MPS + Banco BPM, prove di fusione anti Intesa SanPaolo. Fino a dove possono salire (e scendere) le azioni?

Laura Naka Antonelli

27 Luglio 2026 - 16:33

Gli scenari più bullish e più bearish per le 3 pedine del grande risiko bancario, ovvero per le azioni Intesa SanPaolo, MPS-Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM.

MPS + Banco BPM, prove di fusione anti Intesa SanPaolo. Fino a dove possono salire (e scendere) le azioni?

Azioni Banco BPM e MPS osservate speciali, con i rumor sempre più insistenti sull’obiettivo delle due banche di convolare a nozze. Il Monte dei Paschi di Siena, banca senese guidata dal CEO Luigi Lovaglio, sembra determinata a sfuggire alle grinfie di Intesa SanPaolo, che ha promosso un’OPAS anti BPM per conquistare Rocca Salimbeni.

Con la stagione delle trimestrali delle banche italiane appena iniziata - questa settimana sarà il turno di Intesa SanPaolo, dopo gli utili appena annunciati dalla rivale UniCredit -, gli investitori stanno cerchiando in rosso le date clou relative alla presentazione dei conti delle Big Banks quotate a Piazza Affari, per due motivi: non solo per conoscere i numeri sui profitti incassati nel secondo trimestre e del primo semestre del 2026, così come le guidance sui bilanci e su dividendi, ma anche (soprattutto?) per capire come si evolverà la nuova stagione di risiko bancario.

Soprattutto, per capire che ’fine’ farà MPS che, mentre continua a lavorare sul processo di integrazione con Mediobanca, a quanto pare non se la sente proprio di tornare a vestire i panni della preda. Meglio dunque la fusione alla pari proposta da BPM che l’OPAS di Intesa SanPaolo, tra l’altro già rimandata al mittente. Difficile però che il banchiere Carlo Messina getti la spugna. Leggi Risiko banche per il bene dell’economia, ma è davvero così? L’economista e professore Baravelli. In questa girandola di rumor, trader e investitori vogliono risposte concrete per capire se comprare, mantenere in portafoglio le 3 azioni coinvolte nel dossier: ovvero i titoli MPS, Banco BPM e Intesa SanPaolo, scambiati sul Ftse Mib di Piazza Affari.

Barclays Research ha appena pubblicato un report in cui, oltre ad annunciare le previsioni per i conti di tutte le principali banche italiane, ha comunicato i nuovi target price assegnati alle azioni.

Gli analisti hanno presentato inoltre gli scenari più bullish e quelli più bearish per i titoli.

Paragonando quei target price ai valori attuali delle azioni, è possibile calcolare quanto, nel caso specifico, le azioni MPS, Intesa SanPaolo e Banco BPM possono salire e quanto invece possono scendere.

In evidenza anche i target price e i rating di Equita SIM.

Azioni MPS: rating e target price. Lo scenario migliore e peggiore per i titoli della preda contesa

Per quanto riguarda le azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena, ovvero della banca senese gestita dal CEO Luigi Lovaglio, preda contesa tra Intesa SanPaolo e Banco BPM, il rating assegnato da Barclays è “Equal Weight”.

Gli analisti del colosso britannico hanno alzato il target price sulle azioni del Monte del 12%, facendolo salire da 9,20 a 10,30 euro.

Barclays ha motivato il proprio Equal Weight sulle azioni MPS scrivendo di prevedere che “i risultati di bilancio della banca senese saranno più forti di quanto indicato dall’istituto nel suo business plan, soprattutto grazie alle migliori dinamiche dell’NII”, ovvero del margine netto di interesse, voce condizionata dalla direzione dei tassi dell’Eurozona stabilita dalla BCE.

Gli analisti hanno ricordato anche la possibilità, confermata dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che il MEF - che detiene ancora una quota nel capitale del Monte dei Paschi - si chiami fuori, restituendo la sua partecipazione al mercato, attraverso una operazione di M&A oppure attraverso il collocamento dei titoli.

In ogni caso, “noi crediamo che MPS possa esprimere del valore sia su base standalone che attraverso l’opzione di integrazione ”.

L’upside case per le azioni del Monte indica un rialzo fino a 12,80 euro, pari a 1,8 volte il TNAV, ovvero il Tangible Net Asset Value, Valore Patrimoniale Netto Tangibile.

Il raggiungimento di questo prezzo obiettivo, si legge, “potrebbe manifestarsi principalmente se si concretizzassero per MPS solide opzioni di M&A ”, ovvero del risiko.

Il downside case, o anche scenario ribassista o scenario più bearish, segnala uno scivolone delle azioni MPS fino a 5,50 euro, per un valore pari a 0,8 volte il TNAV.

Il crollo potrebbe verificarsi, prevede Barclays, se “la banca non riuscisse a trovare un partner strategico”, oppure se “le aspettative sui tassi di interesse (decisi dalla BCE) scendessero ulteriormente, per rettifiche di valore e/o in caso di timori per l’aumento dei rischi del debito sovrano dell’Italia”, dunque per eventuali preoccupazioni per il trend dei BTP.

Le azioni MPS segnano oggi, lunedì 27 luglio 2026, un solido rialzo, sulla scia dei rumor di un accordo con Banco BPM anti-Intesa SanPaolo.

I titoli scattano fino a 11,806 euro. Ciò significa, in base ai worst case e best case scenario di Barclays, pari a 12,80 e a 5,50 euro che le azioni MPS potrebbero salire di circa l’8,4% e crollare di circa il 53,4%.

Tra i più ottimisti sulle azioni MPS si mette in evidenza Equita SIM, che ha una view positiva sulle azioni di Banca MPS, con target price a 11,80 euro.

Lo scenario migliore e peggiore per le azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena Lo scenario migliore e peggiore per le azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena Gli analisti di Barclays Research presentano l'upside case (scenario più bullish) e il dowside case (scenario più bearish) per le azioni MPS. (Fonte Barclays Research).

Azioni Intesa SanPaolo, fino a dove possono salire e scendere

Barclays Research ha confermato il rating “Overweight” sulle azioni di Intesa SanPaolo, migliorando il target price del 3% da 6,90 a 7,10 euro.

Il rating “Overweight” è stato motivato con la presenza di tre ragioni:

  • La diversificazione dei ricavi dovrebbe tradursi in una crescita dei ricavi superiore.
  • La remunerazione del capitale agli azionisti è sostenuta da un bilancio solido e da attività a basso assorbimento di capitale, come il wealth management.
  • Esiste ancora margine per migliorare l’efficienza, in particolare grazie alle recenti operazioni di fusione e acquisizione (M&A).

Nel best case scenario, Barclays ritiene che le azioni di Intesa SanPaolo possano balzare fino a 9,20 euro, per un valore pari a un rapporto P/E di 16 volte.

La spiegazione data a questo upside case è la seguente: “Un tale scenario potrebbe manifestarsi in caso di una distribuzione del capitale (sotto forma di dividendi e operazioni di buyback) agli azionisti più alta delle attese o se la società mostrasse una maggiore abilità nel riportare una crescita dei ricavi”.

Nel downside case scenario, o scenario peggiore, i titoli Intesa SanPaolo potrebbero capitolare fino a 4,80 euro, ovvero a un valore pari a un P/E di 8 volte.

L’outlook bearish potrebbe manifestarsi nel caso di “una ulteriore pressione sul margine di intermediazione e a causa dell’evoluzione dei tassi di interesse (della BCE)”, ovvero se scendessero più delle attese.

Le azioni Intesa SanPaolo salgono oggi dello 0,90% circa, a quota 6,50 euro. Ciò significa, in base ai worst case e best case scenario di Barclays, pari a 9,20 e a 4,80 euro che le azioni potrebbero salire di circa il 41,5% oppure scendere di circa il 26,2%.

In attesa dei conti di Intesa SanPaolo che sono in dirittura d’arrivo, occhio anche alla view di Equita SIM sui titoli di Intesa SanPaolo, che è positiva, a fronte di un target price pari a 7,40 euro.

Upside case e downside case per i titoli di Intesa SanPaolo Upside case e downside case per i titoli di Intesa SanPaolo Barclays Research assegna alle azioni di Intesa SanPaolo un target price di 7,10 euro. Gli scenari migliori e peggiori sono individuati rispettivamente in un rally fino a 9,20 euro e in un tonfo fino a 4,80 euro (Fonte Barclays Reserch).

Azioni Banco BPM. Lo scenario migliore e quello peggiore

Barclays ha appena aumentato il target price per le azioni di Banco BPM del 10%, portandolo dai precedenti 15,60 euro a quota 17,20 euro.

Il rating assegnato ai titoli della banca gestita dal CEO Giuseppe Castagna è “Overweight”.

Gli analisti hanno spiegato il rating sottolineando che “il loro modello tiene in considerazione sia il margine netto di interesse (NII) che gli accantonamenti (della banca) per perdite future sui prestiti, così come altri fattori come la ripresa delle commissioni e gli interventi che la banca ha già messo in atto per tagliare i costi”.

Non sono stati considerati i possibili ricavi che Banco BPM potrebbe incassare con una potenziale operazione di M&A, a cui i vertici hanno detto di star lavorando (ovvero la proposta di una fusione alla pari che sembra piacere anche al Monte dei Paschi).

L’upside case è di un rally per le azioni BAMI fino a 22 euro, pari a 2,5 volte il TNAV.

L’obiettivo potrebbe essere raggiunto, secondo Barclays, se si smorzassero i timori sul deterioramento della qualità degli asset italiani, così come se le opzioni di M&A si concretizzassero, consentendo alla banca di tagliare ulteriormente i costi, migliorando la propria leva commerciale.

Le scenario peggiore punta a un calo per le azioni di Banco BPM fino a 9,50 euro, valore pari a 1,5 volte il TNAV. Questa prospettiva potrebbe manifestarsi se le attese sui tassi di interesse scendessero ulteriormente, se le rettifiche si mostrassero più alte, e/o a causa di preoccupazioni legate anche in questo caso al rischio sovrano italiano.

Le azioni Banco BPM avanzano oggi fino a 15,90 euro.

Ciò significa, in base ai worst case e best case scenario di Barclays, pari a 22 e a a 9,50 euro che le azioni potrebbero salire di circa il 38,4% oppure scendere di circa il 40,3%.

Equita SIM è invece più cauta sulle azioni Banco BPM, assegnando ai titoli una visione neutrale e un target price a 15,50 euro.

Lo scenario più bullish e quello più bearish per le azioni Banco BPM Lo scenario più bullish e quello più bearish per le azioni Banco BPM A fronte di un target price pari a 17,20, gli analisti di Barclays presentano lo scenario migliore per le azioni (di 22 euro) e quello peggiore (di 9,50 euro). Fonte Barclays Research.

Così la stessa Equita SIM nel riportare gli ultimi rumor su questo capitolo del risiko bancario:

“Secondo indiscrezioni di stampa riportate da Il Sole 24 Ore, starebbe guadagnando terreno uno scenario alternativo rispetto alle ipotesi di OPS reciproche tra MPS e Banco BPM: una fusione tra i due istituti, che sarebbe considerata la soluzione preferita dai CEO Lovaglio e Castagna. I rispettivi CDA straordinari potrebbero essere convocati già nei prossimi giorni, prima dell’approvazione dei risultati semestrali del 5/6 agosto. L’operazione sarebbe al vaglio degli advisor e avrebbe come elemento centrale la possibilità di beneficiare del Danish Compromise, con un potenziale miglioramento dell’assorbimento di capitale legato alle partecipazioni assicurative. Restano tuttavia interrogativi sull’effettiva applicabilità del meccanismo, dopo il precedente diniego della BCE nell’operazione Anima-Banco BPM”.

Dal punto di vista dell’azionariato”, si legge ancora nella nota di Equita che è stata diramata oggi, “il ruolo di Crédit Agricole (vicino al 30% di Banco BPM) e di Delfin (17,5% di MPS) appare sempre più strategico. Sullo sfondo resta inoltre il valore della partecipazione del 13% di MPS in Generali, che potrebbe rappresentare una leva patrimoniale rilevante nell’ambito di eventuali operazioni straordinarie”.

Equita ribadisce tuttavia il suo punto di vista:

“A nostro avviso, l’offerta di Intesa garantisce una maggiore visibilità sul valore, minori rischi di esecuzione e una struttura industriale già definita, supportata da sinergie rilevanti e da una solidità patrimoniale difficilmente replicabile. Al contrario, le ipotesi di aggregazione attorno all’asse MPS–BAMI richiedono una serie di passaggi tutt’altro che scontati – dall’accordo tra gli azionisti di riferimento al via libera regolamentare, dalla definizione della governance alla valorizzazione potenziale della partecipazione in Generali – e, per risultare realmente più attrattive, dovrebbero prevedere una significativa distribuzione di valore immediato agli azionisti di MPS. L’attenzione del mercato è ora rivolta al CDA di BMPS atteso nella prima settimana di agosto”