Investimenti UE: alla Commissione Europea il compito di reperire i fondi per la crescita

L’Ecofin assegna alla Commissione Europea il compito di reperire fondi europei per far ripartire gli investimenti strutturali e la crescita.

Oltre alla necessità sempre più impellente di riforme strutturali emerge dalla riunione informale dell’Ecofin, nell’ambito degli incontri milanesi dell’Eurogruppo, tenutisi nei giorni scorsi a Milano, un altro importante dato: la necessità altrettanto urgente di avviare investimenti, anche con fondi europei, per far ripartire la crescita economica nel vecchio continente.

Accanto alla necessità di una cabina di regia europea dedicata alle riforme strutturali, nuovamente richieste a quei Paesi, come l’Italia, che non hanno ancora completato il loro programma di ristrutturazione istituzionale, anche il tema della crescita non è passato inosservato durante il summit dei ministri economici dell’Eurozona, dal momento che è emersa la necessità di sostenere la crescita dei singoli Paesi membri dell’Unione attraverso investimenti finanziati dall’UE.

Una necessità questa, confermata sia dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che ha affermato come

«Gli investimenti sono una parte molto importante del policy mix di cui abbiamo bisogno»

sia dal richiamo rivolto dal commissario Ue agli Affari economici e monetari, Jyrki Katainen, ai paesi con surplus di parte corrente (ovvero alla Germania), ai quali è stato richiesto di investire di più. La strada del rilancio degli investimenti, comunque, sebbene individuata come una delle azioni indispensabili per far ripartire la crescita, è particolarmente irta di difficoltà dal momento che ci si trova di fronte alla chiara difficoltà di reperire risorse economiche, essendo molti governi alle prese con il rispetto dei vincoli di bilancio imposti dalla stessa UE mentre le banche devono attualmente preoccuparsi dell’asset quality rewiew e devono risolvere il problema delle elevate sofferenze.

Per ora l’Ecofin ha deciso di assegnare alla Commissione europea e al Bei l’incarico di redigere un rapporto sulle misure da prendere in tema di investimenti, in collaborazione con i singoli governi, al fine di facilitare l’inizio dei lavori della nuova Commissione Europea, agli inizi del prossimo novembre.

La necessità di investimenti pubblici e privati è stata una necessità ampliamente condivisa nella riunione informale dell’Ecofin di ieri, dove sono emerse differenti propositi e differenti riflessioni riguardo alle scelte che andranno messe in atto in concomitanza con le decisioni prese dalla BCE sul tagli dei tassi d’interesse e sull’acquisto di ABS.

In particolare sono gli investimenti del settore privato ad essere i grandi assenti di questi ultimi anni. Come ha rilevato il governatore della BCE Draghi

«Il calo degli investimenti delle imprese osservato dal 2008 nell’area dell’euro è molto più marcato che nei cicli economici precedenti. Dal livello massimo a quello minimo sono diminuiti di circa il 20%. (…) Dal 2008 nell’area dell’euro gli investimenti delle imprese mostrano soltanto un lieve miglioramento, mentre negli Stati Uniti superano ormai il livello anteriore alla crisi»

Al di là di un ruolo più attivo del Bei, sono quattro le proposte più rilevanti emerse negli ultimi giorni, sia in sede europea che in seno alla riunione dell’Ecofin:

  • un programma di investimenti sia pubblici che privati da 300 miliardi di euro, già proposto dal neo presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, che combinerà le risorse del bilancio Ue e della Bei con i fondi del settore privato;
  • Un progetto presentato all’Ecofin dall’Italia, in veste di paese guida del semestre europeo, in cui sarà assegnato un ruolo centrale l’ampliamento delle fonti di finanziamento, soprattutto per le piccole e medie imprese che impiegano i 2/3 dei lavoratori del settore privato in Europa. a cui si devono i due terzi dei posti di lavoro del settore privato Ue. Tra le nuove fonti di finanziamento sono di particolare rilievo i mini-bond, uno strumento con cui in Italia è stato raccolto più di un miliardo di euro, grazie a titoli emessi proprio nel settore delle pmi.
  • Altro piano presentato recentemente dal ministro delle finanze polacco propone l’istituzione di un Fondo europeo per gli investimenti che dovrebbe finanziare 700 miliardi di investimenti. Le risorse per alimentare questo fondo dovrebbero inizialmente arrivare dagli stessi paesi membri della UE, sul modello dell’Esm.
  • Il quarto progetto posto sul tavolo dell’Ecofin, soprattutto nella forma di una richiesta di natura politica è proprio la sollecitazione di maggiori investimenti da parte di Francia e Germania i cui piani finanziari, rimangono una leva fondamentale per la realizzazione dei progetti di crescita dell’UE.

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