Pensioni novità anticipata: l’Ape si fa in tre. Le opzioni per usuranti, precoci e aziende in crisi

Chiara Ridolfi

22 Settembre 2016 - 10:10

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Riforma pensioni: l’Ape verrà applicata in tre differenti modi e l’adesione dipenderà dalla situazione del lavoratore. Vediamo le tre opzioni per l’Ape pensate per usuranti, aziende in crisi e i restanti lavoratori.

Le novità per le pensioni non smettono mai di stupire i lavoratori e dopo i problemi degli ultimi giorni arriva la proposta dell’Ape con tre opzioni. L’anticipo pensionistico previsto dalla riforma sarà di tre differenti tipologie: volontaria, social e concordata con l’azienda.
Un modo che il Governo ha trovato per inserire tutti nell’anticipo pensionistico ed evitare di dover trovare altre soluzioni alla questione.

Lo spostamento dell’incontro con i sindacati permetterà allo staff del Governo di delineare con precisione la platea dell’Ape social. Prima dell’incontro verrà infatti aggiornato il Def (Documento di economia e finanza), ossia il principale documento con cui l’Italia programma le varie riforme e la distribuzione dei fondi.
Solo dopo l’aggiornamento di questo piano sarà possibile avere una stima precisa delle finanze e delle possibilità di applicazione dell’Ape a costo zero.

Precoci e usuranti potrebbero rientrare in questa manovra e riuscire in questo modo ad andare in pensione senza penalizzazioni. Un nodo che però si potrà sciogliere solo con l’incontro del 27 settembre e del quale sarà difficile avere prima delle informazioni.
La questione della Quota 41 sembra ancora aperta e il bonus contributivo ancora una possibilità, nulla trapela al riguardo.

La proposta del Governo al momento è quella di applicare l’Ape con tre diverse tipologie che tengano conto dei problemi dei lavoratori e delle esigenze dell’azienda. Per questo sembra che nella legge di stabilità verranno inserite tre diverse tipologie di Ape, che riusciranno a soddisfare i bisogni di tutti.

Pensioni novità, anticipata: Ape social

La prima proposta di Ape è quella che prevede zero penalizzazioni e il contributo per l’uscita dal lavoro a carico dello Stato, la così detta Ape social. In questo modo si potrà dare la possibilità anche a chi ha una pensione più bassa di andare in pensione o di facilitare l’uscita anticipata dal lavoro a determinate categoria.
L’Ape social ha lo stesso funzionamento dell’Ape “classica” con penalizzazioni, ma è destinata solo ad alcune categorie di lavoratori.

Non è ancora stata stabilita la platea a cui si rivolgerà e tutto dipenderà dal conteggio finale delle coperture disponibili. All’interno delle manovra potrebbero rientrare anche i precoci,dal momento che la Quota 41 ha costi troppo elevati e il bonus contributivo non è apprezzato dai lavoratori.
Rimane ancora da capire per l’Ape social quale sarà il tetto massimo dell’assegno pensionistico, perché anche su questo Governo e sindacati hanno idee differenti.

Per il momento il Governo ha proposto di porre come tetto massimo un assegno di 1.500 euro lordi al mese. I sindacati però chiedono di innalzare la soglia e di includere anche gli assegni fino a 1.600 euro.
Potranno inoltre beneficiare della manovra le seguenti categorie: invalidi, usuranti, disoccupati di lungo periodo. Finché non si terrà l’ultimo incontro tutto è però in bilico e non si è ancora chiarito in che modo si risolverà la questione.

Pensioni novità, anticipata: Ape aziendale

La novità per la riforma delle pensioni è l’anticipo pensionistico in momenti di difficoltà dell’azienda. Nel caso in cui il posto di lavoro affronti un periodo di crisi e sia costretta a mettere in cassa integrazione alcuni dipendenti si potrà richiedere l’Ape aziendale.
In questo caso il lavoratore verrà mandato in pensione anticipata senza alcun costo, dato che le spese saranno a carico dell’azienda.

Anche in questo caso però dovrebbero valere gli stessi criteri che sono stati stabiliti per l’Ape social. La differenza in questo caso sarà che le spese non saranno a carico dello Stato, ma del datore di lavoro.
La proposta era stata avanzata da mesi e ora se ne ritorna a parlare, dato che le coperture sembrano essere sempre più ristrette. In questa opzione si potrebbero anche inserire i lavoratori che attendono l’ottava ed ultima salvaguardia, in modo da risolvere il problema.

Anche per questa opzione però si dovrà attendere il 27 settembre per avere una visione chiara delle manovre, dato che si dovranno specificare le coperture e le modalità per accedere a questa nuova opzione dell’Ape.

Pensioni novità, anticipata: Ape volontaria

La terza opzione è quella classica di cui si parla da mesi e che prevede una diminuzione dell’assegno pensionistico. Non sono state ancora chiarite le penalizzazioni e il Governo sembra avere le idee chiare su come proporre questa manovra.
Difatti non è detto che verrà accettata di buon grado dai lavoratori che potrebbero non voler rinunciare ad una fetta consistente del loro assegno.

L’Ape, come sembra essere strutturata, prevede delle penalizzazioni piuttosto pesanti, che incidono in modo non trascurabile sull’assegno pensionistico. Si parla di ben 12.000 euro in meno per le pensioni più basse e si sale fino ad arrivare a tagli astronomici.
Un problema da non mettere da parte, dato che potrebbe portare ad un fallimento totale della riforma delle pensioni.

Le penalizzazioni non sono state ancora rese note ufficialmente e anche per questo punto si dovrà attendere il tavolo del 27 settembre. La situazione dovrebbe essere chiarita dall’uscita Def e le finanze disponibili espresse in modo chiaro dal Governo.

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