Bonus 200 euro in busta paga se hai meno di 35 anni, ecco come funziona

Simone Micocci

4 Giugno 2026 - 12:10

Bonus in busta paga, arriva la proposta del Partito Democratico per riconoscere 200 euro in più al mese per chi non ha ancora compiuto 35 anni.

Bonus 200 euro in busta paga se hai meno di 35 anni, ecco come funziona

Se hai meno di 35 anni presto potresti aver diritto a un bonus di 200 euro sullo stipendio.

Va subito precisato, però, che siamo ancora nel campo delle proposte. Per il momento, infatti, la possibilità di introdurre un bonus da 200 euro per gli under 35 è prevista soltanto dal disegno di legge di cui si sta facendo promotrice direttamente la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, con l’obiettivo di trovare un appoggio da parte della maggioranza che, almeno oggi, appare tutt’altro che scontato.

Per questa ragione è difficile immaginare che un bonus da 200 euro, o di qualsiasi altro importo, destinato ai più giovani possa arrivare già nel corso di questa legislatura. Il governo Meloni, infatti, sembrerebbe orientato a destinare ad altri interventi le risorse disponibili per la prossima legge di Bilancio. Più probabile, invece, che una misura di questo tipo possa entrare nel programma del campo largo in vista delle prossime elezioni, magari insieme al salario minimo e ad altri interventi pensati per aumentare gli stipendi degli italiani.

Il tema dei salari, del resto, è tornato a essere focale nel centrosinistra, chiamato anche a misurarsi con quanto fatto dal governo Meloni in questa legislatura attraverso il taglio del cuneo fiscale e delle imposte, a cui si aggiunge ora l’introduzione del cosiddetto “salario giusto”, con l’obiettivo di fissare come trattamento minimo in ogni settore quello previsto dal Ccnl più rappresentativo.

Per distinguersi, il Partito Democratico sembra quindi ripercorrere una strada che in campagna elettorale ha spesso dimostrato di funzionare: quella dei bonus. Dopo il bonus Renzi e le misure introdotte negli ultimi anni dal governo Meloni, arriverebbe così anche il bonus giovani voluto dal Pd, inserito nella proposta di legge “Diritto a restare”, pensata per garantire ai giovani italiani un futuro nel nostro Paese e contrastare la fuga verso l’estero.

Un diritto a restare, appunto. Ma basterebbero davvero 200 euro in più al mese per rendere l’Italia competitiva rispetto agli altri Paesi europei?

Come funziona il bonus 200 euro sullo stipendio dei più giovani

Nel testo del disegno di legge Diritto a restare, il Partito Democratico raccoglie il lavoro svolto insieme ad alcune associazioni giovanili, con l’obiettivo di intercettare più da vicino quelle esigenze che spesso spingono i ragazzi e le ragazze a trasferirsi all’estero.

Un piano che non può prescindere dal tema degli stipendi. Da una parte c’è il riconoscimento di un salario minimo, misura sulla quale tuttavia abbiamo già avuto modo di spiegare come manchi il sostegno della maggioranza. Dall’altra, ci sono interventi più mirati, pensati per incidere in un contesto in cui, soprattutto per i più giovani, è difficile immaginare almeno nella fase iniziale della carriera una retribuzione davvero soddisfacente.

Da qui nasce la proposta di una sorta di nuovo trattamento integrativo, simile per impostazione al bonus Renzi da 100 euro netti riconosciuto a chi guadagna meno di 15.000 euro lordi l’anno, ma con un importo più alto: 200 euro al mese in favore dei lavoratori che non hanno ancora compiuto 35 anni.

Il disegno di legge, al momento, non è stato ancora presentato alle Camere, per questo non si conoscono alcuni dettagli del testo che saranno però decisivi per sciogliere diversi dubbi. Ad esempio: il bonus si applicherebbe indipendentemente dal reddito oppure sarebbe prevista anche in questo caso una soglia massima? E ancora: si tratterebbe di un contributo interamente a carico dello Stato oppure verrebbe richiesto un coinvolgimento anche delle imprese?

Su questi aspetti una risposta potrà arrivare soltanto nei prossimi giorni. Fino ad allora, ciò che sappiamo è che l’intenzione del Partito Democratico è intervenire con una misura mirata, finalizzata a riconoscere ai giovani lavoratori un trattamento economico più favorevole e, almeno nelle intenzioni, a rendere meno conveniente la scelta di lasciare l’Italia per cercare migliori opportunità all’estero.

Non solo bonus 200 euro, le altre proposte in favore dei più giovani

Come abbiamo già lasciato intendere, però, le ragioni che spingono un giovane ad abbandonare tutto e tentare fortuna in un altro Paese vanno ben oltre il solo tema dello stipendio.

C’è, ad esempio, la difficoltà di acquistare o affittare casa. Per questo, una delle priorità indicate nel piano del Partito Democratico riguarda proprio il diritto all’abitazione, con l’obiettivo di rendere la casa più accessibile attraverso agevolazioni sia per l’acquisto che per l’affitto. Ma non solo: tra le misure previste ci sono anche interventi sui trasporti, a partire dagli abbonamenti annuali gratuiti o agevolati per gli studenti.

Sul fronte del lavoro, invece, l’obiettivo è incentivare nuove assunzioni e creare opportunità soprattutto nei territori più fragili. In questa direzione vanno i contributi a fondo perduto per l’imprenditoria giovanile innovativa nelle aree interne, il piano straordinario di assunzioni nei Comuni di questi territori per gli under 35, pensato anche per rendere la pubblica amministrazione più efficace ed efficiente, e il credito d’imposta per le aziende che utilizzano e incentivano il lavoro da remoto.

Ricordiamo però che al momento questa è solamente una proposta di legge sulla quale, salvo sorprese, non ci sarà convergenza con il governo Meloni. Bisognerà quindi attendere prima che una tale misura possa arrivare in Italia: la sensazione è che molto dipenderà da come sarà costituita la prossima maggioranza di governo a seguito delle prossime elezioni politiche.