Congedo parentale e maternità obbligatoria, le regole per padri e madri nel 2014

Congedo parentale e maternità obbligatoria, due argomenti che i futuri genitori sono destinati inevitabilmente a incrociare, prima o poi. Ma quali sono le differenze tra i due permessi, quanto durano e – soprattutto – come funzionano?

Congedo parentale e maternità obbligatoria, due termini che a persone senza figli magari diranno poco o nulla, ma che rappresentano due diritti di primaria importanza per tutte le mamme e i papà che lavorano. Una volta esaurito il periodo di congedo obbligatorio di maternità, infatti, scatta il congedo parentale, e quest’ultimo dopo la nascita (ma anche l’adozione o l’affidamento) di un figlio.

La maternità obbligatoria: come funziona?

Il congedo obbligatorio (detto così perché in quel periodo è vietato lavorare, anche se l’interessata lo desiderasse) dura tre o quattro mesi dalla data dell’evento. In linea di massima 3 mesi, che salgono a 4 qualora la donna scelga di avvalersi della cosiddetta “maternità flessibile”. Con questo particolare tipo di assenza dal lavoro, la donna può chiedere di restare in attività fino all’ottavo mese di gravidanza, ma la possibilità è offerta a condizione imperativa che ci sia la certificazione sanitaria d’appoggio. In pratica, il medico dovrà essere disposto a dichiarare che lavorare un mese in più (rispetto al classico stop a partire dal settimo mese di gravidanza) non comporterà alcun rischio né per la madre, né per il nascituro. Così facendo, il mese di assenza non goduto non verrà “perso”, bensì posticipato a dopo la nascita del bambino (non più un congedo secondo il modello 2+3, bensì 1+4, tutto spostato nella fase post partum).

Le differenze tra lavoratrice autonoma e dipendente; e i papà?

  • La mamma lavoratrice autonoma (o parasubordinata) ha un congedo massimo di 3 mesi entro l’anno di vita del bambino;
  • La mamma lavoratrice dipendente ha diritto a 6 mesi di congedo;
  • Il papà lavoratore ha diritto a 7 mesi di congedo;
  • Se entrambi i genitori richiedono il congedo il tetto massimo è di 10 mesi.

Riposo giornaliero anche per il papà

Infine, anche se la moglie è casalinga il papà lavoratore ha diritto ai riposi giornalieri di due ore fino al compimento dell’anno di età del bambino (o entro il primo anno dell’ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato). La legge, infatti, parlava di possibilità offerta in caso di madre “non dipendente”, e in tempi recenti il Ministero del lavoro ha accolto l’interpretazione estensiva che riconosce il diritto anche ai mariti di donne che non lavorano.

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