“È possibile. Credo che sia necessario ascoltare una voce europea nel dibattito per le elezioni presidenziali francesi”. Così Lagarde, Presidente della BCE.
Alla fine, dopo averli smentiti in diverse occasioni, Christine Lagarde ha ammesso i rumor relativi a un suo possibile addio anticipato alla Presidenza della BCE.
Motivo: le elezioni presidenziali che si terranno in Francia nel 2027.
BCE, Lagarde stavolta lo ammette: possibile addio anticipato alla Presidenza prima della scadenza del mandato
Interpellata dal quotidiano francese Les Échos sulle indiscrezini che si sono susseguite negli ultimi mesi in merito a una sua dipartita anticipata dalla BCE, Lagarde ha risposto stavolta in modo affermativo:
“È possibile. Credo che sia necessario ascoltare una voce europea nel dibattito per le elezioni presidenziali francesi”.
Di un addio di Lagarde prima della scadenza del suo mandato aveva parlato il Financial Times, attraverso l’articolo pubblicato lo scorso 18 febbraio: “ Lagarde to leave ECB before the end of 8-year term ”.
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Il quotidiano aveva citato alcune indiscrezioni che avevano motivato la decisione di Lagarde di lasciare lo scranno più alto dell’Eurotower prima del tempo con le elezioni Presidenziali francesi in calendario l’anno prossimo, in particolare con l’intenzione della numero uno della BCE di esaudire un desiderio preciso dell’attuale presidente Emmanuel Macron.
Va ricordato che Macron non potrà candidarsi al voto, in quanto capo dell’Eliseo per due mandati.
Tuttavia, così aveva riportato l’FT, tra gli ultimi desideri di Macron ci sarebbe quello di avere voce in capitolo nella scelta del nuovo Presidente di “una delle istituzioni più importanti dell’Unione europea”, ovvero della BCE.
Mettendosi da parte, Lagarde potrebbe aiutare Macron a raggiungere questo obiettivo, ed evitare l’assalto dei sovranisti alla Banca centrale europea.
È infatti soprattutto l’estrema destra della cerchia di Marine Le Pen ad angosciare il Presidente francese.
Lagarde su dibattito elezioni presidenziali Francia: “Parlerei con una voce francese e una europea”
A seguito del diffondersi dei rumor dell’FT, più volte la Presidente della Banca centrale aveva ribadito come il suo scenario di base fosse quello di rimanere numero della BCE fino alla fine del suo mandato, dunque fino alla fine di ottobre del 2027.
Stavolta, invece, Lagarde non ha escluso le indiscrezioni dei mesi scorsi, pur tenendo a precisare che non è sua intenzione quella di candidarsi alle elezioni presidenziali francesi. Su questo, l’ex direttrice dell’FMI ha anzi anche scherzato, affermando prima: “Ci rifletterò”, per poi avere cura di puntualizzare: “Sto scherzando. Non credo che al momento sia all’ordine del giorno”.
Un ruolo nel palcoscenico politico della Francia, Lagarde lo vorrebbe però avere: “Parlerei con una voce francese ed europea, perché sono profondamente entrambe le cose”, ha precisato, aggiungendo che, nell’intervenire nel dibattito presidenziale, “direi che la Francia deve ricoprire un ruolo decisivo nel futuro economico del nostro Continente. E che senza questo contesto e ancoraggio europeo, le nostre prospettive economiche, come minimo, sarebbero incerte”.
FT, addio anticipato di Lagarde alla Presidenza della BCE? Così “si rischia un terremoto politico in UE”
Ma attenzione, sottolineano gli esperti, stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore: un addio anticipato di Lagarde “rischia di provocare un terremoto politico nell’Unione europea, dove il prossimo gennaio si tengono le cosiddette ’mid-term’, punto di svolta per i vertici dell’Unione”.
Va infatti ricordato che “già nelle ultime settimane, a Bruxelles, c’è chi non ha escluso un rimpasto clamoroso, con Lagarde al timone della Commissione e la BCE guidata da Berlino ”’.
Va sottolineato, ha precisato il Financial Times, che si tratta in ogni caso di “mere indiscrezioni, spesso alimentate dai pettegolezzi della cosiddetta ’bolla di Bruxelles (Brussels bubble, come si legge nel testo)”.
Detto questo, sembra essere ferma l’intenzione di Christine Lagarde di dare il suo contributo alla campagna elettorale per le elezioni in Francia del prossimo anno, soprattutto se, dal confronto in vista del voto dovesse emergere, “una visione più limitata del ruolo della Francia in Europa”, come ha sottolineato di temere. In quel caso ci sarebbe bisogno di una voce che spiegasse perché si tratterebbe di “una strada dolorosa per il nostro Paese e per i nostri concittadini”.