Nuovi assunti da luglio 2026, come compilare il modulo TFR3 con le indicazioni sulla destinazione del trattamento di fine rapporto? Ecco una guida con tutte le istruzioni.
Come noto, per i lavoratori assunti a decorrere dal 1° luglio 2026 sono cambiate le regole in materia di silenzio-assenso sulla destinazione del Tfr. In assenza di una scelta espressa da parte del dipendente, infatti, il trattamento di fine rapporto viene destinato al fondo pensione negoziale individuato dalla contrattazione collettiva applicabile.
Resta comunque in capo al datore di lavoro l’obbligo di informare il dipendente già al momento dell’assunzione sulle diverse possibilità a sua disposizione. Ed è proprio in questa fase che dovrà essergli consegnato il nuovo modulo TFR3 (di seguito in allegato), pubblicato in via provvisoria dal ministero del Lavoro, attraverso il quale il lavoratore potrà comunicare la propria scelta sulla destinazione del trattamento di fine rapporto.
È bene precisare, tuttavia, che quello attualmente disponibile non è ancora il modello ufficiale e definitivo: per la versione finale sarà infatti necessario attendere l’adozione di uno specifico decreto interministeriale.
Nell’attesa, e per non farsi trovare impreparati di fronte a una scelta che può avere conseguenze importanti sulla propria previdenza complementare e sulle finanze future, vediamo quindi come si compila il modulo TFR3 e a cosa prestare particolare attenzione prima di firmarlo.
Come compilare il modulo TFR3: si parte dai vostri dati
La prima parte del modulo TFR3 è la più semplice da compilare. Qui, infatti, dovete solo inserire i vostri dati personali e quelli relativi al nuovo rapporto di lavoro: nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, datore di lavoro e data di assunzione.
Subito dopo vi viene chiesto di dichiarare di aver ricevuto dal datore di lavoro tutte le informazioni necessarie per scegliere cosa fare del vostro TFR. Prima di mettere una spunta, quindi, assicuratevi che vi sia stato spiegato quale contratto collettivo si applica, qual è il fondo pensione al quale verreste iscritti automaticamente, come funziona il nuovo meccanismo del silenzio-assenso e quali alternative avete a disposizione entro 60 giorni dall’assunzione.
È un passaggio importante, perché proprio queste informazioni vi servono per capire cosa succederà al vostro TFR se non comunicate una scelta.
Cosa compilare in caso di prima assunzione
Il passaggio successivo è fondamentale: dovete indicare se siete o meno lavoratori di prima assunzione.
A tal proposito, se si tratta della vostra prima assunzione nel settore privato, con contratto a tempo indeterminato oppure determinato - in quest’ultimo caso purché il rapporto abbia una durata tale da consentire il decorso dei 60 giorni - dovete barrare la relativa dichiarazione. Restano esclusi da questo meccanismo i lavoratori domestici.
Per voi vale infatti la nuova regola dell’adesione automatica alla previdenza complementare. In pratica, dalla data di assunzione avete 60 giorni di tempo per decidere cosa fare del TFR: se invece non comunicate alcuna scelta, allora verrete automaticamente iscritti alla forma pensionistica prevista dal contratto collettivo applicato nella vostra azienda.
Se il contratto ne prevede più di una, il TFR viene indirizzato, salvo diverso accordo aziendale, verso quella alla quale aderisce il maggior numero di dipendenti. Nel caso in cui il vostro contratto non individui alcuna forma pensionistica, l’adesione automatica avviene verso il fondo residuale previsto dalla normativa.
Trascorsi 60 giorni senza fare nulla, scatterà l’adesione automatica, pertanto il datore di lavoro inizierà materialmente a versare le somme dal mese successivo alla scadenza del termine ma saranno trasferiti anche gli importi maturati fin dalla data della vostra assunzione.
Sezione 1 del modulo TFR3: quale opzione dovete scegliere?
Se siete lavoratori di prima assunzione, dovete quindi passare alla Sezione 1 del modulo TFR3 dove dovrete indicare cosa volete fare del vostro trattamento di fine rapporto.
Le possibilità previste sono quattro, indicate con le lettere A, B, C e D; vediamole una per una.
- Opzione A: con questa conferite il TFR alla forma pensionistica individuata dal meccanismo di adesione automatica. Nel modulo dovete indicare anche la percentuale di TFR da versare al fondo, ma è bene sapere che una percentuale inferiore al 100% può essere indicata solamente quando questa possibilità è prevista dal contratto o dall’accordo collettivo applicabile.
- Opzione B: questa casella non riguarda la destinazione del TFR, ma il contributo a vostro carico previsto in caso di adesione automatica. Potete scegliere di non versarlo solamente se la vostra retribuzione annua lorda è inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, pari nel 2026 a 7.101,12 euro. In questo caso resta comunque fermo il conferimento del TFR alla previdenza complementare.
- Opzione C: se invece il fondo individuato automaticamente dal vostro contratto non è quello che volete utilizzare, avete un’altra possibilità. Qui potete indicare espressamente una diversa forma pensionistica complementare alla quale destinare il vostro TFR, specificando la denominazione del fondo pensione scelto e la percentuale di TFR che intendete conferirvi. Anche in questo caso, di regola, viene conferito l’intero TFR, in quanto una percentuale inferiore è ammessa soltanto nei casi previsti dalla contrattazione collettiva oppure secondo le regole specifiche previste per chi era già iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 29 aprile 1993.
- Opzione D: infine c’è l’opzione da barrare se non volete destinare il vostro TFR a una forma di previdenza complementare, così che il trattamento di fine rapporto continuerà a essere gestito secondo le regole ordinarie previste dall’articolo 2120 del Codice civile e, quando previsto dalla normativa, verrà versato al Fondo di Tesoreria Inps. È importante sapere che questa decisione non vi vincola per sempre. Il modulo chiarisce infatti che potrete cambiare idea in futuro e decidere successivamente di destinare il TFR maturando a una forma di previdenza complementare.
Come compilare la Sezione 2
Se non siete alla prima assunzione ma in precedenza avete scelto di non destinare il TFR alla previdenza complementare, dovete indicarlo nella parte iniziale del modulo. In questo caso non scatta l’adesione automatica e il TFR continuerà a essere gestito secondo le regole ordinarie, fermo restando che potrete sempre decidere in futuro di destinarlo a un fondo pensione.
La Sezione 2, invece, deve essere compilata se non siete alla prima assunzione e avete già in essere un’adesione a una forma pensionistica complementare alla quale viene versato tutto o parte del vostro TFR.
In questo caso avete diverse possibilità.
- Con l’opzione A potete conferire il TFR alla forma pensionistica individuata dal meccanismo di adesione automatica, indicando anche la percentuale da destinare al fondo.
- L’opzione B riguarda invece il contributo a vostro carico. Se la retribuzione annua lorda corrisposta dal datore di lavoro è inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, potete scegliere di non versare la contribuzione a vostro carico alla forma pensionistica destinataria dell’adesione automatica.
- Infine, con l’opzione C potete scegliere direttamente a quale fondo pensione destinare il TFR maturando. In questo caso dovete indicare la denominazione della forma pensionistica scelta e la percentuale di TFR che intendete conferirvi.
Ricordate che se avete già un fondo pensione non va dato per scontato che il TFR del nuovo lavoro continui ad andare automaticamente lì, poiché avete sempre 60 giorni per indicare la vostra scelta; se non lo fate, entrerà in funzione il nuovo meccanismo di adesione automatica previsto per il rapporto di lavoro appena iniziato.
Come compilare la parte finale
Una volta compilata la sezione che vi riguarda, resta solamente la parte finale del modulo TFR3. Prima di firmare, però, è bene fare un ultimo controllo, verificando di aver barrato correttamente le caselle che vi riguardano e, quando richiesto, di aver indicato il fondo pensione scelto e la percentuale di TFR da conferire.
A questo punto non resta che inserire la data e apporre la vostra firma.
L’ultima parte, invece, non deve essere compilata da voi, perché è riservata al datore di lavoro, al quale spetta il compito di attestare di avervi fornito l’informativa prevista dalla legge e di aver acquisito la vostra dichiarazione. Inoltre, è tenuto a conservare il modulo e a rilasciarvene una copia. (che vi consigliamo di conservare, in quanto potete così dimostrare quale scelta avete effettuato sulla destinazione del vostro TFR e in quale momento).
Infine, anche il datore di lavoro dovrà quindi indicare la data e apporre timbro e firma.