Tassi BCE, dato inflazione euro ha appena smentito Lagarde? Le scommesse dei mercati sui rialzi

Laura Naka Antonelli

31 Luglio 2026 - 13:08

Reso noto oggi il dato relativo all’inflazione dell’area euro, che ha accelerato a luglio il passo. Cosa può succedere ora ai tassi secondo i mercati?

Tassi BCE, dato inflazione euro ha appena smentito Lagarde? Le scommesse dei mercati sui rialzi

L’inflazione torna a correre in Eurozona, alimentando le speculazioni su un rialzo dei tassi, da parte della BCE, nella prossima riunione di settembre.

I dati che sono stati resi noti oggi dall’Eurostat hanno messo in evidenza, di fatto, un aumento delle pressioni inflazionistiche nel blocco.

Inflazione euro: indice CPI accelera, +2,9% a luglio. Spaventa soprattutto l’inflazione core

L’indice CPI dell’Eurozona, tra i termometri più importanti per monitorare il trend dell’inflazione, è scattato nel mese di luglio del 2,9% su base annua, in linea con le attese, ma in accelerazione rispetto al rialzo di giugno, pari a +2,8%.

A rafforzarsi, e in questo caso più delle stime, è stata anche la componente core del dato, ovvero quella al netto dei prezzi energetici ed alimentari, che è salita a luglio del 2,5%, rispetto al +2,4% di giugno.

Proprio l’accelerazione della componente core avrà fatto scattare sull’attenti la BCE di Christine Lagarde, che ha più volte parlato nel corso delle ultime riunioni, fino alla più recente dello scorso 23 luglio, della necessità di monitorare gli eventuali effetti secondari dell’inflazione energetica, ovvero il rischio che lo scatto dei prezzi energetici finisca per contagiare l’intera economia, traducendosi nella tanto temuta spirale salari prezzi.

Quella spirale indica la presenza di un’inflazione persistente, in cui i lavoratori chiedono un aumento dei salari per recuperare il loro potere di acquisto e le aziende alzano ulteriormente i prezzi per coprire i maggiori costi, creando così un circolo vizioso.

I numeri sull’inflazione euro hanno appena smentito Lagarde?

Nell’ultima riunione del Consiglio direttivo della BCE, Lagarde aveva confermato la presenza di “rischi al rialzo per l’inflazione”, avvertendo che gli shock energetici avrebbero potuto intensificarsi e che, di conseguenza, avrebbero potrebbero manifestarsi dinamiche inflazionistiche più ampie.

La presidente della BCE aveva avvertito, anche, che “gli eventi meteorologici estremi e la crisi climatica ” avrebbero potuto far salire i prezzi dei prodotti alimentari “più del previsto”.

Allo stesso tempo, non era sfuggita la rassicurazione, con cui Lagarde aveva sottolineato che gli effetti di secondo livello non si erano ancora manifestati.

Il dato di oggi mette in discussione tutto?

Non stiamo ancora vedendo effetti di secondo impatto”, aveva osservato la numero uno della Banca centrale europea: una osservazione che non viene però del tutto confermata dal CPI appena reso noto. Tutt’altro: soprattutto se si guarda a cosa è accaduto alla componente core.

Nell’ultimo meeting del 23 luglio, la BCE ha confermato i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%, come da attese, dopo averli alzati a seguito della riunione dell’11 giugno, per la prima volta dal settembre del 2023.

Inflazione euro a luglio, il trend delle componenti dell’indice CPI

Andando a esaminare il trend delle componenti dell’inflazione, dall’indice CPI è emerso che i prezzi dei beni alimentari hanno rallentato la loro corsa, riportando un rialzo su base annua a luglio dell’1,2%, rispetto al precedente +1,5%.

Il conto più salato è stato presentato invece dai prezzi energetici, che sono schizzati ulteriormente, del 10%, rispetto al +8,5% precedente.

In lieve rialzo inoltre l’inflazione dei servizi, aumentata del 3,3%, rispetto al +3,2% di giugno.

Precisazione: l’indice CPI diffuso oggi dall’Eurostat è preliminare, il che significa che il suo trend potrà essere rivisto al rialzo o al ribasso, oppure semplicemente confermato.

Sui mercati aumentano le scommesse su rialzo tassi BCE nella riunione di settembre

Nell’attesa, i mercati non hanno perso tempo a scommettere ulteriormente su una BCE costretta ad alzare i tassi a settembre, più di quanto scontato nelle ore precedenti la diffusione dell’indicatore.

Tra l’altro, è stato lo stesso trend su base mensile dell’indice CPI ad attirare l’attenzione dei trader: i prezzi energetici sono saliti del 2,4% rispetto al mese di giugno, mentre i prezzi dei servizi sono aumentati dell’1,1%. Rialzi alquanto robusti.

I mercati scommettono così ora su una stretta monetaria da parte della BCE, nella prossima riunione che durerà due giorni - il 9 e 10 settembre - e che si terrà a Berlino, con una probabilità del 66% circa. Le scommesse su un rialzo dei tassi si sono dunque rafforzate, anche se in modo lieve rispetto al 64% circa dell’inizio di questa settimana.

Previsti inoltre un rialzo dei tassi totale di 38 punti base entro la fine del 2026 e strette monetarie pari a 52 punti base circa entro la metà del 2027.

Inflazione Italia, il dato annunciato oggi dall’Istat

Oggi, venerdì 31 luglio 2026, è stato reso noto anche il dato relativo all’inflazione in Italia che a luglio ha decelerato invece il passo.

Così l’Istat:

“Secondo le stime preliminari, nel mese di luglio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,2% su base mensile e a +2,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente)”.

L’inflazione core è rimasta stabile in Italia a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici si è indebolita da +1,9% a +1,8%.

L’istituto nazionale di statistica ha spiegato che il dietrofront è avvenuto soprattutto a causa della dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%), degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%) e dei servizi vari (da +2,5% a +1,8%).

Ad accelerare il passo sono stati invece i prezzi degli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%), degli energetici regolamentati (da +9,2% a +14,9%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%).

In ogni caso, anche in Italia il tasso di inflazione è rimasto ben al di sopra del target del 2% a cui tende la BCE. E così, una stretta sui tassi a settembre viene data sempre più come probabile, mentre, dopo la riunione della Fed, dall’altra parte dell’Oceano c’è chi si chiede se il Presidente della Banca centrale USA Kevin Warsh non stia per caso giocando troppo con il fuoco dell’inflazione.