BCE su record dei mercati: c’è il rischio di nuove bolle finanziarie

I nuovi record registrati nei giorni scorsi dalle borse europee preoccupano la BCE che mette in guardia sulla corsa ai rendimenti facili

La giornata di Martedì scorso è stata certamente una delle sedute che non saranno dimenticate tanto facilmente dagli operatori finanziari europei: l’indice FTSEUROFIRST300, nonostante il lieve calo dello 0,1%, registrato ieri, ha toccato nella seduta del 27 Maggio scorso il nuovo record da oltre sei anni. Anche l’indice tedesco DAX ha toccato in questa settimana i nuovi massimi storici: nella seduta di martedì, le quotazioni del mercato tedesco dei future, si sono spinte fino a quota 9.950 punti e hanno aperto la possibilità del raggiungimento della soglia psicologica dei 10.000 punti.

Medesima situazione si è registrata nei giorni scorsi per l’Eurostoxx50 future che ha effettuato un veloce balzo in avanti e si è spinto fino in area 3.240-3.244 punti. Unica parziale eccezione è quella dell’indice francese CAC che, nei giorni scorsi ha registrato lievi ribassi (-0,1%) perdendo 3-4 punti.

Più in generale, nonostante l’apertura piatta di questa mattina, tutti i principali indici regionali si stanno mantenendo in questi giorni vicini ai massimi degli ultimi anni, nutrendo aspettative di crescita che, almeno nell’ottica dei mercati, dovrebbero essere favorite anche dalle nuove misure di stimolo dell’economia da parte della Bce.

Proprio riguardo a queste aspettative e alla ricerca di profitti sempre più elevati da parte degli investitori, la Banca Centrale Europea ha segnalato, riguardanti il rischio di nuove bolle finanziarie. I timori della BCE riguardano soprattutto le tendenze recenti dei mercati che hanno si sono avventurati con tutte le loro forze in un corsa sfrenata per la ricerca di nuovi e sempre più alti rendimenti.

In base al rapporto semestrale della Banca Centrale Europea sulla stabilità finanziaria, il pericolo maggiore sarebbe quello della possibilità di squilibri nel mercato finanziario, accompagnati dalla possibilità che si verifichi un ampio e disordinato cambio di direzione dei recenti flussi di investimento. L’altro pericolo paventato dall’istituto di credito di Francoforte è riguarda i debiti pubblici dei paesi della zona euro, 18 dei quali hanno raggiunto livelli così allarmanti da farli diventare ingestibili, qualora dovesse protrarsi la situazione una situazione di bassa crescita economica, accompagnata da una fase di stasi sulle riforme, a livello politico. Non solo, anche la domanda di titoli di stato da parte degli investitori privati potrebbe essere a rischio e potrebbe subire consistenti variazioni in seguito al rallentamento economico cinese e alla crisi ucraina che potrebbe avere ampie conseguenze sullo scenario internazionale.

Il pericolo che la BCE vuole scongiurare è il ripresentarsi delle condizioni che hanno determinato la crisi del 2008, condizioni che sembrano sempre più prossime, ad esempio, riguardo al mercato immobiliare dove, almeno nel caso degli immobili commerciali, si sta registrando un aumento esponenziale dei prezzi che hanno raggiunto i massimi dal 2008. Proprio per questo la BCE ha anche consigliato a banche private, assicurazioni e fondi pensioni di mettere in campo cospicue misure finanziare di garanzia per affrontare la normalizzazione dei rendimenti.

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