TFR, quanto spetta di liquidazione per ogni anno lavorato. La tabella con gli importi

Simone Micocci

8 Giugno 2026 - 17:56

Sai quanto prendi di liquidazione per ogni anno di lavoro? Ecco la tabella con gli importi del TFR.

TFR, quanto spetta di liquidazione per ogni anno lavorato. La tabella con gli importi

Se stai per lasciare il tuo posto di lavoro, o semplicemente vuoi capire quanta liquidazione stai maturando, una delle prime domande da porsi è: quanto spetta di Tfr per ogni anno lavorato?

Il Tfr, acronimo di Trattamento di fine rapporto e comunemente conosciuto anche come “liquidazione”, è una componente della retribuzione differita riconosciuta ai lavoratori dipendenti del settore privato e, con alcune differenze, anche ai dipendenti pubblici.

A differenza dello stipendio, però, il Tfr non viene pagato ogni mese. Matura progressivamente nel corso del rapporto di lavoro e viene accantonato ogni anno dal datore di lavoro, per poi essere liquidato alla cessazione del contratto. In alcuni casi, inoltre, una parte può essere richiesta in anticipo, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge.

Il Tfr può quindi rappresentare un vero e proprio tesoretto per il lavoratore. A seconda delle scelte effettuate, infatti, può essere ricevuto in un’unica soluzione al termine del rapporto oppure, nel caso in cui sia stato destinato a un fondo pensione, trasformarsi anche in una rendita utile a integrare la pensione futura.

Per capire quanto si accumula ogni anno bisogna partire da una regola precisa: il Trattamento di fine rapporto è strettamente collegato alla retribuzione annua lorda, cioè alla Ral. L’articolo 2120 del Codice civile stabilisce infatti il criterio di calcolo, prevedendo che per ogni anno di servizio venga accantonata una quota proporzionale alla retribuzione percepita.

Rispondere alla domanda su quanto Tfr matura per ogni anno di lavoro è quindi abbastanza semplice, almeno per quanto riguarda l’importo lordo: basta applicare la formula prevista dalla legge. Ci sono però due aspetti da considerare.

Il primo riguarda le tasse: l’importo maturato è sempre lordo, quindi per capire quanto si riceverà effettivamente bisogna calcolare il netto, tenendo conto della tassazione applicata al Tfr. Il secondo riguarda la rivalutazione, in quanto le somme accantonate vengono adeguate nel tempo al costo della vita.

Tanto per le imposte quanto per la rivalutazione, le regole cambiano a seconda che il Tfr venga lasciato in azienda oppure destinato a un fondo pensione, dove il risultato dipende anche dall’andamento degli investimenti.

Come si calcola il Tfr

È l’articolo 2120 del Codice Civile a definire le regole per il calcolo del Tfr, precisando che per calcolare quanto si accantona per ogni anno di lavoro bisogna prendere la retribuzione lorda percepita e dividerla per un coefficiente di 13,5.

Nella gran parte delle assenze il Tfr viene comunque maturato. Ciò vale per:

  • Ferie godute
  • Assenze per malattia
  • Festività e permessi per ex festività
  • Permessi orari
  • Congedo matrimoniale
  • Permessi per lutto
  • Permessi riconosciuti ai sensi della legge n. 104
  • Permessi per la donazione di sangue
  • Congedi retribuiti per attività politiche e sindacali
  • Altri permessi e le aspettative retribuite

Non viene maturato il Tfr, invece, durante le assenze per sciopero, permessi sindacali non retribuiti e permessi per motivi di studio e formazione.

Generalmente, quindi, in un anno che potremmo definire come “normale” di lavoro, caratterizzato sì da qualche giorno di assenza ma senza ricorrere a quegli strumenti che comportano la riduzione del Tfr, il lavoratore matura esattamente quanto risulta dalla suddetta operazione.

Quanto spetta di liquidazione per ogni anno di lavoro, la tabella con gli importi

A questo punto, possiamo vedere quanto spetta di liquidazione per ogni anno di lavoro sulla base della retribuzione annua percepita. Ecco una tabella con tutti i valori lordi (qui invece trovate le regole per la tassazione del Tfr), utile per farsi un’idea su quanto si matura annualmente (fermo restando che di solito questa informazione può essere recuperata anche dalla busta paga).

Retribuzione annua Retribuzione mensile Liquidazione maturata
10.000 769,23 740,74
12.000 923,08 888,89
14.000 1.076,92 1.037,04
16.000 1.230,77 1.185,19
18.000 1.384,62 1.333,33
20.000 1.538,46 1.481,48
22.000 1.692,31 1.629,63
24.000 1.846,15 1.777,78
26.000 2.000,00 1.925,93
28.000 2.153,85 2.074,07
30.000 2.307,69 2.222,22
32.000 2.461,54 2.370,37
34.000 2.615,38 2.518,52
36.000 2.769,23 2.666,67
38.000 2.923,08 2.814,81
40.000 3.076,92 2.962,96
42.000 3.230,77 3.111,11
44.000 3.384,62 3.259,26
46.000 3.538,46 3.407,41
48.000 3.692,31 3.555,56
50.000 3.846,15 3.703,70

La tabella riportata sopra offre dunque una panoramica di quanto si matura di Tfr per ogni anno di lavoro in relazione alla retribuzione annua lorda percepita. I valori indicati sono lordi e comunque indicativi, calcolati sulla base del coefficiente previsto dalla legge (1/13,5 della retribuzione appunto) e riferiti ad anni di lavoro completi, in cui il dipendente ha lavorato per almeno 15 giorni in ciascun mese.

Come si può notare, all’aumentare dello stipendio cresce proporzionalmente anche l’importo del Trattamento di fine rapporto maturato ogni anno. Ad esempio, con una Ral di 20.000 euro si accumulano circa 1.481 euro di Tfr annui, mentre con una Ral di 40.000 euro il Tfr maturato sale a circa 2.963 euro. Questo consente ai lavoratori di farsi un’idea più chiara del proprio tesoretto previdenziale, utile sia per pianificare il proprio futuro sia per valutare, eventualmente, la convenienza di destinare il Tfr a una forma pensionistica complementare.

Naturalmente, per periodi inferiori all’anno o con frequenti assenze non retribuite, l’importo si riduce in proporzione. È quindi importante verificare la propria situazione lavorativa e consultare le voci relative al Tfr in busta paga, dove viene riportato l’ammontare effettivamente accantonato mese per mese.

Il calcolo parziale

Ovviamente, i suddetti importi riferiscono agli anni interamente lavorati (affinché un mese venga considerato interamente serve che ci siano almeno 15 giorni). Per i dipendenti che hanno lavorato solo qualche mese, invece, la quota viene proporzionalmente ridotta.

Pensiamo ad esempio a un lavoratore con Ral di 28.000 euro che ha lavorato per soli 4 mesi l’anno. Il Tfr verrà così calcolato

(2.074,07/12)*4

In totale, quindi, avrà maturato poco più di 690 euro di Tfr.

Quanto spetta di Tfr dipende anche dalla destinazione

Prima di concludere, va ricordato che le regole appena viste servono per calcolare il Tfr lordo maturato anno dopo anno. L’importo effettivamente disponibile per il lavoratore, però, dipende anche da un altro elemento: la destinazione del trattamento di fine rapporto.

Il Tfr può infatti essere lasciato in azienda, oppure conferito a un fondo pensione.

Nel primo caso resta applicato il meccanismo tradizionale: le somme maturate vengono rivalutate ogni anno secondo la formula prevista dalla legge, pari all’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione. Non ci sono costi di gestione per il lavoratore, ma al momento della liquidazione il Tfr viene assoggettato a tassazione separata, con un’aliquota calcolata in base alla media del reddito degli anni precedenti.

Diverso è il caso del Tfr destinato alla previdenza complementare, poiché qui la somma non segue la rivalutazione legale prevista per il Tfr lasciato in azienda, ma dipende dal rendimento del fondo pensione scelto, che può essere positivo o negativo a seconda dell’andamento dei mercati e della linea d’investimento.

In compenso, la tassazione finale può essere più favorevole: sulle prestazioni del fondo pensione si applica infatti un’aliquota del 15%, che può scendere fino al 9% in base agli anni di partecipazione alla previdenza complementare.

Questo significa che due lavoratori con la stessa retribuzione annua possono maturare lo stesso Tfr lordo, ma ritrovarsi nel tempo con importi netti diversi a seconda della scelta effettuata.