Pensione, quando andare: età pensionabile dei prossimi anni svelata in Gazzetta Ufficiale

Pensioni, ultime novità: decreto MEF sull’adeguamento dell’età pensionabile con le aspettative di vita pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Pensione, quando andare: età pensionabile dei prossimi anni svelata in Gazzetta Ufficiale

Pensioni: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia che svela l’età pensionabile del biennio 2021-2022, quando è in programma l’adeguamento dei requisiti per andare in pensione con la crescita della speranza di vita.

Un appuntamento molto atteso perché l’adeguamento avrebbe potuto comportare un nuovo aumento dell’età pensionabile, già salita a 67 anni (per la pensione di vecchiaia) nel 2019.

Il 1° gennaio scorso i requisiti per l’accesso alla pensione sono saliti di 5 mesi, eccetto quelli previsti per le pensioni anticipate (Quota 41 compresa) che sono state escluse dall’adeguamento su disposizioni del decreto 4/2019.

La paura di coloro che sono in procinto di andare in pensione, ma mancano ancora di qualche requisito per farlo, era che nel 2021 - quando è in programma il nuovo adeguamento con le aspettative di vita - le condizioni previste per accedervi variassero ancora.

Ebbene, come anticipato non sarà così: la conferma arriva dal decreto che il MEF ha pubblicato in queste ore in Gazzetta Ufficiale, nel quale ci dà le informazioni utili per capire quali condizioni bisognerà soddisfare per andare in pensione nei prossimi anni.

Andare in pensione: requisiti validi fino al 31 dicembre 2022

Il decreto del Ministero dell’Economia ci dice che - sulla base dell’indicazione dell’Istat di una crescita delle speranze di vita a 65 anni (parametro preso in considerazione per l’adeguamento) di appena 0,021 decimi - il 1° gennaio 2021 non ci saranno variazioni dei requisiti per la pensione.

Questo significa che fino al 31 dicembre 2022 si potrà andare in pensione con una delle seguenti formule:

  • pensione di vecchiaia: 67 anni di età, 20 anni di contributi;
  • pensione di vecchiaia contributiva: 71 anni di età, 5 anni di contributi;
  • pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi (uomini), 41 anni e 10 mesi donne;
  • pensione anticipata contributiva: 64 anni di età, 20 anni di contributi;
  • Quota 41 (per i soli lavoratori precoci): 41 anni di contributi;
  • Quota 100 (valida fino al 31 dicembre 2021): somma età+contributi pari a 100. Età minima 62 anni, almeno 38 anni di contributi;
  • Opzione Donna: età 58 anni (dipendenti private), 59 anni (autonome), 35 anni di contributi. La Legge di Bilancio 2020 stabilirà che questo requisito deve essere maturato entro il 31 dicembre 2019.

Queste sono le strade a cui potrà ricorrere chi vorrà andare in pensione nei prossimi anni, salvo ovviamente la possibilità che eventuali riforme delle pensioni possano introdurre nuove formule o tagliarne altre (come ad esempio Quota 100 che continua ad essere in discussione).

Andare in pensione: cosa cambia dal 2023

Non andrà così bene a coloro che in pensione ci andranno dopo il 2023: in quell’occasione, infatti, è molto probabile che i requisiti per accedervi faranno un ulteriore salto avanti.

Secondo le previsioni della Ragioneria di Stato (che già aveva anticipato di una possibile crescita zero per i requisiti per la pensione nel 2021), infatti, quando sarà in programma il successivo adeguamento - ossia il 1° gennaio 2023 - si dovrà tener conto di una variazione delle aspettative di vita a 65 anni di tre mesi.

In quell’occasione, quindi, l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia potrebbe salire a 67 anni e 3 mesi, mentre anche per le pensioni anticipate si potrebbero sforare i 43 anni di contributi.

Questo trend di crescita dovrebbe mantenersi anche per i successivi adeguamenti: come previsto dall’Istat, infatti, negli anni futuri dovrebbe esserci una crescita costante (ogni biennio) di due o tre mesi per le speranze di vita e ciò inevitabilmente comporterà un allungamento dei tempi di accesso alla pensione.

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