Il produttore statunitense di batterie Lyten sta per acquisire la gigafactory incompiuta Northvolt Drei, con sede a Heide, in Germania.
Il produttore statunitense di batterie Lyten sta per acquisire la gigafactory incompiuta Northvolt Drei, con sede a Heide, in Germania, uno dei progetti industriali più ambiziosi rimasti senza futuro dopo il crollo della svedese Northvolt.
L’azienda ha firmato un memorandum d’intesa esclusivo con la banca di sviluppo tedesca KfW, la società di progetto Northvolt Drei Project GmbH e il suo azionista LG Batterie GmbH, con l’obiettivo di chiudere un accordo di vendita definitivo entro il terzo trimestre del 2026.
Al momento l’intesa non è ancora stata finalizzata, perché le parti si trovano ancora nella fase negoziale, ma ci sono buone possibilità che l’operazione vada in porto. Fino alla firma definitiva, Lyten si farà comunque carico dei costi di mantenimento del sito, inclusi gli stipendi dei dipendenti ancora impiegati nella conservazione dell’impianto.
Secondo alcune indiscrezioni, il prezzo di vendita che Lyten dovrebbe pagare si aggirerebbe intorno ai 60 milioni di euro. Si tratta di una cifra nettamente inferiore rispetto ai circa 260 milioni già investiti nella costruzione del sito, ai quali si aggiungono ulteriori 50 milioni per l’acquisto del terreno, per un totale superiore ai 300 milioni di euro.
Sempre secondo altre indiscrezioni, all’inizio del 2026 il ministero federale tedesco dell’Economia avrebbe trasferito silenziosamente il controllo della società di progetto allo Stato tedesco attraverso una struttura fiduciaria, con LG Batterie GmbH e un’altra società intermediaria titolari delle quote per conto del governo. Proprio alla luce di un prezzo così basso rispetto agli investimenti originari, l’operazione solleva un interrogativo legittimo: un accordo di questo tipo potrebbe configurarsi come una forma indiretta di sostegno statale a un’azienda americana?
Cosa doveva essere Northvolt Drei
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Lo stabilimento tedesco, esteso su un’area di 110 ettari, doveva diventare uno dei principali poli europei per la produzione di batterie destinate ai veicoli elettrici, con una capacità produttiva iniziale di 15 gigawattora l’anno, espandibile oltre i 30. La cerimonia di posa della prima pietra si era tenuta nel marzo 2024, ma la costruzione si è fermata quasi subito a causa del tracollo finanziario del gruppo Northvolt, che ha dichiarato bancarotta negli Stati Uniti e in Svezia, lasciando dietro di sé circa 8 miliardi di dollari di debiti.
La gigafactory tedesca non è l’unica proprietà ex Northvolt a interessare Lyten. Nell’ultimo anno l’azienda californiana ha già acquisito la gigafactory Northvolt Ett a Skelleftea, in Svezia, alimentata interamente da energia idroelettrica; lo stabilimento Northvolt Dwa in Polonia, tra i più grandi impianti europei per sistemi di accumulo energetico; e il centro di ricerca e sviluppo Northvolt Labs a Västeras. Il valore complessivo degli asset già acquisiti da Lyten viene stimato intorno ai 5 miliardi di dollari. L’azienda punta inoltre ad acquisire anche la gigafactory Northvolt Six in Québec, Canada.
Questa strategia così aggressiva suggerisce come l’azienda sia intenzionata a consolidare la propria presenza produttiva in Europa, sfruttando asset già esistenti e sviluppati in precedenza dalla società svedese fallita, invece di investire in progetti completamente nuovi. Per quanto riguarda lo stabilimento tedesco, Lyten ha dichiarato di voler trasformare il sito di Heide in un polo tedesco per la produzione di batterie.