Ryanair è esasperata dal caos dei voli in Europa e dalle perdite subite, per questo si rivolge direttamente a von der Leyen: «faccia qualcosa o si dimetta». Ecco cosa sta succedendo.
La situazione dei voli aerei in Europa è ancora nel caos e le compagnie, sempre più penalizzate, pretendono interventi più efficaci da Bruxelles. Ryanair, in particolare, non usa mezzi termini e nel suo comunicato stampa non esita a chiedere le dimissioni di Ursula von der Leyen, altrimenti “inutile”. Potrebbe sembrare una notizia vecchia, ma no, il vettore irlandese. l’ha fatto di nuovo. Proprio in questi giorni ci ha riproposto un comunicato stampa in cui lamenta il “caos crescente del traffico aereo” e la perdita di 800 milioni di euro nel 2025, ma non si è fermata alle dichiarazioni pubbliche.
La compagnia aerea ha inviato una lettera ufficiale direttamente alla presidente della Commissione europea, spiegando nel dettaglio tutti i motivi di disagio del settore e gli interventi auspicati per correggerli, ma sempre senza risparmiarsi nei toni. “Non hai fatto niente finora”, scrive la compagnia, non esitando a invitare direttamente von der Leyen a dimettersi e far posto a “qualcuno di competente” se non vorrà risolvere il problema. Se questo sia il modo migliore per essere ascoltati e aiutati dalle istituzioni europee non si sa, ma è certo che la compagnia è ormai esasperata dalle condizioni in Europa.
Caos voli in Europa, Ryanair chiede le dimissioni di von der Leyen
La lettera di Ryanair a von der Leyen non lascia spazio a dubbi, né a visioni ottimistiche sul futuro del trasporto aereo in Europa. La compagnia sottolinea i continui e crescenti ritardi dei voli, la mancanza di riforme concrete nella gestione dello spazio aereo, i continui scioperi dei controllori di volo che paralizzano i cieli. Per avallare la propria tesi, e probabilmente stroncare sul nascere eventuali giustificazioni legate alla situazione straordinaria provocata dal conflitto in Medio Oriente, il vettore irlandese allega un rapporto del Senato francese risalente a 2 anni. Ryanair sottolinea proprio come il controllo del traffico aereo in Francia sia il peggiore in Europa e soprattutto come nulla sia migliorato nell’ultimo biennio.
A tal proposito, la compagnia fa riferimento a un rapporto di Mario Draghi sul piano di salvataggio economico europeo, sempre di 2 anni fa, evidenziando come non sia stato seguito in nessuno dei punti. Di fatto, la compagnia chiude l’appello con una richiesta chiara:
Se non seguirà la competitiva tabella di marcia di Mario Draghi, allora per favore si dimetta e lasci che sia qualcuno di competente a guidare il competitivo futuro che le compagnie aeree e i cittadini d’Europa necessitano così tanto e che ha evidentemente fallito nel realizzare.
Come anticipato, sono parole molto dure, ma il vettore sta facendo i conti con una vera e propria crisi. Soltanto nel 2025 in Francia i ritardi sono aumentati del 60% rispetto ai livelli pre-pandemici, nello specifico al 2019, comportando una perdita di circa 800 milioni di euro per le compagnie aeree che operano in Europa. Servono quindi misure urgenti e strutturali o, nelle parole del Ceo Michael O’Leary:
È giunto il momento che la «inutile» von der Leyen smetta di parlare di competitività e inizi a concretizzarla. Da anni, le compagnie aeree europee chiedono una riforma efficace dei servizi di controllo del traffico aereo (ATC) in Europa, che attualmente sono carenti. Come misura minima, la Commissione dovrebbe imporre ai fornitori di servizi ATC di garantire organici completi per la prima ondata di voli mattutini, pena sanzioni pecuniarie reali e severe. Abbiamo inoltre chiesto la tutela dei voli di sorvolo durante gli scioperi nazionali del controllo del traffico aereo. Nonostante questi ripetuti appelli, la «inutile» von der Leyen non ha fatto nulla. È bravissima a tenere discorsi, ma si rivela inutile quando si tratta di realizzare riforme concrete o di promuovere la competitività in Europa.
Le soluzioni di Ryanair
Bisogna riconoscere a Ryanair che individua anche punti concreti da seguire, secondo la propria valutazione, per risollevare i voli aerei in Europa. Nel dettaglio:
- aumentare i controllori del traffico aereo e ridurre il tempo di addestramento, che per esempio in Francia supera abbondantemente la media europea (5 anni contro 3);
- gestire in maniera migliore la distribuzione delle risorse a seconda del traffico aereo, potenzialmente con previsioni nazionali a cui fare affidamento;
- migliorare le condizioni di lavoro dei controllori di volo, ottimizzando la figura dei controllori distaccati (che operano temporaneamente in un’altra sede) per una copertura più efficace del traffico aereo che garantisca flessibilità ai lavoratori;
- investire sui sistemi di sicurezza e la tecnologia, adottando un piano coerente di gestione del rischio.
Ryanair si dedica nello specifico all’analisi del mercato francese, dove si rilevano i problemi maggiori e perché fa riferimento al rapporto del Senato parigino, ma le spunti e conseguenze sono valide per tutta l’Ue. Non resta quindi che scoprire se l’ennesimo appello del vettore sortirà qualche effetto rilevante (o se ci saranno conseguenze per i termini adottati peraltro).