Dove vivono i residenti più ricchi dei Comuni italiani? stando ai dati delle dichiarazioni dei redditi, in testa c’è una sorpresa. Ma il nord domina
Il Comune più ricco d’Italia cambia, ma la geografia della ricchezza resta quasi immutata. Nel 2026 è Maccastorna, piccolo centro della provincia di Lodi, a conquistare il primo posto nella classifica dei redditi medi dichiarati, superando località simbolo come Lajatico e Portofino e lasciandosi alle spalle anche la faraonica Milano.
La fotografia arriva dai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulle dichiarazioni presentate nel 2025 e riferite all’anno d’imposta 2024. Il dato da leggere con attenzione è il reddito medio dichiarato: non misura il patrimonio, non dice quanto denaro ci sia sui conti correnti e non intercetta l’economia sommersa. Dice però dove, fiscalmente, vengono dichiarati i redditi più alti.
Insomma, non sarà una rappresentazione esaustiva delle ricchezze di un Paese ma comunque racconta molto dell’economia italiana: grandi città forti, hinterland residenziali in ascesa, ma anche borghi minuscoli capaci di scalare la graduatoria grazie a pochi contribuenti ad altissima capacità reddituale. Ecco cosa ci dice la classifica.
Città più ricche d’Italia: ecco dove vivono i “paperoni” nel 2026
Iniziamo dal vincitore. Come anticipato, il primo posto nel 2026 spetta a Maccastorna, in provincia di Lodi, con un reddito medio pro capite pari a 72.684,51 euro. Al secondo posto c’è Lajatico, in provincia di Pisa, con 69.475,74 euro, mentre il terzo gradino del podio va a Portofino, in provincia di Genova, con 61.616,71 euro.
Subito fuori dal podio si conferma la forza della Lombardia, con Basiglio a quota 53.686,52 euro, Cusago con 43.404,20 euro e Torre d’Isola con 42.784,70 euro. Poi arrivano Pino Torinese con 40.538,47 euro, Forte dei Marmi con 40.248,59 euro, Milano con 40.237,07 euro e Segrate con 40.204,15 euro.
La top ten, letta così, è già una sintesi del Paese: micro-Comuni, località di pregio, borghi residenziali dell’hinterland e una sola grande città, Milano. Nei primi posti non conta soltanto dove si produce ricchezza, ma soprattutto dove la ricchezza viene dichiarata da chi vi risiede.
E anche il proseguo della graduatoria conferma lo stesso schema. EccoTra le posizioni immediatamente successive compaiono San Vito di Cadore con 39.797,37 euro, Courmayeur con 39.650,71 euro, Solonghello con 39.637,32 euro, Arese con 39.474,84 euro, Vedano al Lambro con 38.586,02 euro, Padenghe sul Garda con 38.582,63 euro, Mozzo con 38.212,83 euro, Pecetto Torinese con 38.184,53 euro e Bonassola con 38.168,28 euro.
| Posizione | Comune | Provincia | Reddito medio dichiarato |
|---|---|---|---|
| 1 | Maccastorna | Lodi | 72.684,51 euro |
| 2 | Lajatico | Pisa | 69.475,74 euro |
| 3 | Portofino | Genova | 61.616,71 euro |
| 4 | Basiglio | Milano | 53.686,52 euro |
| 5 | Cusago | Milano | 43.404,20 euro |
| 6 | Torre d’Isola | Pavia | 42.784,70 euro |
| 7 | Pino Torinese | Torino | 40.538,47 euro |
| 8 | Forte dei Marmi | Lucca | 40.248,59 euro |
| 9 | Milano | Milano | 40.237,07 euro |
| 10 | Segrate | Milano | 40.204,15 euro |
| 11 | San Vito di Cadore | Belluno | 39.797,37 euro |
| 12 | Courmayeur | Aosta | 39.650,71 euro |
| 13 | Solonghello | Alessandria | 39.637,32 euro |
| 14 | Arese | Milano | 39.474,84 euro |
| 15 | Vedano al Lambro | Monza e Brianza | 38.586,02 euro |
| 16 | Padenghe sul Garda | Brescia | 38.582,63 euro |
| 17 | Mozzo | Bergamo | 38.212,83 euro |
| 18 | Pecetto Torinese | Torino | 38.184,53 euro |
| 19 | Bonassola | La Spezia | 38.168,28 euro |
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Maccastorna è il borgo più ricco d’Italia. Solo 76 abitanti, ma oltre 75 mila euro a testa
Ma perché Maccastorna è diventato il Comune più ricco d’Italia?
Il caso Maccastorna è il più interessante, ma anche il più delicato da interpretare. Parliamo di un Comune con appena 76 contribuenti: in una realtà così piccola, la presenza di una sola famiglia molto ricca o di pochi residenti con redditi elevati può spostare in modo enorme la media.
Ovviamente, la classifica dei Comuni più ricchi d’Italia non dice necessariamente che tutti gli abitanti di Maccastorna siano ricchi allo stesso modo. Dice piuttosto che, dividendo il totale dei redditi dichiarati per un numero molto ridotto di contribuenti, la media schizza verso l’alto. È il classico “effetto statistico” che negli anni ha portato ai vertici località come Portofino e Lajatico.
Ma dietro il dato c’è anche un tessuto produttivo locale rilevante. Nel territorio operano realtà agricole e agroalimentari importanti, tra cui Solana S.p.A., azienda specializzata nella trasformazione del pomodoro, indicata dalle stesse cronache locali come una presenza economica di peso per il Comune.
Discorso diverso, invece, per Lajatico e Portofino, che restano due nomi ormai ricorrenti quando si parla di redditi elevati. Lajatico, piccolo Comune pisano, è noto anche per la residenza di Andrea Bocelli; Portofino, simbolo del turismo di lusso ligure, continua a rappresentare l’emblema dell’esclusività su e giù per lo Stivale.
Milano guida tra le grandi città, ma le metropoli restano lontane dalla vetta
Il dato più forte tra le grandi città riguarda Milano. Il capoluogo lombardo è nono nella classifica generale con 40.237,07 euro di reddito medio pro capite. È l’unica metropoli stabilmente dentro le primissime posizioni e conferma il suo ruolo di capitale economica del Paese.
Per trovare gli altri capoluoghi bisogna scendere molto più in basso. Bologna è alla posizione 115 con 31.448 euro, Roma alla 124ª con 31.223 euro, Firenze alla 209ª con 30.016 euro, Torino alla 353ª con 28.859 euro e Napoli addirittura alla 2.449ª con 24.332 euro.
Il motivo è semplice: nelle grandi città convivono redditi altissimi, ceto medio, pensionati, lavoratori precari, studenti, part-time e aree socialmente molto diverse. La media, quindi, si abbassa. Anzi, proprio in virtù di ciò, Milano è quasi l’eccezione che conferma la regola. Nei piccoli Comuni residenziali o, soprattutto, turistici, invece, la composizione sociale può essere molto più selettiva.
Lombardia prima regione per reddito medio
Rimane abbastanza lampante che, a livello regionale, la Lombardia resti davanti a tutti. Secondo il MEF, il reddito medio complessivo più elevato si registra proprio qui, con 30.200 euro. Seguono il Trentino Alto Adige con 28.553 euro, con la provincia autonoma di Bolzano a 29.850 euro. Fanalino di coda? La Calabria, che registra il valore medio più basso pari a 19.020 euro.
Insomma, la crescita dei redditi dichiarati non elimina la frattura tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Anzi, il ranking comunale la rende ancora più marcata, con i primi posti dominati da Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Veneto e Valle d’Aosta, mentre il Sud resta spettatore lontano.
Nel Mezzogiorno resistono, però, alcune eccezioni locali. In Sicilia, per esempio, Sant’Agata li Battiati si conferma tra i Comuni con i redditi più elevati dell’isola, con un reddito medio indicato a 27.926,71 euro, davanti a San Gregorio di Catania con 27.398,92 euro. Si tratta di centri dell’area etnea che confermano un fenomeno già visto in altre zone del Paese: famiglie con redditi più alti che scelgono Comuni residenziali dell’hinterland, vicini ai servizi urbani ma più tranquilli rispetto al centro cittadino.
Redditi italiani in crescita? Sì, ma la media non racconta tutto
Il quadro generale dell’economia italiana mostra una crescita dei redditi dichiarati. I contribuenti Irpef sono oltre 42,8 milioni e il reddito complessivo totale dichiarato supera 1.076,3 miliardi di euro, con un valore medio nazionale di 25.820 euro, in aumento del 4,0% rispetto all’anno precedente.
Il MEF segnala anche che i redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’84,6% del reddito complessivo dichiarato. Il reddito medio più elevato resta quello da lavoro autonomo, pari a 67.510 euro, mentre i lavoratori dipendenti dichiarano in media 24.250 euro e i pensionati 22.390 euro.
Sono numeri utili, ma vanno letti senza scorciatoie. Il reddito dichiarato non coincide con la ricchezza patrimoniale. Non include tutto ciò che è soggetto a tassazione sostitutiva, non fotografa l’evasione fiscale e non misura il costo della vita.
Vivere con 40.000 euro a Milano non equivale a vivere con la stessa cifra in un piccolo Comune di provincia. Il contesto fa tutta la differenza.