+420% di iscritti in 10 anni. Cosa c’è dietro il successo delle università telematiche?

Alberto De Pasquale

26/06/2025

Gli 11 atenei “digitali” offrono corsi a distanza al 14% degli universitari e oggi conferiscono oltre una laurea su sei in Italia.

+420% di iscritti in 10 anni. Cosa c’è dietro il successo delle università telematiche?

Sono frequentate in modalità digitale, ma rilasciano titoli in tutto e per tutto equivalenti a quelli conseguiti negli atenei tradizionali. L’ascesa delle università telematiche non si ferma. Su 97 atenei in Italia sono undici, tutti non statali, quelli che erogano corsi in modalità e-learning, con l’obbligo di svolgere in presenza solamente gli esami e la discussione della tesi. Su 1,9 milioni di studenti totali delle università italiane nell’anno accademico 2023-2024, ben 273 mila sono risultati iscritti alle università telematiche, cioè circa il 14% del totale.

+420% di iscritti in 10 anni

Stando agli open data del Ministero dell’Università e della Ricerca, nell’anno accademico 2013-2014 erano 1,7 milioni gli iscritti alle università italiane, incluse le stesse undici telematiche attuali, che però al tempo rappresentavano poco più di 52 mila studenti, ossia appena il 3% del totale. Mentre nel giro di dieci anni gli studenti universitari complessivi sono cresciuti di circa l’11% (da 1,7 a 1,9 milioni), gli iscritti agli atenei telematici sono aumentati di oltre il 420%, cioè sono più che quintuplicati (da 52 mila a 273 mila).

Naturalmente i numeri si confermano a livello dei titoli rilasciati: oggi oltre una laurea su sei in Italia è conseguita in un’università telematica. Nel 2024 sono stati oltre 411 mila i laureati (di primo e secondo livello) in Italia, un valore mai raggiunto prima. Nei primi anni 2000, in un anno solare le lauree complessive non superavano le 200 mila unità, mentre nel 2012 hanno raggiunto per la prima volta quota 300 mila.

Negli ultimi dieci anni, ossia a partire dal 2014, il numero di lauree triennali e magistrali è aumentato di anno in anno, anche grazie al ruolo crescente delle università telematiche.
Oltre il 17% di quelle 411 mila lauree rilasciate nell’anno solare 2024 è stato conseguito da chi ha frequentato un’università telematica, mentre dieci anni prima, nel 2014, su poco più di 308 mila lauree complessive conseguite in tutte le università italiane, quelle ottenute negli atenei telematici non superavano il 2,5% del totale.

Alle origini del successo delle università telematiche

In Italia le università telematiche furono istituite nel 2003, con Letizia Moratti ministra dell’Istruzione nel secondo governo Berlusconi. Inizialmente pensate anche per venire incontro alle esigenze dei lavoratori intenzionati a ottenere una laurea attraverso modalità più flessibili, in breve si sono affermate attirando sempre più studenti in alternativa agli atenei tradizionali, complici l’assenza di test d’ingresso, le rette basse, il risparmio derivante dal poter frequentare da casa e la scelta tra numerose materie, come economia, giurisprudenza e ingegneria (con le sole esclusioni di medicina, veterinaria e scienze della formazione primaria, ossia delle facoltà che richiedono attività obbligatoria in presenza).

Iscritti alle università telematiche italiane nell’anno accademico 2023-2024

  1. Pegaso: 99 mila
  2. Universitas Mercatorum: 56 mila
  3. eCampus: 43 mila
  4. Marconi: 19 mila
  5. Unicusano: 18 mila
  6. Uninettuno: 17 mila
  7. San Raffaele: 13 mila
  8. Unitelma: 3.600
  9. Giustino Fortunato: 2.200
  10. IUL: 1.800
  11. Leonardo da Vinci: 320

Come numeri, la principale università telematica in Italia risulta la Napoli Pegaso, che nell’anno accademico 2023-2024 ha avuto circa 99 mila iscritti, seguita dalla Universitas Mercatorum a quota 56 mila e da eCampus a 43 mila. Per fare confronti con i principali atenei tradizionali, basti pensare che la Sapienza nello stesso anno avuto 112 mila iscritti, l’Alma Mater di Bologna poco più di 84 mila e l’Università di Torino circa 77 mila.