Nikola nel caos con l’addio di Trevor Milton: il sogno dei camion elettrici svanisce?

L’addio a Nikola da parte del suo fondatore Trevor Milton ha scosso i mercati. Il sogno di decarbonizzare il settore degli autocarri pesanti svanisce?

Nikola nel caos con l'addio di Trevor Milton: il sogno dei camion elettrici svanisce?

Prima del suo ingresso in borsa lo scorso giugno, Nikola Corp. aveva avvisato che nel caso in cui il presidente esecutivo Trevor Milton avesse lasciato l’incarico, la società specializzata nella produzione di camion elettrici e alimentati a idrogeno ne sarebbe risultata «notevolmente svantaggiata».

"Milton è la fonte di molte, se non della maggior parte, delle idee e dell’esecuzione che guidano Nikola”, si legge all’interno del prospetto pre-quotazione sul 38enne. Dopo l’annuncio delle sue dimissioni lunedì - in seguito alla pubblicazione di un report redatto da alcuni short-seller (investitori che vendono allo scoperto, puntando sul ribasso delle quotazioni delle aziende) in cui vengono messe in dubbio le affermazioni della società circa la sua tecnologia - gli investitori di Nikola si trovano a sperare che questa dichiarazione non corrisponda a realtà e che anche ulteriori dubbi messi in luce da Hindenburg Research vengano smentiti.

Il caso Nikola e del suo fondatore Milton: quando le promesse non bastano

In pochissimi mesi Nikola ha raggiunto una capitalizzazione di 13 miliardi di dollari, rendendo la decarbonizzazione del settore degli autocarri pesanti una seria preoccupazione per molti investitori nel mercato azionario.

L’ottima presenza di Milton sui social network ha innescato un forte interesse da parte di investitori privati inesperti e alle prime armi e ha aiutato Nikola a stringere delle partnership industriali con grandi nomi come General Motors Co. e Robert Bosch Gmbh.

Ma, dall’altro lato della medaglia, le sparate di Milton e alcune sue dichiarazioni incoerenti sulle capacità della sua azienda sono diventate oggetto di critiche, minando l’obiettivo di Nikola - quello di portare sul mercato i suoi primi camion elettrici e a idrogeno. Le sue dimissioni dovrebbero, quindi, aiutare l’azienda a superare le conseguenze del report degli short seller, anche così il cuore dell’azienda se n’è andato.

Altre nubi all’orizzonte per Nikola

Ad oggi è in corso un’indagine della Securities and Exchange Commission, omologa statunitense della nostra Consob, sulle affermazioni della Hindenburg; intanto Nikola e Milton negano di aver ingannato gli investitori.

Molti degli eventi documentati nel report di Hindenburg - incluso un video che voleva mostrare un camion Nikola in movimento ma che in realtà è rotolato giù da una collina - si sono verificati diversi anni fa. Ora, grazie all’ampio coinvolgimento di partner esterni, Nikola dovrebbe essere in grado di mantenere alcune delle promesse fatte.

Ad esempio, l’unità Iveco di CNH Industrial ha accettato di produrre i primi camion elettrici di Nikola, il che significa che esistono meno rischi produttivi rispetto a che se Nikola stesse cercando di fare tutto da sola. Questo finché i partner industriali non decidono di andarsene. Nella sessione di lunedì CNH Industrial a chiuso la sessione a Piazza Affari a -8,05% a seguito della notizia sull’addio di Milton.

Fare promesse stravaganti (e non mantenerle sempre) non ha impedito a Tesla di raggiungere una valutazione di oltre 400 miliardi di dollari. Ma nonostante quello che si può pensare su Elon Musk, la sua azienda sviluppa molta della propria tecnologia, a differenza di Nikola.

C’è anche un problema più ampio che riguarda i mercati. Un gran numero di startup di veicoli elettrici e produzione di batterie si stanno preparando a quotarsi in borsa senza aver ancora realizzato un dollaro di entrate. Gli azionisti sono chiamati ad essere molto più lungimiranti (e prudenti) del solito.

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