Brexit: i rischi per l’automotive nel Regno Unito

Riccardo Lozzi

29 Dicembre 2020 - 20:00

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Nonostante l’accordo sulla Brexit, il Regno Unito rischia una crisi profonda nel settore dell’auto. Diverse case produttrici sono pronte ad abbandonare gli stabilimenti in UK.

Brexit: i rischi per l'automotive nel Regno Unito

L’accordo sulla Brexit potrebbe non riparare del tutto il Regno Unito da futuri rischi per l’economia interna.

Dopo che lo stesso Boris Johnson in un’intervista al Sunday Telegraph ha manifestato la sua delusione per i limiti del deal sui servizi finanziari, secondo alcune analisi anche il comparto dell’automotive potrebbe subire dure ripercussioni per quanto riguarda la produzione industriale e, di conseguenza, la perdita di posti di lavoro.

Il raggiungimento di un’intesa tra UK e UE rischia di essere arrivato troppo tardi e potrebbe essere quindi non sufficiente nel salvare il giro di affari che ruota intorno al settore delle auto in Gran Bretagna.

Brexit: i rischi per l’automotive nel Regno Unito

Infatti, diverse case automobilistiche hanno annunciato nei mesi scorsi la chiusura degli stabilimenti e hanno annullato i nuovi piani di produzione dei propri modelli.

Una decisione presa quando ancora regnava l’incertezza sulla possibilità di accesso al mercato comune europeo da parte delle aziende con sede nel Regno Unito.

Inoltre, anche con i negoziati che regolano i nuovi rapporti commerciali tra Londra e Bruxelles, alcune compagnie produttrici si interrogano sulla convenienza di continuare i processi di assemblaggio sul territorio britannico.

Nonostante la possibilità di esportare i prodotti verso i Paesi europei, molte di esse si troverebbero comunque a dover far fronte a nuovi costi, riguardanti ad esempio le dichiarazioni doganali, portando a un innalzamento degli oneri di distribuzione.

Quanto vale il settore auto in UK

Le società con poco margine di spesa potrebbero quindi decidere di abbandonare i confini britannici, causando un importante impatto nei confronti dell’intera economia del Regno Unito.

Il settore automobilistico attualmente ha un volume di 860 mila persone impiegate, di cui oltre un quinto lavora nelle fabbriche. Inoltre, nello scorso anno il settore ha rappresentato il 13% delle esportazioni totali nazionali per un valore di 42,4 miliardi di sterline, pari a oltre 46,6 miliardi di euro.

Al tempo stesso si è assistito a un calo regolare del mercato interno durante gli ultimi tre anni, con un crollo del 31% registrato dall’inizio della crisi pandemica da coronavirus fino a novembre.

Le case automobilistiche pronte a chiudere gli stabilimenti

Intanto Nissan ha annullato i piani per la fabbricazione dei nuovi SUV nel nord dell’Inghilterra e Honda ha annunciato di chiudere il suo unico stabilimento presente sul territorio nazionale. Toyota, invece, ha confermato per il momento la produzione dei suoi modelli ibridi negli stabilimenti del Galles.

BMW e PSA hanno accolto con favore il patto siglato con l’Unione Europea, sostenendo tuttavia di aver bisogno di tempo per esaminare la possibilità di sostenere nuovi investimenti in UK.

Come rivelato dagli esperti del settore, per il Regno Unito sarà fondamentale a questo punto trasformare la propria supply chain, con l’obiettivo di diventare un player mondiale nella produzione di veicoli elettrici.

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