Short ai massimi dal 2011. Ecco cosa temono oggi gli hedge fund

Claudia Cervi

26 Maggio 2026 - 15:43

Nvidia, AMD e Amazon vicini ai massimi, ma gli hedge fund iniziano a proteggersi come nel 2011. E il mercato osserva con attenzione il VIX.

Short ai massimi dal 2011. Ecco cosa temono oggi gli hedge fund

Tutti a Wall Street continuano a comprare titoli AI. Amazon, Nvidia, Alphabet, AMD restano vicino ai massimi. Ma intanto gli hedge fund stanno aumentando le coperture come non succedeva dal 2011.

Secondo il report Hedge Fund Trend Monitor di Goldman Sachs, le posizioni short hanno raggiunto il 3% della capitalizzazione di mercato. Nel mirino ci sono soprattutto i titoli del Nasdaq 100 e le grandi società che hanno alimentato il rally degli ultimi due anni. La cosa interessante è che i fondi non stanno uscendo dal mercato, anzi. Le posizioni long restano superiori a quelle short. Ma aumentano le protezioni. E questo significa che Wall Street è molto più fragile di quanto mostrino gli indici americani.

Dietro il rally dell’AI si stanno accumulando valutazioni molto elevate, aspettative difficili da sostenere e una concentrazione estrema su pochi titoli. A questi livelli basta anche solo una guidance meno aggressiva o una crescita AI meno esplosiva del previsto per far scattare prese di profitto molto violente.

Gli hedge fund stanno scommettendo contro il Nasdaq

Le posizioni ribassiste si concentrano principalmente sul Nasdaq 100. Al contrario, sul Russell 2000 le coperture stanno diminuendo. Sono movimenti che descrivono chiaramente la strategia dei fondi, che resta long sul mercato azionario americano, ma inizia a temere che le aspettative sull’AI siano diventate troppo alte.

Molti hedge fund continuano ancora a tenere in portafoglio titoli come Nvidia, Amazon, AMD, Meta, Microsoft e Alphabet. Intanto però aumentano le assicurazioni in portafoglio nel caso in cui il mercato inizi a prendere profitto. E il paniere dei titoli più shortati è salito del 27% da inizio anno. Con i titoli sui massimi, questo significa che parecchi fondi stanno già perdendo soldi su quelle scommesse ribassiste. E l’uscita di una trimestrale migliore del previsto o di altre notizie positive possono trasformare rapidamente gli short in acquisti forzati.

Ed è lì che partono gli short squeeze.
Ma se il rischio di nuovi rialzi è ancora alto, perché si coprono?

Perché i fondi hanno paura di un mercato troppo dipendente dall’AI

Negli ultimi mesi il mercato americano è diventato sempre più concentrato.

Oggi le prime 10 società dell’S&P 500 valgono oltre il 35% dell’intero indice. Un livello di concentrazione altissimo mai visto nella storia recente di Wall Street. Molti indici americani continuano a salire, ma il numero di titoli che partecipa davvero al rally è limitato. Buona parte dei titoli del listino resta sotto le medie di lungo periodo.

Una divergenza che spesso il mercato osserva nelle fasi più mature dei grandi rialzi.

Oggi basta che uno o due nomi del Nasdaq deludano il mercato per trascinare giù interi indici americani. È il prezzo da pagare quando gran parte del rally dipende dagli stessi titoli AI.

È questo il rischio che molti hedge fund stanno iniziando a coprire.

Il report di Goldman Sachs mostra infatti anche un forte aumento della leva finanziaria lorda. In pratica i fondi stanno continuando a prendere rischio, ma contemporaneamente stanno comprando protezione contro eventuali scossoni improvvisi.

Il VIX rimane ancora compresso, nonostante l’incertezza che aumenta fuori dai mercati. Alcuni fondi ritengono che il mercato stia prezzando troppo poca volatilità rispetto ai rischi reali. È il tipo di dato che inquieta. Se la calma sembra sproporzionata rispetto alla realtà, significa che il mercato non sta ancora prezzando tutto. Quando si accorgerà di aver sottovalutato il rischio, i movimenti diventano spesso molto violenti.

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