Scuola: ora c’è il caos “febbre”. Misurazione a casa o a scuola?

Scuola: si riparte tra tante incertezze. In primis, la misurazione della temperatura degli alunni. La ministra Azzolina ha ordinato che avverrà a casa. Ma alcuni governatori insorgono, come in Piemonte. Ed espolde il caos.

Scuola: ora c'è il caos “febbre”. Misurazione a casa o a scuola?

La ripartenza della scuola è al centro dell’attenzione in Italia.

Stanno per riaprire gli istituti scolastici nazionali dopo mesi di didattica a distanza. Tanti i distinguo, con diverse Regioni e Comuni che hanno già posticipato l’avvio delle lezioni.

Tra le polemiche (tante) che stanno investendo il delicato tema c’è quello della misurazione della temperatura corporea.

Una misura necessaria per la sicurezza sanitaria. Il ministro dell’Istruzione Azzolina è stata categorica: si controlla a casa. Ma non tutti sono d’accordo, tanto che è scoppiato un nuovo caso.

Il Piemonte seguirà regole diverse e altri governatori ci stanno pensando. Per la scuola, si profila il “caos febbre”.

Riapertura scuola: chi misura la febbre?

La misurazione della febbre è fondamentale per la riapertura della scuola in sicurezza. Tra le misure sancite dal ministero dell’Istruzione, infatti, emerge l’obbligo - dettato soprattutto da un senso di responsabilità - di misurare la temperatura corporea degli alunni in casa.

Un’operazione da eseguire prima di uscire per andare a scuola, in modo da preservare contagi anche sui mezzi pubblici e scuolabus.

Ma sull’argomento non c’è consenso. E il Piemonte, con il governatore Cirio, ha dettato altre regole, scatenando l’ira della stessa Azzolina.

Alla vigilia dal via dell’anno scolastico, il presidente piemontese non ha arretrato di un centimetro la sua posizione: servirà l’autocertificazione sul diario degli studenti firmata dai genitori sulla temperatura corporea. In mancanza di questa informazione scritta, la misurazione della febbre si farà a scuola.

A nulla è valsa la replica polemica dal ministro dell’Istruzione, che ha aspramente criticato il governatore di voler cambiare le regole nazionali e creare confusione.

Cirio, però, è stato chiaro:

“La ministra Azzolina mi ha invitato a ripensarci: sostiene che con questa ordinanza creo problemi alle famiglie, obbligandole tutte le mattine a scrivere sul diario. Le ho risposto che un’autocertificazione non è un problema per nessuno. Da domani - 14 settembre - l’ordinanza sarà pienamente in vigore”

Uno strappo che sta creando confusione su uno degli aspetti più delicati di questa ripartenza post-COVID. La Azzolina ha minacciato di impugnare l’ordinanza. La scuola è osservata speciale per capire se davvero l’Italia sarà in grado di evitare la seconda ondata.

Intanto, malumori sulla misurazione della febbre a casa arrivano anche da altre Regioni. In Campania, per esempio, molti istituti hanno risposto al bando per l’acquisto di temoscanner.

E la Lombardia ha emesso un’ordinanza per suggerire ampiamente il controllo della temperatura all’ingresso della scuola.

Scuola: cosa dice il ministero sulla febbre

Le linee guida da seguire per la riapertura della scuola in sicurezza parlano chiaramente dell’esigenza di misurare la temperatura corporea a casa. Così scrive il ministero dell’Istruzione:

“La misurazione a casa della temperatura corporea è una regola importante a tutela della salute propria e altrui, un gesto di responsabilità a vantaggio della sicurezza di tutti. Questa semplice misura di buon senso previene, infatti, la possibile diffusione del contagio che potrebbe avvenire nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto, quando si attende di entrare a scuola o in classe”.

Non c’è soltanto la posizione delle Regioni a mettere in dubbio questa regola. Già da giorni alcuni esperti hanno lanciato l’allarme: il controllo della febbre a casa non darà sicurezza.

Per Crisanti, la misurazione con termometri diversi sarà molto fuorviante e la soglia dei 37,5 gradi non è adeguata e bisognava abbassarla a 37.

Dubbi anche da Galli, che ha mostrato incertezze sul far ricadere la responsabilità epidemiologica sui normali cittadini.

La scuola riparte, quindi, con tanti dubbi. Anche sulla misurazione della febbre.

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