Il nuovo record dell’S&P 500, in un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica e pressioni inflazionistiche, non rappresenta necessariamente una contraddizione.
Nel pieno di una fase geopolitica complessa, con tensioni in Medio Oriente, lo stretto di Hormuz sotto pressione e revisioni al ribasso delle stime di crescita globale, i mercati finanziari statunitensi segnano nuovi massimi storici.
Mercoledì l’indice S&P 500 ha chiuso a 7.022 punti, in rialzo dello 0,8%, superando il precedente record di gennaio. Nella stessa seduta, il Nasdaq Composite ha guadagnato l’1,6%, portandosi oltre quota 24.000, mentre il Dow Jones Industrial Average ha registrato una lieve flessione dello 0,15%, rimanendo ancora distante dai propri massimi.
Si tratta di una dinamica che, a prima vista, può apparire controintuitiva. Tuttavia, osservata in una prospettiva più ampia, riflette un cambiamento strutturale nel funzionamento dei mercati finanziari.
[...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA