Come vivono oggi gli eredi di Rockefeller, il 1° miliardario al mondo?

Ilena D’Errico

8 Luglio 2026 - 00:47

La famiglia Rockefeller è ancora simbolo di ricchezza e successo, ma cosa fanno ora gli eredi del primo miliardario al mondo?

Come vivono oggi gli eredi di Rockefeller, il 1° miliardario al mondo?

Ancora oggi il cognome Rockefeller evoca ricchezze inimmaginabili. Il magnate petrolifero John D. Rockefeller è stato il primo miliardario della storia, controllando a suo tempo una fetta importante della filiera petrolifera americana. All’apice delle sue fortune l’impero della Standard Oil controllava il 2% del Pil degli Stati Uniti, un valore superato soltanto da Elon Musk, le cui ricchezze arrivano al 3% del Pil statunitense. A più di un secolo di distanza il patrimonio Rockefeller è ancora piuttosto consistente, si tratta di circa 10,3 miliardi di dollari rimasti in famiglia, che oggi conta circa 200 membri secondo Forbes. I discendenti del primo miliardario stanno utilizzando il denaro in aree molto diverse, da tempo distaccati dal settore petrolifero a cui devono questo enorme patrimonio. Ecco cosa fanno.

Rockefeller, dal primo miliardario ai centinaia di discendenti

John D. Rockefeller è conosciuto come fondatore dell’industria petrolifera moderna. Il suo enorme successo si deve a vari fattori, tra cui senza dubbio l’intuizione che l’ha portato a puntare sulla raffinazione del petrolio piuttosto che sull’estrazione. Rockefeller ha gestito la Standard Oil all’insegna di un’efficenza imbattibile, abolendo gli sprechi attraverso lo sfruttamento dei sottoprodotti come la benzina e ottimizzando l’azienda con barili e oleodotti propri. Con una spietata acquisizione della concorrenza è riuscito a monopolizzare il mercato petrolifero statunitense, tanto da essere costretto dall’Antitrust a dividere la Standard Oil in 34 compagnie più piccole.

Proprio così, però, il peso delle azioni è schizzato e nel 1916 il magnate ha raggiunto i nove zeri. Alla sua morte nel 1937, dopo l’impegno filantropico che ha accompagnato il ritiro professionale deteneva circa l’1,5% del Pil Usa. Le redini sono state prese dall’unico figlio maschio, John D. Rockefeller Jr., che oltre a gestire l’impero paterno ha investito parecchio nel settore immobiliare, insieme a vari progetti filantropici (tra cui la donazione del terreno che ospita la sede delle Nazioni Unite).

Ebbe sei figli, la terza generazione Rockefeller, finita con il decesso di David nel 2017. Quest’ultimo è stato un importantissimo banchiere, presidente e Ceo della Chase Manhattan Bank, ma anche fondatore della Commissione Trilaterale. Nel settore politico, invece, si è distinto Nelson, governatore dello Stato di New York per quattordici anni (dal 1959 al 1973) e vicepresidente degli Stati Uniti sotto Gerald Ford. Gradualmente la famiglia si è staccata del tutto dal settore petrolifero, sostenendo le energie rinnovabili tanto nella beneficienza quanto negli investimenti.

Come vivono gli eredi Rockefeller oggi

La filantropia continua a essere una costante per la famiglia Rockefeller, soprattutto per l’istruzione, la scienza, il cambiamento climatico e la sanità pubblica. Non a caso David Rockefeller fu tra i primi miliardari ad aderire al Giving Pledge e ancora oggi le fondazioni legate alla famiglia gestiscono progetti solidali di rilievo internazionale. Dalla quarta generazione in poi, la famiglia si è frammentata in centinaia di eredi, perdendo il controllo centralizzato delle grandi aziende ma mantenendo un enorme peso economico e sociale.

Si va dalla politica alla lotta al cambiamento climatico, mentre il patrimonio comune è gestito professionalmente dal Rockefeller Capital Management, che si occupa di investimenti finanziari, venture capital e gestione di grandi fortune private. Il fondo, insieme ai trust irrevocabili ha permesso ai Rockefeller di preservare il patrimonio nei passaggi generazionali. Ormai lontani dall’essere tra i più ricchi del mondo, gli eredi Rockefeller stanno gestendo il denaro in un modo completamente diverso dal capostipite.

Investimenti sostenibili e filantropia sono i pilastri su cui si muove gran parte del capitale della famiglia, che comunque non se la passa affatto male. Pur tenendo un profilo basso, gli eredi di sesta e settima generazione hanno carriere ben avviate (dei generi più disparati) e proprietà immobiliari di tutto rispetto.

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