Quanto rendono ad agosto 20.000 € vincolati da 3 o 5 anni sul conto deposito bancario?

Stefano Vozza

7 Agosto 2026 - 14:07

La certezza del capitale a scadenza tipica dei vincoli bancari nasconde tuttavia una grossa insidia spesso sottovalutata in sede di scelta

Quanto rendono ad agosto 20.000 € vincolati da 3 o 5 anni sul conto deposito bancario?

Facciamo un recap delle principali condizioni di mercato su un prodotto principe del reddito fisso di matrice bancaria, il conto deposito (CD).

Ci soffermeremo sulla linea vincolata e non libera, che presenta un pregio e un difetto. Il primo è dato dal maggior rendimento rispetto alla versione libera, oltre a godere di una più ampia scelta di conti e di emittenti. Il contro è che spesso i soldi sono indisponibili fino alla scadenza, non proprio il massimo quando si impegna un capitale.

In tal caso un vincolo a 6, 12 o 18 mesi è molto più gestibile rispetto a uno di durata più lunga. Ciò detto vediamo quanto rendono ad agosto 20.000 € vincolati da 3 o 5 anni sul conto deposito bancario.

Tasse, spese e condizioni medie standard di un generico conto deposito bancario

A prescindere dalla durata del vincolo, i CD sono esenti da spese di gestione eccettuo il Fisco. Vale a dire aliquota fiscale al 26% sugli interessi attivi maturati e l’imposta di bollo del 2x1.000 annua sulla somma oggetto di vincolo. Giusto per fare un esempio, 20 € su base annua (10 €/semestre, 5€/trimestre, etc) per ogni 10mila € di deposito.

Ancora, sono tutelati in primis dalla solidità della banca emittente, poi dal FITD fino a 100mila € sperando che il paracadute non si attivi. Poi il resto delle condizioni le decide l’intermediario di turno, specie due aspetti chiave. Uno è l’eventuale svincolo anticipato, non sempre ammesso, e quando lo è bisogna vedere a quali condizioni. L’altro attiene il c/c d’appoggio: vanno bene tutti o la banca ne prevede uno associato? Se la risposta ideale è la prima, perché spesso ciò che serve effettivamente è un prodotto che remuneri il capitale, non di un nuovo c/c con annessi costi di gestione.

36 mesi di soldi bloccati in banca: quanto fruttano?

Fatte le premesse, vediamo quali sarebbero oggi le offerte che vanno dal 3,00% in su sull’orizzonte a 36 mesi (fonte: ConfrontaConti):

  • 3,00% (2,22% netto) su Conto Rifugio di MedioCredito Trentino Alto Adige, con interessi liquidati alla fine, svincolo anticipato assente e c/c associato pure;
  • 3,08% (2,28% netto) sul Deposito Vincolato di Klarna Bank, e liquidazione annuale degli interessi. L’intermediario prevede un associato c/c mentre nega l’uscita anticipata dal vincolo prima del decorso dei 36 mesi;
  • 3,25% (2,41% netto) su Rendimax Conto Deposito Vincolato Anticipato di Banca Ifis e su Cherry Vincolato di Cherry Bank. Gli interessi sono anticipati nel primo caso e liquidati trimestralmente nel secondo. Ancora, i due intermediari finanziari non aprono allo svincolo anticipato mentre il vincolo di Cherry prevede un associato c/c;
  • 3,30% (2,44% netto) sul Conto Deposito Standard – Non Svincolabile di Banca CF+ e su Conto Yes di Solution Bank. Le due banche non aprono allo svincolo anticipato, non prevedono un c/c associato mentre Banca CF+ paga gli interessi ogni anno e Solution Bank tutti alla fine;
  • 3,50% (2,59% netto) su Rendimax Conto Deposito Vincolato Posticipato di Banca Ifis e su Conto Key Non Svincolabile di Banca Progetto. In entrambi i casi gli interessi sono liquidati ogni 3 mesi, non c’è un associato c/c e le banche negano lo svincolo anticipato.

Quanto ai potenziali guadagni netti totali su un ipotetico capitale di 20mila €, infine, si va dai 1.213,11 € dei CD al 3,00% annuo lordo fino a 1.435,31 € (3,50%). Nel mezzo incontriamo invece i 1.248,66 €, i 1.324,21 € e i 1.346,43 € dei vincoli remunerati, nell’ordine, al 3,08%, al 3,25% e al 3,30% annuo lordo.

I rendimenti attuali sule scadenze a 60 mesi

L’orizzonte temporale più lungo del vincolo a 60 mesi, cioè 5 anni, non stravolge più di tanto i rendimenti annui lordi a scadenza. In numeri, a partire dal 3,10% di rendimento in su incontriamo:

  • 3,10% (2,29% netto) su Conto Rifugio di MedioCredito Trentino Alto Adige. La banca paga gli interessi alla fine e non prevede né svincolo anticipato né c/c associato;
  • 3,15% (2,33% netto) su Rendimax Conto Deposito Vincolato Anticipato di Banca Ifis, con interessi pagati in anticipo. Sono assenti l’associato c/c e l’opzione svincolo;
  • 3,30% (2,44% netto) su Conto Yes di Solution Bank e sul Conto Deposito Standard – Non Svincolabile di Banca CF+. Come in precedenza, non aprono allo svincolo anticipato né prevedono un c/c associato, mentre divergono nei tempi di liquidazione interessi: ogni anno Banca CF+ e tutti a scadenza Solution Bank;
  • 3,50% (2,59% netto) su Cherry Vincolato di Cherry Bank, Conto Key Non Svincolabile di Banca Progetto e su Rendimax Conto Deposito Vincolato Posticipato di Banca Ifis. In tutti e tre i casi gli interessi sono liquidati ogni 3 mesi ed è negato l’eventuale svincolo anticipato. Quanto all’associato c/c, l’obbligo sussiste solo per Cherry Bank.

Veniamo ora ai possibili guadagni netti di un eventuale investimento di 20mila €a 5 anni. In ordine crescente di tassi annui lordi, gli incassi totali sarebbero di 2.095,15 € (3,10%), 2.132,17 € (3,15%), 2.243,23 € (3,30%) e 2.391,31 € (3,50%).

Quanto rendono ad agosto 20.000 € vincolati da 3 o 5 anni sul conto deposito bancario?

Il doppio punto di forza del CD è la garanzia del capitale a scadenza, salvo default emittente, e il sapere a priori quale sarà il rendimento. Tuttavia, l’indisponibilità del capitale per 36 e, soprattutto, 60 mesi pone interrogativi seri. Cioè è meglio accollarsi il rischio di mercato tipico di un bond, per esempio, e avere le mani libere sul capitale o non correre rischi ma non disporre dei soldi in caso di necessità?

È un dilemma serio attorno al quale ruota la decisione, anzi: non solo. L’altro riguarda il rialzo degli yield intorno al 3,00% sul BTP 3Y e al 3,30% BTP 5Y, garantiti dallo Stato e tassati al 12,50% contro il 26% dei CD.
Insomma, difficile dire “meglio il CD o meglio BTP” dato che la linea di confine tra le due alternative non è abissale. Ma ci stanno, ed è dalla loro valutazione che poi scatta la decisione, strettamente personale e non poteva essere diversamente. Fermo restando che bond e depositi bancari non costituiscono l’intero universo delle possibili soluzioni finali.