Sanzioni amministrative tributarie: quando non punibili?

Nel caso di violazioni tributarie il contribuente potrà essere assoggettato a sanzioni amministrative o sanzioni penali. Vediamo le sanzioni amministrative.

Nel caso in cui non si adempia ad un obbligo tributario il contribuente è punito con la sanzione che può essere penale o amministrativa.
In base al dettato dell’art. 3 del d. lgs 472 del 1997, la sanzione non può essere applicata per fatti che vengono commessi prima dell’entrata in vigore della normativa sanzionatoria oppure per un fatto che in base ad una legge posteriore non costituisce più una violazione punibile. In ogni caso le sanzioni non sono applicate qualora sussistano determinate cause di non punibilità o se si tratta id violazioni che l’amministrazione riconosce come “meramente formali”.

I casi di non punibilità sono previsti dall’art. 6 del d. lgs 472 del 1997 e fra questi vi sono l’ignoranza inevitabile della legge, l’errore incolpevole, forza maggiore o mancato pagamento del tributo addebitabile esclusivamente ad un terzo. Per quanto concerne le violazioni formali si tratta di violazioni che non incidono sulla determinazione della base imponibile, sull’imposta sul versamento e non pregiudicano l’esercizio dell’azione di controllo.
Le sanzioni amministrative e le sanzioni accessorie vengono irrogate dall’ufficio competente attraverso avvisi di accertamento (le sanzioni sono irrogate attraverso l’emanazione dell’atto), atti di contestazione o iscrizioni a ruolo. In ogni caso l’atto di contestazione deve essere irrogato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione o nel diverso termine previsto per l’accertamento dei tributi. Anche il diritto di riscossione (che deve seguire le regole previste per ogni tipo di tributo) si prescrive nel termine di 5 anni. L’impugnazione del provvedimento di irrogazione interrompe la prescrizione sino a quando non viene definito il procedimento (art. 20 del D. lgs 472 del 1997). Qualora il soggetto che ha commesso la violazione (o gli obbligati in solido) vantino un credito nei confronti dell’amministrazione tale tipo di rimborso può essere sospeso qualora venga notificato un atto di contestazione o vengano comunque irrogate delle sanzioni.

Qualora il contribuente rimuova spontaneamente la violazione, entro determinati termini, potrà beneficiare comunque di una riduzione delle sanzioni. In ogni caso sarà possibile regolarizzare tramite ravvedimento tutte le violazioni di natura tributaria generate da omissioni od errori mentre non vi è possibilità di ravvedersi per i comportamenti fraudolenti (ad esempio dichiarazione infedele con dolo).
Nel caso di ravvedimento il contribuente pagherà una sanzione ridotta, le singole violazioni non saranno oggetto di cumulo giuridico e pertanto l’importo da pagare sarà comunque inferiore a quello che si avrebbe nel caso in cui non si applicasse il ravvedimento e non vengono applicate le sanzioni accessorie.

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