In arrivo aumenti in busta paga di 540 euro all’anno. Ecco per chi

Emiliana Costa

02/11/2021

03/11/2021 - 09:11

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La Legge di Bilancio prevede aumenti in busta paga di 540 euro all’anno per i lavoratori dipendenti. Ecco chi rientra tra i beneficiari.

In arrivo aumenti in busta paga di 540 euro all'anno. Ecco per chi

Nella Legge di Bilancio 2021 il governo Draghi ha stanziato 8 miliardi di euro per il taglio dell’Irpef e dell’Irap. Gli obiettivi sono due: «ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive e ridurre l’aliquota dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive», ovvero l’Irap. Sarà un emendamento a stabilire come utilizzare i fondi stanziati. Nelle intenzioni dell’esecutivo, la norma dovrà essere scritta in parlamento, d’intesa con le parti sociali.

In ballo, cinque punti di cuneo fiscale. Non solo. Il governo vorrebbe un taglio deciso sulle aliquote centrali. Ma chi beneficerà maggiormente del taglio del cuneo fiscale ovvero la differenza tra ciò che i dipendenti percepiscono e quello che viene pagato loro realmente dal datore di lavoro? Entriamo nel dettaglio.

Aumenti in busta paga, ecco chi guadagnerà di più

Il governo Draghi starebbe pensando a un taglio dell’aliquota sullo scaglione sopra i 28mila e fino ai 55mila euro. Secondo i redditi dichiarati nel 2020, gli aumenti riguarderebbero una platea di 5,4 milioni di lavoratori dipendenti.

Il quotidiano La Repubblica ha pubblicato due simulazioni (di Consulenti del Lavoro e Fondazione Ungdcec) che arrivano entrambe alle stesse conclusioni. Un taglio dal 38 al 36 per cento dell’aliquota farebbe guadagnare allo scaglione centrale 340 euro all’anno. Ovvero chi attualmente guadagna 45mila euro lordi all’anno, single o con due figli sotto i tre anni a carico. Non è tutto. Il beneficio salirebbe a 540 euro per chi guadagna 75mila euro lordi all’anno. Nulla invece per chi guadagna 25mila euro all’anno.

Aumenti in busta paga, a bocca asciutta i redditi più bassi

La Legge di Bilancio prevede di realizzare il taglio delle tasse anche attraverso «una revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo», ovvero l’ex bonus Renzi da 80 euro, arrivato poi a 100 euro.

Come riporta l’Ansa, se si tiene conto che occorrono dai 5 ai 6 miliardi solo per mantenere - pur riassorbendolo nella riduzione delle aliquote - il trattamento integrativo di 100 euro che il governo Conte ha esteso fino ai redditi Irpef di 40mila euro, i margini del plafond si assottigliano verso i 2-3 miliardi.

In ogni caso, secondo le simulazioni, nulla però verrebbe in tasca a chi guadagna meno. Se si allargasse il taglio alla fascia di lavoratori dipendenti a partire dai 29 mila euro lordi all’anno, il costo dell’intervento arriverebbe a 5 miliardi. Ma questa cifra serve per mantenere il taglio del cuneo fiscale varato dai governi Conte e Renzi.

Nel calcolo del taglio delle tasse, il governo include anche la cancellazione dell’aggio per 990 milioni, il rinvio di sugar e plastic tax, l’Iva al 10% per la tampon tax, gli incentivi per la casa e per le imprese e i 2 miliardi contro il caro-bollette, che serviranno per il primo trimestre. In base alla Legge di Bilancio, dunque, il taglio delle tasse nel 2022 dovrebbe essere pari a 12 miliardi di euro.

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