Francia, approvata legge anti Amazon per salvare le librerie

Approvata legge anti Amazon in Francia: è di questi minuti la notizia che il Paese transalpino ha dato il via libera a misure pensate per proteggere le sue librerie, in particolare quelle indipendenti, da quella considerano una forma di concorrenza sleale. Vediamo insieme di che cosa si tratta, e che cosa rischiano adesso i consumatori francesi.

Legge anti Amazon, detta così suonerebbe come una fantasia dagli echi distopici, ma in Francia sembrano pensarla diversamente. Il Paese transalpino, si sa, ha una delle letterature più antiche e importanti del mondo occidentale, e vanta anche una delle reti di librerie più dense al mondo: ben 3500 punti vendita, di cui 700 indipendenti. Un settore considerato fiore all’occhiello nell’industria culturale francese, e al quale i legislatori nazionali sembrano non avere nessuna intenzione di rinunciare, neanche in nome della rivoluzione digitale.

Amazon e Fnac sotto accusa: concorrenza sleale

La diffusione della banda larga e delle tecnologie digitali, infatti, hanno portato anche in Francia una sempre maggiore affermazione dell’e-commerce, nel quale spiccano giganti come il notissimo Amazon, ma anche Fnac, società francese con 145 punti vendita nel mondo e con un sito appositamente dedicato alle vendite online. Tuttavia, la ministra francese della Cultura, Aurélie Filippetti, da tempo fiera avversaria dei colossi del web che lucrano sui contenuti coperti da diritti d’autore altrui, ha parlato chiaramente di “concorrenza sleale”. Di questo avviso è sembrato essere anche il parlamento transalpino, che è prontamente corso ai ripari. Risale infatti al 3 ottobre scorso il varo, da parte dell’Assemblée nationale, della cosiddetta “legge anti Amazon”, che impedirà all’azienda di Seattle (ma anche a società analoghe, come la Fnac) di praticare la doppia promozione sconto del libro (5 per cento, massimo consentito dalla legislazione francese) e spese di spedizioni gratis: si dovrà scegliere, o una o l’altro.

L’eccezione culturale francese: e in Italia?

Una riforma pronta a far discutere, visto che proprio oggi è arrivato il via libera anche da parte del Senato transalpino. Una misura che sembra aver messo d’accordo destra e sinistra, quindi, ma che rischia concretamente di diminuire gli sconti dei quali i lettori francesi possono usufruire, e che, di fatto, contribuiscono alla diffusione e alla fruizione del patrimonio culturale nazionale (e non solo). La Filippetti, tuttavia, è convinta della preziosità delle librerie francesi, mentre, invece, accusa Amazon di comportamento fiscale “incivile”sospettato di aver eluso 200 milioni di euro di tasse nel 2013) e di violare le norme sugli straordinari e i festivi nelle sue catene di distribuzione.

Insomma, una vicenda dagli aspetti controversi, che sembra confermare in pieno l’eccezione culturale francese, anche di fronte alla rivoluzione digitale. Così come, fin dai tempi di de Gaulle, si volle tutelare il cinema transalpino dall’americanizzazione attraverso le sovvenzioni statali (spingendo molti Paesi europei ad adottare misure simili), così oggi si tenta di salvare le librerie da una concorrenza web sempre più aggressiva. Un vicenda che verosimilmente attirerà l’interesse anche dell’Italia, dove, secondo quanto riporta Repubblica, solo l’anno scorso hanno chiuso ben 650 librerie.

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