Bankitalia: il Governo aiuta le banche. “è una truffa ai cittadini” dice il M5S

Vittoria Patanè

9 Gennaio 2014 - 18:15

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Lo statuto di Bankitalia sarà valido anche per il bilancio 2013. A dirlo è stato il relatore del decreto Federico Fornero (PD) che anticipa la presentazione di un emendamento che permetterà la retroattività della rivalutazione delle quote di via Nazionale.

La misura permetterà quindi ai due azionisti di maggioranza, Intesa Sanpaolo e Unicredit di guadagnare una cifra compresa tra i 2,7 e i 4 miliardi.

Ma mentre il Governo si prepara a varare il provvedimento, c’è già chi parla di operazione ingannevole e di truffa ai danni dei cittadini.

Lo statuto

Le modifiche contenute nel nuovo statuto riguardano sostanzialmente:

  • l’aumento di capitale a 7,5 miliardi di euro da attuare tramite riserve statuarie;
  • i nuovi limiti imposti nella distribuzione dei dividenti, a valere sugli utili netti per un importo massimo pari al 6% del capitale;
  • un ulteriore limite nel possesso individuale di quote del capitale e la conseguenze sterilizzazione dei diritti di governance ed economici per la parte eccedente;
  • la possibilità per la banca di acquistare temporaneamente le quote per avallare il rispetto del limite partecipativo.

La retroattività

Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 gennaio 2013, entrando in vigore il giorno successivo.

Stando così le cose, sarebbe stato applicabile solo a partire dall’anno in corso, ma il Governo ha deciso di correre ai ripari con un emendamento da presentare in Senato che stabilisce la retroattività del documento, rendendolo valido anche per il bilancio del 2013.

Il Governo presenterà un emendamento per confermare che le modifiche allo statuto di Bankitalia sono valide a partire dal bilancio del 2013,

hanno dichiarato del decreto, Andrea Fornaro e Andrea Oliviero, entrambi appartenenti al Partito Democratico.

La polemica

La decisione ha però suscitato enormi polemiche. Sel ha infatti parlato di un provvedimento incostituzionale volto a favorire il sistema bancario e a togliere qualsiasi tutela al risparmio:
«

Questo ennesimo decreto in esame non risponde ai requisiti di costituzionalità per vari motivi. Si scrive dl Imu si legge dl Bankitalia. Infatti, si tratta in realtà della copertura di un’operazione ingannevole ed artificiosa a favore di una parte del sistema bancario italiano in vista di importanti scadenze europee, del tutto lontane ed estranee dalla necessità di ridefinire la governance dell’Istituto. Un decreto ad una riforma storica dell’assetto proprietario e della governance della Banca d’Italia che pregiudica palesemente la tutela del risparmio».

Queste le parole del Senatore Luciano Uras
.
Per nulla tenera appare la dichiarazione di un altro Senatore, Francesco Molinari, in forza al Movimento 5 Stelle:

«Il testo che ci apprestiamo a votare è un regalo alle banche private e ai suoi padroni e una truffa ai danni del popolo italiano. Ormai la svendita del patrimonio dello Stato per mantenere intatti gli sprechi di una classe politica corrotta non conosce limiti».

Insomma il Governo aiuta le banche. E i cittadini?

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