Pensioni, la Fornero contro il ricalcolo contributivo: “È meglio lavorare per più anni”

Riforma delle pensioni: secondo la Fornero il ricalcolo contributivo creerebbe nuovi poveri. Ecco perché non è necessario abbassare l’età pensionabile.

Pensioni, la Fornero contro il ricalcolo contributivo: “È meglio lavorare per più anni”

Pensioni: la riforma che il Governo intende attuare a breve proprio non piace all’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero.

Sarà per il fatto che il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha promesso che con la riforma verrà superato quanto deciso dalla stessa Fornero in quel lontano 2011, quando il Governo Monti approvò una delle riforme del sistema pensionistico più discusse degli ultimi anni, o semplicemente che la Fornero non ritiene che la condizione economica del nostro Paese possa sostenere un ulteriore incremento della spesa previdenziale.

Fatto sta che la Fornero non ha perso occasione per bocciare una delle proposte sul tavolo, quella svelata nelle ultime ore dal Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, il quale ha aperto alla possibilità per cui si possa andare in pensione con largo anticipo ma alla condizione che il lavoratore accetti un ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale. In questo modo i costi della riforma sarebbero sostenibili e allo stesso tempo il lavoratore potrebbe decidere se e come anticipare l’età per l’accesso alla pensione.

Anche la proposta che i sindacati presenteranno al Ministro del Lavoro nell’incontro in programma il 27 gennaio, ovvero un’età pensionabile fissata a 62 anni per tutti, sarebbe così sostenibile.

Secondo la Fornero, però, permettere al lavoratore di decidere se smettere di lavorare in anticipo accettando un ricalcolo contributivo dell’assegno, sarebbe dannoso per il Paese; vediamo per quale motivo.

Pensioni, Elsa Fornero contro il Presidente dell’Inps: “La sua proposta non è fattibile

La Fornero non ritiene che il ricalcolo contributivo dell’assegno sia una soluzione “opportuna e politicamente fattibile”. Questo perché alcuni lavoratori potrebbero essere indotti ad uscire dal mercato del lavoro in anticipo, senza considerare che l’importo della pensione (ricalcolato interamente con il metodo contributivo e quindi più basso di quello normalmente atteso) potrebbe non essere sufficiente per far fronte a tutte le spese.

Quella che oggi può essere considerata come una pensione appena adeguata, domani si rivelerà una pensione bassa”. E poi ha aggiunto: “Così si creano nuovi poveri”.

È vero che un ricalcolo contributivo renderebbe sostenibile, sotto il profilo finanziario, qualsiasi proposta di riforma delle pensioni. Questo sistema, infatti, non andrebbe ad addossare gli oneri alla collettività stessa, in quanto il lavoratore andrebbe a percepire una pensione pagata esclusivamente con i propri contributi.

Allo stesso tempo, però, si andrebbe ad abbassare notevolmente l’importo medio delle pensioni, che già oggi non è particolarmente elevato (tant’è che circa 5,8 milioni di pensionati percepiscono un assegno inferiore ai 1.000€).

Pensioni: per la Fornero una riforma non è necessaria

Secondo la Fornero, quindi, sarebbe meglio che la persona restasse a lavoro così da maturare un assegno soddisfacente per le spese che dovrà affrontare negli anni della pensione.

Ma d’altronde per l’ex Ministro del Lavoro una riforma delle pensioni non dovrebbe essere neppure una priorità per il Governo. Non è così, infatti, che si rilancia il Paese; piuttosto che “pensare sempre ad anticipare pensionamenti generalizzati”, infatti, bisognerebbe “concentrarsi di più su come favorire il lavoro di tutte le persone che possono farlo”, quali giovani, precari e donne.

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