Qual è la media degli stipendi in Italia nel 2026? Ecco settori, Regioni e città dove si guadagna di più. Tutti i dati, spiegati bene.
- Lo stipendio medio in Italia è di 32.991 euro lordi all’anno nel settore privato (RAL media 2025, +3,6% sul 2024);
- un impiegato percepisce in media 1.983 euro netti al mese su 13 mensilità, un operaio 1.699 euro;
- i dirigenti guadagnano in media 106.556 euro lordi l’anno, i quadri 58.551 euro, gli impiegati 34.635 euro, gli operai 27.909 euro;
- nel pubblico, la retribuzione media è di 35.350 euro lordi annui (dati INPS 2024);
- i settori che pagano di più sono Banche e servizi finanziari (48.259 euro), Ingegneria (44.033 euro) e Telecomunicazioni (41.914 euro);
- Lombardia, Lazio e Liguria sono le Regioni dove si guadagna di più, Basilicata, Calabria e Molise quelle dove si guadagna di meno;
- con 24.471 euro netti annui l’Italia resta sotto la media UE (26.929 euro) e si colloca al 23° posto su 34 Paesi OCSE per salario medio.
Per conoscere la media degli stipendi in Italia occorre partire dai dati, ma per capire i fattori che influenzano quanto guadagnano gli italiani serve un’analisi ragionata. È fondamentale, infatti, interpretare correttamente ogni cifra.
Parlando di stipendio medio, sia in Italia che altrove, limitarsi a indicare un singolo numero non fornisce un quadro completo.
Sono questi importi al netto o al lordo delle tasse? Qual è il livello di istruzione dei lavoratori che percepiscono questo stipendio? Come variano le retribuzioni a seconda del settore, della Regione o dell’età del dipendente?
Proprio per questo, Money.it ha realizzato una guida semplice ma esaustiva su tutto ciò che è importante sapere riguardo alla media degli stipendi in Italia nel 2026.
Media stipendi in Italia: i dati
Partiamo con il prendere come riferimento i dati dell’Osservatorio JobPricing dal titolo «JP Salary Outlook 2026», pubblicato a marzo 2026, che riporta i dati sullo stipendio medio in Italia aggiornati al 2025. La raccolta dei dati, infatti, richiede tempo: lo stipendio medio italiano del 2026 è un dato ancora sconosciuto, e comunque in continuo mutamento.
Lo studio riporta la RAL come indicatore dello stipendio medio. La RAL, Retribuzione Annua Lorda, rappresenta la quantità di soldi che il lavoratore dipendente riceve dal proprio datore di lavoro, numero dal quale vanno poi sottratte le trattenute Irpef e previdenziali a carico del lavoratore. Lo stipendio netto, invece, rappresenta i soldi che effettivamente riceve il lavoratore dal datore di lavoro tramite bonifico.
Il report utilizza anche un secondo indicatore, la RGA (Retribuzione Globale Annua), che alla parte fissa somma la componente variabile effettivamente percepita: nel 2025 la RGA media nazionale è di 33.798 euro.
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Stipendio medio annuo in Italia
Lo stipendio medio in Italia è di 32.991 euro lordi l’anno nel settore privato, in crescita del 3,6% rispetto al 2024. È il secondo anno consecutivo in cui le retribuzioni crescono più dell’inflazione, ferma nel 2025 all’1,5%.
Il bilancio del decennio resta però negativo: dal 2015 la RAL è aumentata del 15,0% a fronte di un’inflazione cumulata del 22,6%, con una perdita di quasi 8 punti percentuali di potere d’acquisto.
Un dato aiuta a leggere la media nella giusta prospettiva: il 75% dei lavoratori dipendenti del settore privato percepisce meno di 35.000 euro lordi l’anno e quasi il 90% non supera i 40.000 euro.
Lo stipendio medio annuo varia in base all’inquadramento del lavoratore.
Di seguito gli stipendi medi all’anno suddivisi per inquadramento in Italia:
- Stipendio medio annuo (media nazionale): 32.991 euro lordi
- Stipendio medio annuo dirigenti: 106.556 euro lordi (invariato sul 2024)
- Stipendio medio annuo quadri: 56.551 euro lordi (+3,2%)
- Stipendio medio annuo impiegati: 34.635 euro lordi (+3,8%)
- Stipendio medio annuo operai: 27.909 euro lordi (+2,4%)
La categoria che ha guadagnato di più nell’ultimo anno è quella degli impiegati (+3,8%), mentre nel lungo periodo sono gli operai a registrare l’incremento maggiore (+16,6% dal 2015). I dirigenti, al contrario, hanno visto la retribuzione fissa sostanzialmente ferma, con una crescita di appena il 2,2% in dieci anni.
Stipendio medio al mese in Italia
Lo stipendio medio mensile, invece, oltre a variare in base alla categoria, si modifica in base al proprio contratto collettivo.
Questo può prevedere che il lavoratore riceva 13 mensilità (una per ogni mese dell’anno più la tredicesima, pagata a dicembre) o 14 mensilità (una per ogni mese dell’anno più la tredicesima e più la quattordicesima, pagata a luglio).
Di seguito, gli stipendi medi mensili dei lavoratori italiani, sempre nel settore privato:
- Stipendio medio mensile dirigenti: 8.197 euro lordi (4.677 euro netti) per 13 mensilità; 7.611 euro lordi (4.343 euro netti) per 14 mensilità
- Stipendio medio mensile quadri: 4.504 euro lordi (2.828 euro netti) per 13 mensilità; 4.182 euro lordi (2.626 euro netti) per 14 mensilità
- Stipendio medio mensile impiegati: 2.664 euro lordi (1.983 euro netti) per 13 mensilità; 2.474 euro lordi (1.841 euro netti) per 14 mensilità
- Stipendio medio mensile operai: 2.147 euro lordi (1.699 euro netti) per 13 mensilità; 1.994 euro lordi (1.578 euro netti) per 14 mensilità
Come è possibile notare, più lo stipendio è alto, maggiori sono le trattenute che abbassano il netto. Viceversa, più lo stipendio medio lordo è basso, minori sono le trattenute.
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026. Le simulazioni tengono conto delle aliquote, delle detrazioni fiscali e dei contributi sociali più recenti per il settore industriale.
Quanto pesa la parte variabile
La retribuzione fissa resta di gran lunga l’elemento principale della busta paga italiana. Nel 2025 solo il 37,4% dei lavoratori dipendenti ha percepito una componente variabile, per una quota media pari all’8,1% della RAL.
Il welfare aziendale riguarda invece quasi il 40% dei lavoratori, con un valore medio di 794 euro annui per chi ne beneficia. I benefit sono diffusi tra l’81% dei dirigenti ma solo tra il 27% degli operai.
Stipendio medio in Italia in Pubblica Amministrazione
Stando ai dati divulgati da INPS a cura del Coordinamento Generale Statistico Attuariale, nel 2024 lo stipendio medio nella Pubblica Amministrazione è pari a 35.350 euro lordi, da intendersi come imponibile previdenziale, in crescita dello 0,6% sul 2023.
La media, spiega l’istituto, è calcolata come rapporto tra retribuzione complessivamente percepita da tutti i lavoratori con almeno una giornata retribuita nell’anno e il numero degli stessi lavoratori. Nel 2024 i lavoratori pubblici sono stati 3.738.171, con una media di 283 giornate retribuite.
Di seguito riportiamo gli stipendi medi in Italia nel settore pubblico, suddivisi per gruppo contrattuale.
Stipendio medio in Italia Pubblica Amministrazione all’anno:
| Gruppo contrattuale | Retribuzione media annua 2024 |
|---|---|
| Università ed enti di ricerca | 52.931 euro |
| Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco | 46.007 euro |
| Amministrazioni Centrali, Magistratura e Autorità Indipendenti | 44.029 euro |
| Servizio Sanitario | 43.513 euro |
| Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) | 31.843 euro |
| Scuola | 25.311 euro |
| Media nazionale | 35.350 euro |
Fonte: INPS, Osservatorio sui lavoratori pubblici, novembre 2025
Il quadro cambia sensibilmente se si guarda alla tipologia contrattuale: i dipendenti pubblici a tempo indeterminato (83,1% del totale) percepiscono in media 39.087 euro, mentre chi ha un contratto a termine si ferma a 16.972 euro, con appena 189 giornate retribuite. Il gruppo più penalizzato è la Scuola, dove il 74,6% dei contratti a termine si accompagna a una retribuzione media annua di 13.635 euro.
Rilevante anche il divario di genere: 41.117 euro per gli uomini contro 31.679 euro per le donne, differenza legata soprattutto alla maggiore diffusione del part time femminile (9% contro il 3,6% dei maschi).
I settori che pagano di più in Italia
Le statistiche riportate fin qui riescono a darci un’idea generale di quale sia il livello medio degli stipendi in Italia, sia nel settore privato che in quello pubblico.
Tuttavia, le RAL variano molto in base al settore in cui il dipendente lavora.
Esistono delle aziende che sono disposte a pagare stipendi molto alti per garantirsi la professionalità di lavoratori opportunamente formati.
Per andare ancor più in profondità sul tema dello stipendio medio in Italia, ecco la classifica dei settori in cui le retribuzioni annue lorde sono più alte:
| Settore | Stipendio medio lordo all’anno |
|---|---|
| Banche e servizi finanziari | 48.259 euro |
| Ingegneria | 44.033 euro |
| Telecomunicazioni | 41.914 euro |
| Farmaceutica e biotecnologie | 40.906 euro |
| Oil & Gas | 40.134 euro |
| Assicurazioni | 39.950 euro |
| Servizi e consulenza IT e software | 39.649 euro |
| Aeronautica | 38.302 euro |
| Chimica | 36.972 euro |
| Media, web, comunicazione ed editoria | 36.250 euro |
| Apparecchiature elettroniche ed elettriche, automazione | 36.085 euro |
| Energia, utilities e servizi ambientali | 35.159 euro |
| Macchine utensili, impianti industriali e prodotti in metallo | 34.382 euro |
| Consulenza legale, fiscale, gestionale e amministrativa | 34.382 euro |
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025
All’estremo opposto della classifica si trovano l’Agricoltura (26.640 euro), i Servizi alla persona (28.013 euro) e Hotel e ristorazione (28.344 euro).
Nell’ultimo anno nessun comparto ha registrato una variazione negativa: la crescita maggiore spetta all’edilizia (+5,4%) e alla metallurgia e siderurgia (+5,2%). Nel decennio, invece, il settore che ha corso di più è Hotel e ristorazione (+16,3%), mentre il farmaceutico è rimasto sostanzialmente sui livelli del 2015.
Stipendio medio in Italia per Regione
Per approfondire ulteriormente il tema dello stipendio medio in Italia è interessante osservare come questo possa variare in base alla Regione in cui si lavora.
Appare ancora tristemente palese una sostanziale differenza tra quanto si guadagna al Nord e quanto nel Sud Italia: il divario medio è di quasi 4.400 euro di RAL, pari a circa il 15% in più a favore delle regioni settentrionali.
| Macroregione | RAL media 2025 |
|---|---|
| Nord | 34.119 euro |
| Centro | 32.746 euro |
| Sud e Isole | 29.777 euro |
Di seguito la classifica delle Regioni d’Italia con gli stipendi più alti.
| Regione | Stipendio lordo annuo |
|---|---|
| Lombardia | 35.137 euro |
| Lazio | 34.200 euro |
| Liguria | 34.008 euro |
| Trentino-Alto Adige | 33.716 euro |
| Emilia-Romagna | 33.530 euro |
| Piemonte | 33.479 euro |
| Valle d’Aosta | 33.269 euro |
| Veneto | 33.103 euro |
| Friuli-Venezia Giulia | 32.643 euro |
| Toscana | 31.931 euro |
| Marche | 31.519 euro |
| Abruzzo | 30.659 euro |
| Campania | 30.267 euro |
| Umbria | 30.043 euro |
| Sardegna | 29.908 euro |
| Sicilia | 29.356 euro |
| Molise | 29.247 euro |
| Puglia | 29.216 euro |
| Calabria | 28.738 euro |
| Basilicata | 27.340 euro |
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025
Nell’ultimo anno la Lombardia ha guidato la crescita retributiva dell’intero Paese (+4,5%), un’inversione rispetto al decennio precedente, in cui era stata la regione più deficitaria. Le variazioni più contenute si registrano in Trentino-Alto Adige (+0,5%), Basilicata (+0,4%) e Puglia (+1,5%).
Nel lungo periodo, però, il recupero è tutto meridionale: Calabria (+21,2%), Abruzzo (+20,7%) e Sardegna (+20,1%) sono le regioni con la crescita maggiore dal 2015.
Stipendio medio in Italia per città
Per il dettaglio provinciale la fonte di riferimento è il JP Geography Index, il report annuale che classifica le 107 province italiane sulla base della RGA (retribuzione fissa più variabile). L’edizione più recente, pubblicata a settembre 2025, si basa sui dati 2024.
La provincia dove si guadagna di più è Milano, con una RGA media di 38.544 euro, seguita da Bolzano (36.167 euro) e Trieste (35.365 euro). All’ultimo posto Ragusa, con 25.867 euro: circa 12.700 euro lordi annui in meno rispetto alla media milanese.
Solo 23 province su 107 superano la media nazionale.
Di seguito, una tabella con le 20 province con lo stipendio medio più alto:
| Pos. | Provincia | RGA media annua |
|---|---|---|
| 1 | Milano | 38.544 euro |
| 2 | Bolzano | 36.167 euro |
| 3 | Trieste | 35.365 euro |
| 4 | Roma | 35.073 euro |
| 5 | Genova | 34.698 euro |
| 6 | Bologna | 34.433 euro |
| 7 | Torino | 33.959 euro |
| 8 | Piacenza | 33.922 euro |
| 9 | Parma | 33.909 euro |
| 10 | Varese | 33.595 euro |
| 11 | Modena | 33.385 euro |
| 12 | Monza Brianza | 33.337 euro |
| 13 | Reggio Emilia | 33.235 euro |
| 14 | Firenze | 33.087 euro |
| 15 | Brescia | 32.984 euro |
| 16 | Bergamo | 32.963 euro |
| 17 | Como | 32.796 euro |
| 18 | Alessandria | 32.776 euro |
| 19 | Padova | 32.671 euro |
| 20 | Trento | 32.658 euro |
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Geography Index 2025, dati 2024
La prima provincia del Mezzogiorno è Cagliari, al 39° posto. Seguono L’Aquila (47°), Palermo (51°), Campobasso (59°), Perugia (62°) e Napoli (64°).
Ecco, invece, le 20 province dove si guadagna di meno in Italia:
| Pos. | Provincia | RGA media annua |
|---|---|---|
| 1 | Ragusa | 25.867 euro |
| 2 | Crotone | 26.011 euro |
| 3 | Cosenza | 26.902 euro |
| 4 | Matera | 26.958 euro |
| 5 | Agrigento | 27.141 euro |
| 6 | Rieti | 27.312 euro |
| 7 | Sassari | 27.494 euro |
| 8 | Taranto | 27.533 euro |
| 9 | Fermo | 27.617 euro |
| 10 | Isernia | 27.715 euro |
| 11 | Nuoro | 27.722 euro |
| 12 | Salerno | 27.727 euro |
| 13 | Potenza | 27.921 euro |
| 14 | Foggia | 27.930 euro |
| 15 | Lecce | 27.964 euro |
| 16 | Sud Sardegna | 27.984 euro |
| 17 | Messina | 28.055 euro |
| 18 | Grosseto | 28.175 euro |
| 19 | Oristano | 28.266 euro |
| 20 | Caserta | 28.291 euro |
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Geography Index 2025, dati 2024
Un dato interessante riguarda il potere d’acquisto: tra il 2015 e il 2024 solo Reggio Calabria, Campobasso e Potenza non hanno subito perdite. All’opposto, Bolzano (-20,4%), Verona (-17,2%) e Genova (-17,0%) registrano il calo più pesante, in molti casi proprio perché a stipendi elevati si è accompagnata un’inflazione locale altrettanto elevata.
Stipendio medio in Italia per età
Un altro aspetto cruciale da considerare quando si parla di stipendio medio, in Italia come nel resto del mondo, è l’età del lavoratore. Spesso, infatti, gli stipendi sono più bassi per i giovani e più alti per chi ha già una carriera avviata, quindi un’età maggiore.
Se è vero che gli stipendi tendono ad aumentare con l’aumentare dell’età, è vero anche che più aumenta l’età e più il ritmo di crescita rallenta.
Di seguito una tabella con lo stipendio medio annuo per ciascuna fascia di età, sia in termini di RAL (retribuzione fissa) che di RGA (fissa più variabile).
| Fascia di età | RAL media | RGA media |
|---|---|---|
| 15-24 anni | 27.115 euro | 27.223 euro |
| 25-34 anni | 29.928 euro | 30.490 euro |
| 35-44 anni | 32.961 euro | 33.804 euro |
| 45-54 anni | 34.774 euro | 35.725 euro |
| 55-64 anni | 35.893 euro | 37.038 euro |
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025
Chi entra nel mercato del lavoro percepisce dunque in media 27.115 euro lordi l’anno, chi si avvicina all’uscita 35.893 euro. La crescita complessiva nell’arco della carriera è del 32,4% sulla RAL e del 36,1% sulla RGA.
Il dato più interessante riguarda però il ritmo di questa progressione, che è tutt’altro che lineare:
| Passaggio di fascia | Incremento RAL | Incremento RGA |
|---|---|---|
| Da 15-24 a 25-34 anni | +10,4% | +12,0% |
| Da 25-34 a 35-44 anni | +10,1% | +10,9% |
| Da 35-44 a 45-54 anni | +5,5% | +5,7% |
| Da 45-54 a 55-64 anni | +3,2% | +3,7% |
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025
Il salto retributivo maggiore avviene nei primi anni di carriera: fino ai 44 anni la retribuzione cresce di circa il 10% a ogni passaggio di fascia, poi il ritmo si dimezza e infine si riduce a poco più del 3%. In altre parole, la parte più consistente della progressione salariale di un lavoratore italiano si gioca nei primi vent’anni di attività.
Va segnalato che, negli ultimi dieci anni, il tasso di crescita delle retribuzioni degli under 35 è stato sensibilmente migliore di quello di tutte le altre fasce d’età: un segnale della maggiore domanda di profili giovani e qualificati.
Incrociando età e inquadramento contrattuale emergono dinamiche molto diverse tra categorie.
| Fascia di età | Dirigenti | Quadri | Impiegati | Operai |
|---|---|---|---|---|
| 15-24 anni | - | - | 29.332 euro | 25.895 euro |
| 25-34 anni | 95.117 euro | 52.574 euro | 31.738 euro | 26.796 euro |
| 35-44 anni | 96.842 euro | 57.314 euro | 34.993 euro | 27.931 euro |
| 45-54 anni | 110.123 euro | 59.549 euro | 36.618 euro | 28.798 euro |
| 55-64 anni | 112.154 euro | 61.131 euro | 36.838 euro | 28.374 euro |
Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, RAL medie 2025
Il differenziale maggiore tra inizio e fine carriera si riscontra tra gli impiegati (25,6% sulla RAL, 27,4% sulla RGA), quello minore tra gli operai (9,6% sulla RAL, 10,1% sulla RGA).
Il dato sugli operai merita una nota: la RAL media raggiunge il picco nella fascia 45-54 anni (28.798 euro) e poi arretra tra i 55 e i 64 anni (28.374 euro). Per chi svolge mansioni esecutive, insomma, l’anzianità smette di tradursi in retribuzione già ben prima della pensione - anzi, si inverte.
Il divario retributivo di genere
Il gender pay gap sulla RAL è pari all’8,5% nel 2025 (era il 7,2% l’anno precedente) e sale al 10,0% se si considera la RGA, cioè includendo la componente variabile.
Il divario è più ampio tra gli operai (9,5%) e più contenuto tra i quadri (4,3%).
Il tema è destinato a restare al centro del dibattito: la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, che gli Stati membri dovranno recepire entro il 7 giugno 2026, introduce nuovi obblighi per le imprese in materia di parità salariale e di indicazione delle fasce retributive negli annunci di lavoro.
Stipendio medio in Europa. Dov’è l’Italia?
È giunto ora il momento di contestualizzare. Dove si trova l’Italia e il suo stipendio medio in confronto a quelli degli altri Paesi dell’Unione Europea?
Secondo i dati Eurostat riferiti al 2025 e diffusi a metà 2026, la retribuzione netta annua di un lavoratore single senza figli che percepisce lo stipendio medio nazionale è pari a 26.929 euro nell’Unione Europea. L’Italia si attesta a 24.471 euro, sotto la media UE e sotto anche alla Spagna (25.263 euro).
Un lavoratore tedesco o francese porta a casa almeno 5.000 euro netti in più all’anno rispetto a un italiano.
La classifica dei principali Paesi UE è la seguente:
| Paese | Retribuzione netta annua |
|---|---|
| Lussemburgo | 54.260 euro |
| Irlanda | 44.263 euro |
| Danimarca | 41.981 euro |
| Paesi Bassi | 36.837 euro |
| Belgio | 34.642 euro |
| Svezia | 34.624 euro |
| Finlandia | 33.641 euro |
| Germania | 31.000 euro |
| Francia | 30.832 euro |
| Media UE | 26.929 euro |
| Malta | 25.544 euro |
| Spagna | 25.263 euro |
| Italia | 24.471 euro |
| Cipro | 23.524 euro |
| Slovenia | 22.503 euro |
| Estonia | 20.045 euro |
| Portogallo | 19.709 euro |
| Repubblica Ceca | 19.569 euro |
| Lituania | 18.650 euro |
| Croazia | 17.256 euro |
| Lettonia | 16.793 euro |
| Polonia | 16.163 euro |
| Slovacchia | 15.686 euro |
| Grecia | 15.050 euro |
| Romania | 13.233 euro |
| Ungheria | 12.967 euro |
Fonte: Eurostat, dati 2025. Lavoratore single senza figli con retribuzione pari al 100% del salario medio nazionale
Il quadro migliora solo marginalmente se si tiene conto del costo della vita. A parità di potere d’acquisto (PPS) la media UE è di 26.346 euro e l’Italia si attesta a 25.095 euro, ancora sotto la media e superata dalla Spagna (27.794 euro), che in termini nominali si trovava a ridosso.
Il confronto internazionale più severo arriva però dai dati OCSE elaborati dall’Osservatorio JobPricing: con un salario medio annuo di 51.019 dollari a parità di potere d’acquisto, l’Italia si colloca al 23° posto su 34 Paesi, una posizione persa rispetto all’anno precedente, superata anche dalla Lituania. Il divario con la media OCSE (61.146 dollari) è del 16,6%.
Ancora più significativo il dato di lungo periodo: tra il 2015 e il 2024 l’Italia è uno dei soli quattro Paesi OCSE in cui i salari reali sono diminuiti (-4%), insieme a Paesi Bassi (-6%), Grecia (-5%) e Irlanda (-1%). Nello stesso periodo la media OCSE è cresciuta dell’8%. Allargando lo sguardo agli ultimi 25 anni, i salari reali italiani risultano in calo del 2,3%, mentre Francia e Germania hanno registrato incrementi rispettivamente del 19,7% e del 17%.
Tra le cause principali, il report indica la produttività: nel 2024 il PIL per ora lavorata in Italia si è fermato a 67,63 dollari, contro gli 83,16 della Germania (-18,4%) e gli 81,56 della Francia (-16,8%).
Quanto al cuneo fiscale, spesso chiamato in causa nel dibattito pubblico, i dati OCSE ridimensionano il luogo comune: l’Italia è al quinto posto in Europa con il 47,1%, un valore sostanzialmente allineato a Germania (47,9%), Austria (47,3%) e Francia (47,2%).