Grecia: potere sulle banche elleniche tutto nelle mani di Bruxelles

Dopo l’accordo con il Consiglio europeo, la Grecia accetta di dare il controllo delle sue banche a Bruxelles. Circa 120 miliardi di euro sotto forma di depositi bancari greci saranno nelle mani dell’Europa.

Sono molte le richieste umilianti e necessarie che l’Unione Europea ha fatto alla Grecia in cambio degli 86 miliardi di euro per far ripartire l’economia ellenica.

Oltre all’acconto di garanzia, che praticamente preleva 50 miliardi euro ricavati dalla liquidazione dei beni greci, l’UE ha anche domandato che siano le autorità europee e non quelle della Grecia a decidere delle banche elleniche.

Infatti, l’accordo prevede la decentralizzazione a favore di Bruxelles delle scelte riguardanti il finanziamento, lo scioglimento e il futuro delle banche greche.

Non possiamo ancora prevedere con certezza quale effetto questo possa avere sulle banche greche, che potrebbero chiudere penalizzando gli obbligazionisti e i depositanti. Ma possiamo fare alcune considerazioni.

Le principali banche greche, che al momento sono quattro - la National Bank, Piraeus, Eurobank e Alpha - potrebbero trovarsi in enorme difficoltà e il governo di Atene, che è stato troppo pavido per agire nel 2010, quando molti di questi danni sarebbero stati evitati, si troverebbe paralizzato.

L’accordo dell’Eurosummit, infatti, prevede che la Grecia ceda il controllo di circa 120 miliardi di euro sotto forma di depositi personali e aziendali, conosciuti come debiti non garantiti.

Questi debiti, infatti, non prevedono una garanzia per il rimborso, ad eccezione della reputazione del debitore.

La situazione delle banche greche è critica. Esse infatti sono sotto-capitalizzate di circa 25 miliardi di euro e fortemente indebitate. Se consideriamo anche i crediti in sofferenza, ovvero quei prestiti effettuati dalle banche la cui riscossione non è certa, le cose si mettono peggio.

Considerato il livello di disoccupazione che supera il 30% in Grecia, unito a sei anni di depressione economica, i crediti in sofferenza porterebbero la sotto-capitalizzazione delle banche greche ad un’esorbitante cifra di 60 miliardi di euro.

Nel momento in cui le autorità europee a Bruxelles si renderanno conto della reale situazione delle banche greche non rimarrà loro altra scelta di staccare la corda, ovvero quella di scaricare almeno il 50% dei depositanti greci.

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