricorda agli alleati:

“abbiamo firmato un contratto di governo che va rispettato da entrambi i contraenti. Il reddito di cittadinanza sarà operativo nei primi tre mesi del 2019. Se vedo un problema non è nelle risorse o nelle norme, ma quando qualcuno non crede in quello che stiamo facendo”.

Intanto, in serata un chiarimento tra Conte e Giorgetti sembra calmare gli animi, anche se per poco.
L’idea di Matteo Salvini di scendere in piazza per una manifestazione anti-Juncker costringe Conte a una nuova smentita delle azioni dei suoi. Il premier ribadisce la linea del Governo e la scelta del dialogo con Bruxelles, escludendo qualunque scontro con l’Europa.

“Le lettere il governo italiano le spedisce, ma incontrerò Juncker e gli spiegherò il senso della manovra. Tutti possono fare manifestazioni, ma è il Governo a interloquire con le Istituzioni europee”,

chiarisce il presidente del Consiglio, ricordando a Salvini chi è che comanda.

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