Nasdaq Composite (Nasdaq)

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*I dati intraday possono essere differiti fino a 15 minuti e hanno solo scopo informativo.

-2,8%

1 sett.

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1 mese

+1,28%

6 mesi

+7,22%

1 anno

Nasdaq Composite: dati di mercato, livelli e indicatori tecnici

Dati di mercato
SimboloNasdaq
ISIN-
Var. %-2,86%
Apertura-
Minimo oggi-
Massimo oggi-
Ultima chiusura25436,998
Minimo 52 sett.20794,6406
Massimo 52 sett.27599,791
Livelli e indicatori tecnici
Resistenza 225.924,78
Resistenza 125.680,89
Prezzo di chiusura25.437,00
Supporto 125.185,22
Supporto 224.933,44
RSI (14)34,7
Volatilità media giornaliera (20 sedute)1,24%
Media mobile 50 sedute26.574,14
Media mobile 200 sedute25.055,75
MACD / segnale-207,302 / -98,664
ADX (14)25,2
Bande di Bollinger (20, 2)25.487,94 - 27.863,36
Ciclo dominante120 sedute, fase ascendente

Dati di chiusura del 30 ottobre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.

Che cos'è Nasdaq Composite

Il Nasdaq Composite comprende tutte le azioni ordinarie quotate sul Nasdaq, il primo mercato azionario elettronico al mondo, nato nel 1971 a New York. L’indice parte il 5 febbraio 1971 con base 100 punti e nel grafico compare con il simbolo IXIC.

Come è costruito il Composite

I componenti sono più di 3.000 e il peso di ciascuno è proporzionale alla capitalizzazione di mercato. Per entrare basta essere quotati esclusivamente sul Nasdaq: oltre alle azioni ordinarie di società americane rientrano ADR di gruppi esteri, REIT e altri titoli simili. Fondi, ETF e azioni privilegiate sono esclusi. Il calcolo avviene in dollari durante la seduta di Wall Street, dalle 9:30 alle 16:00 ora di New York.

Il Composite non va confuso con il Nasdaq-100, che seleziona solo le 100 maggiori società non finanziarie del listino ed è il sottostante dell’ETF QQQ e dei future più scambiati.

Il peso della tecnologia

Pur includendo banche regionali, biotecnologie e beni di consumo, l’indice è dominato dai grandi gruppi tecnologici: Apple, Microsoft, Nvidia, Amazon, Alphabet (la società che controlla Google), Meta Platforms (ex Facebook), Broadcom e Tesla. Questa concentrazione lo rende più volatile del Dow Jones e dell’S&P 500 e molto sensibile ai tassi della Federal Reserve, alle attese sugli utili delle big tech e agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

La storia dell’indice è segnata dalla bolla delle dot-com: il massimo di marzo 2000 fu seguito da un crollo di quasi l’80% fino al 2002, e quei livelli sono stati recuperati solo nel 2015.

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