Mercedes, il presidente Brudermüller: “La situazione in Germania è molto più grave di quanto la maggior parte delle persone pensi”

Flavia Provenzani

22 Giugno 2026 - 16:07

Il numero uno del consiglio di sorveglianza di Mercedes-Benz lancia l’allarme sulla competitività tedesca e propone il ritorno alla settimana lavorativa di 40 ore con lo stesso stipendio.

Mercedes, il presidente Brudermüller: “La situazione in Germania è molto più grave di quanto la maggior parte delle persone pensi”

Martin Brudermüller, presidente del consiglio di sorveglianza di Mercedes-Benz ed ex amministratore delegato di BASF, è tornato a fare sentire la sua voce sul declino industriale della Germania. In un’intervista all’Handelsblatt ha dichiarato che «la situazione in Germania è molto più grave di quanto la maggior parte delle persone pensi» e ha avanzato proposte concrete per invertire la rotta. Un allarme che arriva da uno dei manager più autorevoli dell’industria tedesca e che rischia di riaprire un dibattito che i sindacati considerano già chiuso.

La diagnosi di Brudermüller: costo del lavoro fuori controllo

Al centro della sua analisi c’è la competitività.

«Non abbiamo più un vantaggio di produttività rispetto ai principali competitor»,

ha detto Brudermüller. Il lavoro in Germania è diventato troppo caro rispetto alla concorrenza internazionale e il modello economico che ha garantito decenni di prosperità non regge più. Una diagnosi severa, che Brudermüller estende all’intero sistema-paese: secondo il manager, la Germania si trova oggi esattamente nel punto in cui si troverebbe un’azienda in difficoltà e come tale dovrebbe avere il coraggio di ristrutturarsi, «anche se farà male».

La soluzione, secondo Brudermüller, passa da una scelta difficile ma inevitabile:

«Ci sono due leve: o si tagliano i salari, oppure si lavora di più per lo stesso stipendio».

La prima opzione, ha precisato, non è praticabile. Resta quindi la seconda.
«Dovremmo affrontare seriamente il ritorno alla settimana lavorativa di 40 ore», ha affermato Brudermüller. Nell’industria automobilistica tedesca, Mercedes-Benz compresa, la settimana da 35 ore è lo standard nei contratti collettivi, pur non essendo obbligatoria per legge. In autunno è atteso il rinnovo contrattuale nel settore metalmeccanico ed elettrico e il terreno per uno scontro è già preparato.

Lavorare di più per vivere meglio

Brudermüller non si è fermato al tema della competitività industriale. Sul prolungamento della vita lavorativa in generale, ha argomentato che di fronte all’invecchiamento della popolazione «il nostro sistema non è finanziariamente sostenibile senza un aumento delle ore lavorate». E ha aggiunto una considerazione che va oltre l’economia:

«Il lavoro dà alle persone struttura, partecipazione e senso nella vita».

Lavorare più a lungo, ha sostenuto, contribuisce anche a mantenersi in salute e attivi in età avanzata.

Riforma in corso, sindacati in allarme

Le dichiarazioni di Brudermüller arrivano in un momento in cui la Germania sta già discutendo una riforma dell’orario di lavoro. I datori di lavoro chiedono più flessibilità, i sindacati resistono. Il governo di coalizione CDU/CSU-SPD ha concordato di introdurre la possibilità di fissare un limite massimo settimanale, anziché giornaliero, in linea con la direttiva europea. Oggi la legge prevede un massimo di otto ore giornaliere, estendibili a dieci in casi particolari, con un riposo minimo di undici ore consecutive tra un turno e l’altro.

In questo quadro, la voce del presidente del consiglio di sorveglianza di uno dei simboli dell’industria tedesca aggiunge pressione a un dibattito già acceso. La Germania, secondo Brudermüller, non ha ancora capito quanto profonda sia la crisi in cui si trova. E il tempo per farlo, sembra suggerire, si sta esaurendo.

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