Partita Iva: aliquota gestione separata Inps. Cosa cambia nel 2017?

Partita Iva: nel 2017 nuova aliquota per gli iscritti alla gestione separata Inps. Cosa cambia e quali le novità?

Partita Iva: nuova aliquota contributiva nel 2017. Per gli iscritti alla gestione separata Inps viene scongiurato l’aumento dell’aliquota anche per il prossimo biennio.

Ufficiale dunque il rinvio dell’aumento aliquota Inps che, nel 2017 sarebbe dovuta salire al 29% e che nel 2018 sarebbe dovuta essere equiparata a quella applicata ai lavoratori dipendenti, ovvero al 33%. Sicuramente una buona notizia per il popolo delle partite Iva che non soltanto non dovrà far fronte ad un aumento delle aliquote contributive ma che per il 2017 potranno beneficiare della riduzione dell’aliquota contributiva della gestione separata Inps.

Il blocco dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata Inps era stato annunciato da Tommaso Nannicini: già con la Legge di Stabilità 2014 era stato stabilito il blocco degli aumenti relativi alla contribuzione obbligatoria Inps, calcolata in percentuale sul reddito annuo del lavoratore titolare di partita Iva. L’aumento dal 27,72% al 33,72% era stato scongiurato poi con il Decreto Mille proroghe e con la Stabilità 2016.

La Legge di Bilancio 2017 non va in controtendenza e conferma quanto fatto dalle precedenti disposizioni normative: nel 2017 e nel 2018 non ci sarà nessun aumento dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata Inps. Ma si aggiunge una buona notizia: a partire dal prossimo anno è prevista una diminuzione di due punti percentuali. Vediamo cosa cambia e le novità sull’aliquota Inps per le partite Iva 2017.

Partita Iva: aliquota gestione separata Inps. Cosa cambia nel 2017?

La Legge di Bilancio 2017 porta una buona notizia per il popolo delle partite Iva e, più nel dettaglio, per i contribuenti iscritti alla gestione separata Inps. L’aumento dell’aliquota Inps è scongiurato, anche per il prossimo triennio. L’intenzione di aumentare il prelievo contributivo obbligatorio per i professionisti era stato previsto nel 2012 dall’allora Ministro Fornero che, per equiparare il prelievo dei dipendenti pubblici con quello dei professionisti, aveva stabilito il rialzo al 33% nel 2018.

In base a quanto già annunciato da Nannicini e confermato con l’approvazione in via definitiva della Legge di Bilancio, per il 2017 e 2018 non ci sarà alcun aumento dei contributi per i professionisti ma addirittura un calo dell’aliquota Inps di riferimento.

L’aliquota per gli iscritti alla gestione separata Inps sarà per il 2017 e per il 2018 del 25%. All’aliquota dovrà aggiungersi il contributo aggiuntivo dello 0,72% destinato a finanziare l’indennità di maternità, gli assegni per il nucleo familiare, la previdenza sanitaria e il congedo parentale.

In buona sostanza, i contribuenti titolari di partita Iva pagheranno nella misura del 25,72% del reddito annuo; il no all’aumento del prelievo contributivo per i professionisti già danneggiati e in difficoltà a causa di una situazione economica non proprio delle migliori è una buona notizia ma non mancheranno gli effetti negativi.

La decisione di non appesantire il prelievo contributivo delle partite Iva si ripercuoterà negativamente sugli assegni pensionistici. Per far quadrare i conti, l’aliquota ridotta al 25,72% si rifletterà in pensioni più basse perché minore sarà l’ammontare dei contributi versati annualmente dalle partite Iva.

Non si tratta dell’unica novità che interesserà le partite Iva nel 2017. Cosa cambia e quali gli effetti dell’ultima manovra finanziaria che si ripercuoteranno sui professionisti?

Leggi anche -> Partite IVA, INPS e contributi previdenziali: istruzioni ed ultime novità

Partita Iva: aliquota gestione separata Inps 25%. Ecco alcune novità 2017

La nuova aliquota Inps gestione separata al 25% non è l’unica novità con la quale dovranno confrontarsi i titolari di partita Iva.

Abbiamo racchiuso le novità per le partite Iva 2017 in un articolo: Partite IVA: tutte le novità in arrivo nel 2017.

Il 2017 porterà a importanti cambiamenti che hanno, come primo obiettivo, quello di agevolare e di contribuire alla ripresa economica dei titolari di partita Iva. Secondo i dati diffusi dall’Adepp, in un decennio - ovvero tra 2005 e 2015 - i titolari di partita Iva hanno dovuto far fronte ad una diminuzione del reddito del 18%, in media 20 mila euro annui.

Non c’è dubbio che le recenti novità introdotte dal Governo Renzi hanno pensato a come fare per favorire la ripresa economica dell’Italia partendo proprio dai professionisti. Il dubbio è che, con la staffetta Renzi-Gentiloni tutte le novità, tra cui le nuove norme contenute nel Jobs Act dei lavoratori autonomi, faranno fatica a decollare, almeno in tempi brevi.

Intanto, la certezza è che il blocco dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata Inps e il calo al 25% è una delle prime certezze che, forse, aiuteranno seppur di poco la ripresa dei piccoli imprenditori e professionisti italiani, in attesa dell’attuazione delle ulteriori novità che prenderanno piede nel 2017.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories