La finanza islamica sarà il futuro dei mercati: da Goldman Sachs al Regno Unito ne sono tutti sicuri. Ecco perchè

Alessandro Iacopini

08/09/2014

08/09/2014 - 12:54

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La banca d’affari si prepara a lanciare il suo primo bond islamico mentre Londra vuole diventare l’hub di tutta la finanza mediorientale e l’Expo di Dubai del 2020 promette guadagni stellari.

Nei prossimi anni anni la finanza islamica farà registrare uno sviluppo senza precedenti.

Ne sono sicuri a Goldman Sachs, che si sta preparando a emettere il suo primo Sukuk - un bond islamico conforme alle leggi della sharia - e in Regno Unito, che si appresta a diventare l’hub di tutta la finanza mediorentale.

In particolare, secondo quanto iporta il Financial Times, GS immetterà sul mercato un obbligazione da 500 milioni di dollari destinata agli investitori del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti.

La finanza Islamica
Rispetto alla finanza di marca occidentale, il sistema finanziario islamico presenta alcune, rilevanti, differenze.

Poiché si basa sui dettami del Corano, il finanziamento nel mondo islamico poggia su due pilastri fondamentali: il divieto del ribā – cioè l’assenza di interessi suoi prestiti – e la necessità di fare investimenti socialmente rilevanti.

Seguendo questi regole, all’interno dei meccanismi della finanza islamica è impossibile effettuare le operazioni ad alto tasso di speculazione proprie della finanza occidentale.

Per questo esistono dei prodotti finanziari appositi – i Sukuk appunto – che, a differenza obbligazioni, devono corrispondere a un progetto (spesso immobiliare o infrastrutturale).

Un settore in crescita
Secondo Moody’s nel 2014 le emissioni in essere in sukuk sono destinate sfiorare quota 300 miliardi di dollari, con più di un terzo emesse dagli stessi Stati.

In Europa ha cominciato il Regno Unito, emettendo lo scorso anno un sukuk da 200 milioni di euro, mentre il Sud Africa si è detto pronto a lanciare sul mercato un’emissione pensata per il mercato islamico.

Ma non solo, perché a breve si aspetta l’emissione di sukuk da parte dei governi di Hong Kong (rating tripla A) e Lussemburgo.

A guidare l’operazione saranno HSBC, Standard Chartered, CIMB Group Holdings e la National Bank di Abu Dhabi.

Nei prossimi anni, inoltre, si ci aspetta un’impennata degli investimenti in sukuk per finanziare l’Expo 2020 di Dubai..

L’interesse del Regno Unito
In Europa il Regno Unito è stato, come detto, il primo paese a lanciare un bond in “formato islamico”.

Non ha caso il cancelliere dello scacchiere di Londra George Osborne ( il ministro delle finanze) ha annunciato:

“Londra vuole diventare l’hub occidentale della finanza islamica nell’ottica dell’obiettivo di lungo termine di fare della Gran Bretagna il centro indiscusso del sistema finanziario globale”.

Gli ha fatto eco anche il primo Ministro David Cameron:

“la finanza islamica cresce a un ritmo superiore del 50% al settore bancario tradizionale e gli investimenti a livello globale cresceranno a 1.300 miliardi di sterline entro il 2014, e per questo vogliamo assicurarci che una grossa percentuale di questi nuovi investimenti siano qui in Gran Bretagna”.

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