Riforma pensioni: 6 i temi caldi, ecco cosa ci attende

Riforma delle pensioni 2020: al via i lavori, ecco quali sono le priorità del Governo e dei sindacati.

Riforma pensioni: 6 i temi caldi, ecco cosa ci attende

La riforma delle pensioni è entrata nel vivo. L’incontro del 27 gennaio è servito per gettare le basi e tracciare il percorso che Governo, sindacati e Istituzioni dovranno seguire in questi mesi.

Le priorità che il Governo dovrà affrontare sono diverse, a partire dalla previsione di misure di flessibilità che vadano a tutelare maggiormente alcune categorie di lavoratori, come ad esempio le donne. Le priorità sono chiare: rendere più agevole il sistema pensionistico italiano mantenendo però contenuta la spesa pensionistica.

Volendo possiamo riassumere tutti gli argomenti sul tavolo in sei macro-temi: vediamo quali sono così da fare chiarezza su cosa ci aspetta sul fronte pensioni nei prossimi mesi.

1) Pensione di garanzia

Nel primo incontro in programma per il 3 febbraio 2019 i sindacati si incontreranno nuovamente con il Ministro del Lavoro per provare a definire una serie di interventi che possano limitare gli svantaggi dell’attuale sistema contributivo.

Per chi rientra interamente nel regime contributivo, ossia per coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, infatti, l’accesso alla pensione potrebbe avvenire anche all’età di 71 anni e con un importo non particolarmente elevato (visto che si tiene conto esclusivamente dei contributi versati nel corso dell’attività lavorativa).

Obiettivo è individuare una serie di correttivi e agevolazioni che possano rendere meno pesante il passaggio dal sistema misto a quello interamente contributivo, specialmente per coloro che non sono riusciti a mantenere un lavoro stabile e ben pagato per l’intera vita lavorativa.

2) Misure di flessibilità

Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo nell’annunciare la riforma delle pensioni ha fissato un obiettivo chiaro: prevedere delle misure di flessibilità in uscita così da poter superare quanto previsto dalla Legge Fornero del 2011.

Sono diverse le misure sul tavolo: dalla pensione a 62 anni per tutti proposta dai sindacati (insieme a Quota 41), alla nuova Quota 102 con la quale si andrebbe in pensione all’età di 64 anni e 38 anni di contributi. Il tutto senza confermare Quota 100, la quale sparirà certamente al termine della fase di sperimentazione (scadenza fissata al 31 dicembre 2021).

3) Penalizzazioni per chi anticipa l’accesso alla pensione

Come anticipato, però, nonostante la previsione di misure di flessibilità si dovrà cercare di non gravare troppo sul bilancio pubblico. Ecco perché le proposte dei sindacati - i quali vorrebbero un abbassamento dell’età pensionabile senza però prevedere penalizzazioni per chi anticipa l’accesso alla pensione - non sembrano al momento sostenibili.

Il Governo starebbe valutando piuttosto diversi meccanismi per far sì che sia lo stesso lavoratore che decide di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro a farsi carico dei costi previsti. Resta da definire il come: si parla ad esempio di un ricalcolo contributivo dell’assegno (che potrebbe comportare una riduzione fino al 40% dell’importo della pensione) o anche di una riduzione percentuale per ogni anno di anticipo (che potrebbe variare dall’1% all’1,5%).

4) Bonus contributivo per le donne

Tra gli aspetti riguardanti la previsione di misure che diano una maggior flessibilità in uscita c’è quello che punta al riconoscimento di nuove tutele per le donne.

Nel dettaglio, i sindacati puntano al riconoscimento per le donne di un bonus contributivo per ogni figlio, che potrebbe essere di circa 8 o 12 mesi.

5) Aumento importo pensioni

Altra richiesta dei sindacati prevede una revisione dell’importo degli assegni dei pensionati intervenendo su alcuni aspetti che ne determinano il valore. Ad esempio, dal 2021 terminerà il blocco della rivalutazione degli assegni introdotto nel 2019 e bisognerà prevedere un nuovo sistema. Inoltre le parti sociali proveranno a chiedere un allargamento della platea dei beneficiari della quattordicesima, per la quale potrebbe esserci anche un incremento dell’importo per chi è al di sotto di una certa soglia.

Altro argomento di discussione è il taglio delle tasse che però verrà affrontato dal Governo solo successivamente, quando con la riforma Irpef - che dovrebbe entrare in vigore dal 2021 - ci sarà una riduzione delle attuali aliquote che comporterà vantaggi notevoli anche sui redditi da pensione.

Pensione complementare

Ultimo (per adesso) tema di discussione riguarda la pensione complementare che dovrebbe avere sempre più peso a partire dai prossimi anni (anche in ottica di una pensione di garanzia).

Ad esempio, si discuterà (già a partire dalla riunione prevista per il 19 febbraio 2020) del progetto annunciato dal Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, il quale vorrebbe introdurre un fondo di pensione complementare pubblico gestito interamente dall’Istituto.

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Argomenti:

Pensione INPS

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