Stipendio medio in Italia nel 2026. Tutti i dati, spiegati

Flavia Provenzani

23 Luglio 2026 - 17:52

Qual è la media degli stipendi in Italia nel 2026? Ecco settori, Regioni e città dove si guadagna di più. Tutti i dati, spiegati bene.

Stipendio medio in Italia nel 2026. Tutti i dati, spiegati
  • Lo stipendio medio in Italia è di 32.991 euro lordi all’anno nel settore privato (RAL media 2025, +3,6% sul 2024);
  • un impiegato percepisce in media 1.983 euro netti al mese su 13 mensilità, un operaio 1.699 euro;
  • i dirigenti guadagnano in media 106.556 euro lordi l’anno, i quadri 58.551 euro, gli impiegati 34.635 euro, gli operai 27.909 euro;
  • nel pubblico, la retribuzione media è di 35.350 euro lordi annui (dati INPS 2024);
  • i settori che pagano di più sono Banche e servizi finanziari (48.259 euro), Ingegneria (44.033 euro) e Telecomunicazioni (41.914 euro);
  • Lombardia, Lazio e Liguria sono le Regioni dove si guadagna di più, Basilicata, Calabria e Molise quelle dove si guadagna di meno;
  • con 24.471 euro netti annui l’Italia resta sotto la media UE (26.929 euro) e si colloca al 23° posto su 34 Paesi OCSE per salario medio.

Per conoscere la media degli stipendi in Italia occorre partire dai dati, ma per capire i fattori che influenzano quanto guadagnano gli italiani serve un’analisi ragionata. È fondamentale, infatti, interpretare correttamente ogni cifra.

Parlando di stipendio medio, sia in Italia che altrove, limitarsi a indicare un singolo numero non fornisce un quadro completo.

Sono questi importi al netto o al lordo delle tasse? Qual è il livello di istruzione dei lavoratori che percepiscono questo stipendio? Come variano le retribuzioni a seconda del settore, della Regione o dell’età del dipendente?

Proprio per questo, Money.it ha realizzato una guida semplice ma esaustiva su tutto ciò che è importante sapere riguardo alla media degli stipendi in Italia nel 2026.

Media stipendi in Italia: i dati

Partiamo con il prendere come riferimento i dati dell’Osservatorio JobPricing dal titolo «JP Salary Outlook 2026», pubblicato a marzo 2026, che riporta i dati sullo stipendio medio in Italia aggiornati al 2025. La raccolta dei dati, infatti, richiede tempo: lo stipendio medio italiano del 2026 è un dato ancora sconosciuto, e comunque in continuo mutamento.

Lo studio riporta la RAL come indicatore dello stipendio medio. La RAL, Retribuzione Annua Lorda, rappresenta la quantità di soldi che il lavoratore dipendente riceve dal proprio datore di lavoro, numero dal quale vanno poi sottratte le trattenute Irpef e previdenziali a carico del lavoratore. Lo stipendio netto, invece, rappresenta i soldi che effettivamente riceve il lavoratore dal datore di lavoro tramite bonifico.

Il report utilizza anche un secondo indicatore, la RGA (Retribuzione Globale Annua), che alla parte fissa somma la componente variabile effettivamente percepita: nel 2025 la RGA media nazionale è di 33.798 euro.

Stipendio medio annuo in Italia

Lo stipendio medio in Italia è di 32.991 euro lordi l’anno nel settore privato, in crescita del 3,6% rispetto al 2024. È il secondo anno consecutivo in cui le retribuzioni crescono più dell’inflazione, ferma nel 2025 all’1,5%.

Il bilancio del decennio resta però negativo: dal 2015 la RAL è aumentata del 15,0% a fronte di un’inflazione cumulata del 22,6%, con una perdita di quasi 8 punti percentuali di potere d’acquisto.

Un dato aiuta a leggere la media nella giusta prospettiva: il 75% dei lavoratori dipendenti del settore privato percepisce meno di 35.000 euro lordi l’anno e quasi il 90% non supera i 40.000 euro.

Lo stipendio medio annuo varia in base all’inquadramento del lavoratore.

Di seguito gli stipendi medi all’anno suddivisi per inquadramento in Italia:

  • Stipendio medio annuo (media nazionale): 32.991 euro lordi
  • Stipendio medio annuo dirigenti: 106.556 euro lordi (invariato sul 2024)
  • Stipendio medio annuo quadri: 56.551 euro lordi (+3,2%)
  • Stipendio medio annuo impiegati: 34.635 euro lordi (+3,8%)
  • Stipendio medio annuo operai: 27.909 euro lordi (+2,4%)

La categoria che ha guadagnato di più nell’ultimo anno è quella degli impiegati (+3,8%), mentre nel lungo periodo sono gli operai a registrare l’incremento maggiore (+16,6% dal 2015). I dirigenti, al contrario, hanno visto la retribuzione fissa sostanzialmente ferma, con una crescita di appena il 2,2% in dieci anni.

Stipendio medio al mese in Italia

Lo stipendio medio mensile, invece, oltre a variare in base alla categoria, si modifica in base al proprio contratto collettivo.

Questo può prevedere che il lavoratore riceva 13 mensilità (una per ogni mese dell’anno più la tredicesima, pagata a dicembre) o 14 mensilità (una per ogni mese dell’anno più la tredicesima e più la quattordicesima, pagata a luglio).

Di seguito, gli stipendi medi mensili dei lavoratori italiani, sempre nel settore privato:

  • Stipendio medio mensile dirigenti: 8.197 euro lordi (4.677 euro netti) per 13 mensilità; 7.611 euro lordi (4.343 euro netti) per 14 mensilità
  • Stipendio medio mensile quadri: 4.504 euro lordi (2.828 euro netti) per 13 mensilità; 4.182 euro lordi (2.626 euro netti) per 14 mensilità
  • Stipendio medio mensile impiegati: 2.664 euro lordi (1.983 euro netti) per 13 mensilità; 2.474 euro lordi (1.841 euro netti) per 14 mensilità
  • Stipendio medio mensile operai: 2.147 euro lordi (1.699 euro netti) per 13 mensilità; 1.994 euro lordi (1.578 euro netti) per 14 mensilità

Come è possibile notare, più lo stipendio è alto, maggiori sono le trattenute che abbassano il netto. Viceversa, più lo stipendio medio lordo è basso, minori sono le trattenute.

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026. Le simulazioni tengono conto delle aliquote, delle detrazioni fiscali e dei contributi sociali più recenti per il settore industriale.

Quanto pesa la parte variabile

La retribuzione fissa resta di gran lunga l’elemento principale della busta paga italiana. Nel 2025 solo il 37,4% dei lavoratori dipendenti ha percepito una componente variabile, per una quota media pari all’8,1% della RAL.

Il welfare aziendale riguarda invece quasi il 40% dei lavoratori, con un valore medio di 794 euro annui per chi ne beneficia. I benefit sono diffusi tra l’81% dei dirigenti ma solo tra il 27% degli operai.

Stipendio medio in Italia in Pubblica Amministrazione

Stando ai dati divulgati da INPS a cura del Coordinamento Generale Statistico Attuariale, nel 2024 lo stipendio medio nella Pubblica Amministrazione è pari a 35.350 euro lordi, da intendersi come imponibile previdenziale, in crescita dello 0,6% sul 2023.

La media, spiega l’istituto, è calcolata come rapporto tra retribuzione complessivamente percepita da tutti i lavoratori con almeno una giornata retribuita nell’anno e il numero degli stessi lavoratori. Nel 2024 i lavoratori pubblici sono stati 3.738.171, con una media di 283 giornate retribuite.

Di seguito riportiamo gli stipendi medi in Italia nel settore pubblico, suddivisi per gruppo contrattuale.

Stipendio medio in Italia Pubblica Amministrazione all’anno:

Gruppo contrattualeRetribuzione media annua 2024
Università ed enti di ricerca 52.931 euro
Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco 46.007 euro
Amministrazioni Centrali, Magistratura e Autorità Indipendenti 44.029 euro
Servizio Sanitario 43.513 euro
Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) 31.843 euro
Scuola 25.311 euro
Media nazionale 35.350 euro

Fonte: INPS, Osservatorio sui lavoratori pubblici, novembre 2025

Il quadro cambia sensibilmente se si guarda alla tipologia contrattuale: i dipendenti pubblici a tempo indeterminato (83,1% del totale) percepiscono in media 39.087 euro, mentre chi ha un contratto a termine si ferma a 16.972 euro, con appena 189 giornate retribuite. Il gruppo più penalizzato è la Scuola, dove il 74,6% dei contratti a termine si accompagna a una retribuzione media annua di 13.635 euro.

Rilevante anche il divario di genere: 41.117 euro per gli uomini contro 31.679 euro per le donne, differenza legata soprattutto alla maggiore diffusione del part time femminile (9% contro il 3,6% dei maschi).

I settori che pagano di più in Italia

Le statistiche riportate fin qui riescono a darci un’idea generale di quale sia il livello medio degli stipendi in Italia, sia nel settore privato che in quello pubblico.

Tuttavia, le RAL variano molto in base al settore in cui il dipendente lavora.

Esistono delle aziende che sono disposte a pagare stipendi molto alti per garantirsi la professionalità di lavoratori opportunamente formati.

Per andare ancor più in profondità sul tema dello stipendio medio in Italia, ecco la classifica dei settori in cui le retribuzioni annue lorde sono più alte:

SettoreStipendio medio lordo all’anno
Banche e servizi finanziari 48.259 euro
Ingegneria 44.033 euro
Telecomunicazioni 41.914 euro
Farmaceutica e biotecnologie 40.906 euro
Oil & Gas 40.134 euro
Assicurazioni 39.950 euro
Servizi e consulenza IT e software 39.649 euro
Aeronautica 38.302 euro
Chimica 36.972 euro
Media, web, comunicazione ed editoria 36.250 euro
Apparecchiature elettroniche ed elettriche, automazione 36.085 euro
Energia, utilities e servizi ambientali 35.159 euro
Macchine utensili, impianti industriali e prodotti in metallo 34.382 euro
Consulenza legale, fiscale, gestionale e amministrativa 34.382 euro

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025

All’estremo opposto della classifica si trovano l’Agricoltura (26.640 euro), i Servizi alla persona (28.013 euro) e Hotel e ristorazione (28.344 euro).

Nell’ultimo anno nessun comparto ha registrato una variazione negativa: la crescita maggiore spetta all’edilizia (+5,4%) e alla metallurgia e siderurgia (+5,2%). Nel decennio, invece, il settore che ha corso di più è Hotel e ristorazione (+16,3%), mentre il farmaceutico è rimasto sostanzialmente sui livelli del 2015.

Stipendio medio in Italia per Regione

Per approfondire ulteriormente il tema dello stipendio medio in Italia è interessante osservare come questo possa variare in base alla Regione in cui si lavora.

Appare ancora tristemente palese una sostanziale differenza tra quanto si guadagna al Nord e quanto nel Sud Italia: il divario medio è di quasi 4.400 euro di RAL, pari a circa il 15% in più a favore delle regioni settentrionali.

MacroregioneRAL media 2025
Nord 34.119 euro
Centro 32.746 euro
Sud e Isole 29.777 euro

Di seguito la classifica delle Regioni d’Italia con gli stipendi più alti.

RegioneStipendio lordo annuo
Lombardia 35.137 euro
Lazio 34.200 euro
Liguria 34.008 euro
Trentino-Alto Adige 33.716 euro
Emilia-Romagna 33.530 euro
Piemonte 33.479 euro
Valle d’Aosta 33.269 euro
Veneto 33.103 euro
Friuli-Venezia Giulia 32.643 euro
Toscana 31.931 euro
Marche 31.519 euro
Abruzzo 30.659 euro
Campania 30.267 euro
Umbria 30.043 euro
Sardegna 29.908 euro
Sicilia 29.356 euro
Molise 29.247 euro
Puglia 29.216 euro
Calabria 28.738 euro
Basilicata 27.340 euro

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025

Nell’ultimo anno la Lombardia ha guidato la crescita retributiva dell’intero Paese (+4,5%), un’inversione rispetto al decennio precedente, in cui era stata la regione più deficitaria. Le variazioni più contenute si registrano in Trentino-Alto Adige (+0,5%), Basilicata (+0,4%) e Puglia (+1,5%).

Nel lungo periodo, però, il recupero è tutto meridionale: Calabria (+21,2%), Abruzzo (+20,7%) e Sardegna (+20,1%) sono le regioni con la crescita maggiore dal 2015.

Stipendio medio in Italia per città

Per il dettaglio provinciale la fonte di riferimento è il JP Geography Index, il report annuale che classifica le 107 province italiane sulla base della RGA (retribuzione fissa più variabile). L’edizione più recente, pubblicata a settembre 2025, si basa sui dati 2024.

La provincia dove si guadagna di più è Milano, con una RGA media di 38.544 euro, seguita da Bolzano (36.167 euro) e Trieste (35.365 euro). All’ultimo posto Ragusa, con 25.867 euro: circa 12.700 euro lordi annui in meno rispetto alla media milanese.

Solo 23 province su 107 superano la media nazionale.

Di seguito, una tabella con le 20 province con lo stipendio medio più alto:

Pos.ProvinciaRGA media annua
1 Milano 38.544 euro
2 Bolzano 36.167 euro
3 Trieste 35.365 euro
4 Roma 35.073 euro
5 Genova 34.698 euro
6 Bologna 34.433 euro
7 Torino 33.959 euro
8 Piacenza 33.922 euro
9 Parma 33.909 euro
10 Varese 33.595 euro
11 Modena 33.385 euro
12 Monza Brianza 33.337 euro
13 Reggio Emilia 33.235 euro
14 Firenze 33.087 euro
15 Brescia 32.984 euro
16 Bergamo 32.963 euro
17 Como 32.796 euro
18 Alessandria 32.776 euro
19 Padova 32.671 euro
20 Trento 32.658 euro

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Geography Index 2025, dati 2024

La prima provincia del Mezzogiorno è Cagliari, al 39° posto. Seguono L’Aquila (47°), Palermo (51°), Campobasso (59°), Perugia (62°) e Napoli (64°).

Ecco, invece, le 20 province dove si guadagna di meno in Italia:

Pos.ProvinciaRGA media annua
1 Ragusa 25.867 euro
2 Crotone 26.011 euro
3 Cosenza 26.902 euro
4 Matera 26.958 euro
5 Agrigento 27.141 euro
6 Rieti 27.312 euro
7 Sassari 27.494 euro
8 Taranto 27.533 euro
9 Fermo 27.617 euro
10 Isernia 27.715 euro
11 Nuoro 27.722 euro
12 Salerno 27.727 euro
13 Potenza 27.921 euro
14 Foggia 27.930 euro
15 Lecce 27.964 euro
16 Sud Sardegna 27.984 euro
17 Messina 28.055 euro
18 Grosseto 28.175 euro
19 Oristano 28.266 euro
20 Caserta 28.291 euro

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Geography Index 2025, dati 2024

Un dato interessante riguarda il potere d’acquisto: tra il 2015 e il 2024 solo Reggio Calabria, Campobasso e Potenza non hanno subito perdite. All’opposto, Bolzano (-20,4%), Verona (-17,2%) e Genova (-17,0%) registrano il calo più pesante, in molti casi proprio perché a stipendi elevati si è accompagnata un’inflazione locale altrettanto elevata.

Stipendio medio in Italia per età

Un altro aspetto cruciale da considerare quando si parla di stipendio medio, in Italia come nel resto del mondo, è l’età del lavoratore. Spesso, infatti, gli stipendi sono più bassi per i giovani e più alti per chi ha già una carriera avviata, quindi un’età maggiore.

Se è vero che gli stipendi tendono ad aumentare con l’aumentare dell’età, è vero anche che più aumenta l’età e più il ritmo di crescita rallenta.

Di seguito una tabella con lo stipendio medio annuo per ciascuna fascia di età, sia in termini di RAL (retribuzione fissa) che di RGA (fissa più variabile).

Fascia di etàRAL mediaRGA media
15-24 anni 27.115 euro 27.223 euro
25-34 anni 29.928 euro 30.490 euro
35-44 anni 32.961 euro 33.804 euro
45-54 anni 34.774 euro 35.725 euro
55-64 anni 35.893 euro 37.038 euro

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025

Chi entra nel mercato del lavoro percepisce dunque in media 27.115 euro lordi l’anno, chi si avvicina all’uscita 35.893 euro. La crescita complessiva nell’arco della carriera è del 32,4% sulla RAL e del 36,1% sulla RGA.

Il dato più interessante riguarda però il ritmo di questa progressione, che è tutt’altro che lineare:

Passaggio di fasciaIncremento RALIncremento RGA
Da 15-24 a 25-34 anni +10,4% +12,0%
Da 25-34 a 35-44 anni +10,1% +10,9%
Da 35-44 a 45-54 anni +5,5% +5,7%
Da 45-54 a 55-64 anni +3,2% +3,7%

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, dati 2025

Il salto retributivo maggiore avviene nei primi anni di carriera: fino ai 44 anni la retribuzione cresce di circa il 10% a ogni passaggio di fascia, poi il ritmo si dimezza e infine si riduce a poco più del 3%. In altre parole, la parte più consistente della progressione salariale di un lavoratore italiano si gioca nei primi vent’anni di attività.

Va segnalato che, negli ultimi dieci anni, il tasso di crescita delle retribuzioni degli under 35 è stato sensibilmente migliore di quello di tutte le altre fasce d’età: un segnale della maggiore domanda di profili giovani e qualificati.

Incrociando età e inquadramento contrattuale emergono dinamiche molto diverse tra categorie.

Fascia di etàDirigentiQuadriImpiegatiOperai
15-24 anni - - 29.332 euro 25.895 euro
25-34 anni 95.117 euro 52.574 euro 31.738 euro 26.796 euro
35-44 anni 96.842 euro 57.314 euro 34.993 euro 27.931 euro
45-54 anni 110.123 euro 59.549 euro 36.618 euro 28.798 euro
55-64 anni 112.154 euro 61.131 euro 36.838 euro 28.374 euro

Fonte: Osservatorio JobPricing, JP Salary Outlook 2026, RAL medie 2025

Il differenziale maggiore tra inizio e fine carriera si riscontra tra gli impiegati (25,6% sulla RAL, 27,4% sulla RGA), quello minore tra gli operai (9,6% sulla RAL, 10,1% sulla RGA).

Il dato sugli operai merita una nota: la RAL media raggiunge il picco nella fascia 45-54 anni (28.798 euro) e poi arretra tra i 55 e i 64 anni (28.374 euro). Per chi svolge mansioni esecutive, insomma, l’anzianità smette di tradursi in retribuzione già ben prima della pensione - anzi, si inverte.

Il divario retributivo di genere

Il gender pay gap sulla RAL è pari all’8,5% nel 2025 (era il 7,2% l’anno precedente) e sale al 10,0% se si considera la RGA, cioè includendo la componente variabile.

Il divario è più ampio tra gli operai (9,5%) e più contenuto tra i quadri (4,3%).

Il tema è destinato a restare al centro del dibattito: la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, che gli Stati membri dovranno recepire entro il 7 giugno 2026, introduce nuovi obblighi per le imprese in materia di parità salariale e di indicazione delle fasce retributive negli annunci di lavoro.

Stipendio medio in Europa. Dov’è l’Italia?

È giunto ora il momento di contestualizzare. Dove si trova l’Italia e il suo stipendio medio in confronto a quelli degli altri Paesi dell’Unione Europea?

Secondo i dati Eurostat riferiti al 2025 e diffusi a metà 2026, la retribuzione netta annua di un lavoratore single senza figli che percepisce lo stipendio medio nazionale è pari a 26.929 euro nell’Unione Europea. L’Italia si attesta a 24.471 euro, sotto la media UE e sotto anche alla Spagna (25.263 euro).

Un lavoratore tedesco o francese porta a casa almeno 5.000 euro netti in più all’anno rispetto a un italiano.

La classifica dei principali Paesi UE è la seguente:

PaeseRetribuzione netta annua
Lussemburgo 54.260 euro
Irlanda 44.263 euro
Danimarca 41.981 euro
Paesi Bassi 36.837 euro
Belgio 34.642 euro
Svezia 34.624 euro
Finlandia 33.641 euro
Germania 31.000 euro
Francia 30.832 euro
Media UE 26.929 euro
Malta 25.544 euro
Spagna 25.263 euro
Italia 24.471 euro
Cipro 23.524 euro
Slovenia 22.503 euro
Estonia 20.045 euro
Portogallo 19.709 euro
Repubblica Ceca 19.569 euro
Lituania 18.650 euro
Croazia 17.256 euro
Lettonia 16.793 euro
Polonia 16.163 euro
Slovacchia 15.686 euro
Grecia 15.050 euro
Romania 13.233 euro
Ungheria 12.967 euro

Fonte: Eurostat, dati 2025. Lavoratore single senza figli con retribuzione pari al 100% del salario medio nazionale

Il quadro migliora solo marginalmente se si tiene conto del costo della vita. A parità di potere d’acquisto (PPS) la media UE è di 26.346 euro e l’Italia si attesta a 25.095 euro, ancora sotto la media e superata dalla Spagna (27.794 euro), che in termini nominali si trovava a ridosso.

Il confronto internazionale più severo arriva però dai dati OCSE elaborati dall’Osservatorio JobPricing: con un salario medio annuo di 51.019 dollari a parità di potere d’acquisto, l’Italia si colloca al 23° posto su 34 Paesi, una posizione persa rispetto all’anno precedente, superata anche dalla Lituania. Il divario con la media OCSE (61.146 dollari) è del 16,6%.

Ancora più significativo il dato di lungo periodo: tra il 2015 e il 2024 l’Italia è uno dei soli quattro Paesi OCSE in cui i salari reali sono diminuiti (-4%), insieme a Paesi Bassi (-6%), Grecia (-5%) e Irlanda (-1%). Nello stesso periodo la media OCSE è cresciuta dell’8%. Allargando lo sguardo agli ultimi 25 anni, i salari reali italiani risultano in calo del 2,3%, mentre Francia e Germania hanno registrato incrementi rispettivamente del 19,7% e del 17%.

Tra le cause principali, il report indica la produttività: nel 2024 il PIL per ora lavorata in Italia si è fermato a 67,63 dollari, contro gli 83,16 della Germania (-18,4%) e gli 81,56 della Francia (-16,8%).

Quanto al cuneo fiscale, spesso chiamato in causa nel dibattito pubblico, i dati OCSE ridimensionano il luogo comune: l’Italia è al quinto posto in Europa con il 47,1%, un valore sostanzialmente allineato a Germania (47,9%), Austria (47,3%) e Francia (47,2%).